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Opera Libretti




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Puccini
Manon Lescaut
Synopsis
Introduction
ATTO I
ATTO II
ATTO III
ATTO IV

ATTO I

Ad Amiens. Un vasto piazzale presso la Porta di Parigi. A destra un viale, a sinistra un’osteria con porticato sotto il quale sono disposti vari tavoli con sedie. Una scaletta esterna conduce al primo piano dell’osteria.

Studenti, borghesi, popolani, donne, fanciulle e soldati passeggiano per la piazza e sotto il viale. Altri sono fermi a gruppi che chiacchierano. Altri ancora sono seduti presso i tavoli, bevono e giocano a carte. Edmondo, attorniato da altri studenti.

 

Edmondo (tra il comico ed il sentimentale)
Ave, sera gentile,
che discendi
col tuo corteo
di zeffiri e di stelle.
Ave, cara ai poeti
ed agli amanti…

Studenti (dopo averlo interrotto con una risata)
… Ah! Ah! Ah!
E ai ladri ed ai briachi!
Noi t'abbiamo
spezzato il madrigale!

Edmondo
E vi ringrazio.
Pel vial  giulive
vengono a frotte a frotte,
fresche, ridenti e belle,
le nostre artigianelle…

Studenti
Or s'anima il viale…
Fresche, ridenti e belle!

Edmondo
Preparo un madrigale
furbesco, ardito e gaio.
E sia la musa mia
tutta galanteria.

Edmondo con gli Studenti (rivolto ad alcune fanciulle che s’avanzano)
Giovinezza è il nostro nome,
la speranza è nostra iddia,
ci trascina per le chiome
indomabile virtù.
Santa ebbrezza!
Or voi, ridenti,
amorose adolescenti, date i cor…

Fanciulle (avvicinandosi)
Vaga per l'aura
un'onda di profumi,
van le rondini a vol
e muore il sol.
È questa l'ora
delle fantasie
che fra le spemi
lottano e le malinconie.

(Entra Des Grieux, vestito con semplicità, come gli altri studenti)

Studenti
Ecco Des Grieux!
(Des Grieux li saluta, senza far cenno di fermarsi.)

Edmondo (chiamando Des Grieux)
A noi t'unisci,
amico, e ridi
e ti vinca la cura
di balzana avventura.
(Des Grieux, senza dar cenno di preoccupazione, si mostra poco disposto ad unirsi con gli altri suoi compagni.)
Non rispondi? Perché?
Forse di dama inaccessibile
acuto amor ti morse?

Des Grieux (lo interrompe, alzando le spalle)
L'amor!
Questa tragedia,
ovver commedia,
io non conosco!

(Gli studenti si dividono: alcuni restano a conversare con Des Grieux e Edmondo, altri si danno a corteggiare le ragazze che passeggiano a braccetto sul piazzale e nel viale.)

Alcuni studenti (a Des Grieux)
Baie! Misteriose vittorie
cauto celi e felice!

Des Grieux
Amici, troppo onor mi fate.

Edmondo e gli Studenti
Per bacco, indoviniam, amico…
Ti crucci d'uno scacco!

Des Grieux
No, non ancora.
Ma se vi talenta,
vo' compiacervi… e tosto!
(si avvicina ad alcune fanciulle che passano e con galanteria dice loro:)
Tra voi, belle,
brune e bionde,
si nasconde giovinetta
vaga e vezzosa,
dal labbro rosa
che m'aspetta?
Sei tu, bionda stella?
Dillo a me!
Palesatemi il destino
e il divino viso ardente
che m'innamori,
ch'io vegga
e odori eternamente...
Sei tu, bruna stella?
Tra voi, belle, ecc.
Dillo a me!

Fanciulle
Ah! Ah! Ah!

(Le fanciulle comprendono che egli scherza, si allontanano corrucciate da Des Grieux, alzando le spalle. Gli studenti ridono.)

Edmondo con gli Studenti
Ma bravo! Ma bravo!

Edmondo
Guardate, compagni,
di lui più nessuno si lagni.

Tutti
Ma bravo!...
Festeggiam la serata,
com'è nostro costume.
Suoni musica grata
nei brindisi il bicchier,
e noi rapisca il fascino
ardente del piacer!
Danze, brindisi, follie,
il corteo di voluttà
or s'avanza per le vie
e la notte regnerà.
È splendente, ed irruente,
è una poema di fulgor.
Tutto avvinca la sua luce
e il suo furor.
Giunge il cocchio d'Arras!
Discendono… Vediam!
Viaggiator eleganti, galanti!

(Squilla la cornetta del postiglione: dal fondo a destra arriva una diligenza. Tutti si affollano per osservare chi arriva. La diligenza si ferma davanti al portone dell’osteria. Scende subito Lescaut, poi Geronte, il quale aiuta galantemente a scendere Manon. Dall’osteria arrivano frettolosamente alcuni garzoni, i quali si affaccendano attorno ad alcuni viaggiatori. Vengono fatti scaricare alcuni bagagli.)

Studenti (con ammirazione verso Manon)
Chi non darebbe a quella donnina bella
il gentile saluto del benvenuto?

Lescaut
Ehi, l'oste!
(a Geronte)
Cavalier, siete un modello di squisitezza!
Ehi, l'oste!...

(chiamando)

L'Oste (accorrendo)
Eccomi qua!

Des Grieux (guardando Manon)
Dio, quanto è bella!

(La diligenza entra nel portone dell’osteria e la folla si allontana. Molti studenti tornano ai tavoli di gioco e bevono. Edmondo si ferma da un lato per osservare Manon e Des Grieux.)

Geronte (all’Oste)
Questa notte, amico, qui poserò.
(a Lescaut)
Scusate -
(all’Oste)
Ostiere, v'occupate del mio bagaglio.

L'Oste
Ubbidirò.
(impartisce qualche ordine)
Vi prego, mi vogliate seguire.
(Preceduti dall’Oste, salgono al primo piano Geronte e Lescaut, che ha fatto cenno a Manon di attenderlo. Manon si siede.)

Des Grieux (che non ha mai distolto gli occhi da Manon, le si avvicina)
Cortese damigella,
il priego mio accettate:
dican le dolci labbra
come vi chiamate.

Manon (alzandosi, risponde con modestia)
Manon Lescaut mi chiamo...

Des Grieux
Perdonate al dir mio,
ma da un fascino arcano
a voi spinto son io.
Persino il vostro volto
parmi aver visto,
e strani moti ha il mio cuore.
Perdonate al dir mio…
Quando partirete?

Manon (dolorosamente)
Domani all'alba io parto.
Un chiostro m'attende.

Des Grieux
E in voi l'aprile nel volto
si palesa e fiorisce!
O gentile,
qual fato vi fa guerra?

(Edmondo cautamente si avvicina agli studenti che sono all’osteria, e furbescamente indica loro Des Grieux a stretto colloquio con Manon.)

Manon
Il mio fato si chiama
"voler del padre mio".

Des Grieux
Oh, come siete bella!
Ah, no!
Non è un convento
che sterile vi brama!
No! Sul vostro destino
riluce un'altra stella.

Manon
La mia stella tramonta!

Des Grieux (tristemente)
Or parlar non possiamo.
Ritornate fra poco e,
cospiranti contro i fato,
vinceremo.

Manon
Tanta pietà traspare
dalle vostre parole!
Vo' ricordarvi!
Il nome vostro?

Des Grieux
Sono Renato Des Grieux.

Lescaut (di dentro)
Manon!

Manon (lestamente)
Lasciarvi debbo.
(volgendendosi verso l’osteria)
Vengo!
(a Des Grieux)
M’ha chiamata mio fratello.

Des Grieux (supplichevole)
Qui tornate!

Manon
No, non posso.
Mi lasciate!

Des Grieux
O gentile, vi scongiuro!

Manon (commossa)
Mi vincete!
Quando oscuro l'aere
intorno a noi sarà.

(Si interrompe: vede Lescaut che è venuto sul balcone dell’osteria e frettolosamente lo raggiunge.)

Des Grieux (che ha seguito Manon con lo sguardo)
Donna non vidi mai
simile a questa!
A dirle "io t'amo"
a nuova vita
l'alma mia si desta.
"Manon Lescaut mi chiamo..."
Come queste parole profumate
mi vagan nello spirto
e ascose fibre
vanno a carezzare.
O sussurro gentil,
deh, non cessare!...
"Manon Lescaut mi chiamo..."
O sussurro gentil,
deh, non cessare!...

(Edmondo e gli studenti, che hanno spiato costantemente le mosse di Des Grieux, lo circondano rumorosamente.)

Edmondo e gli Studenti
La tua ventura ci rassicura.
O di Cupido degno fedel,
bella e divina
la cherubina per tua delizia
scese dal ciel!
(Des Grieux parte indispettito)
Fugge: è dunque innamorato.
Ah! Ah!...

(Tutti gli studenti si avviano allegramente al porticato dell’osteria. Si imbattono in alcune fanciulle e le invitano galantemente a seguirli. Intanto scendono dalla scaletta Lescaut e Geronte, e parlano fra loro passeggiando. Edmondo si avvicina ad una fanciulla e le parla galantemente. Sul finire del dialogo fra Lescaut e Geronte l’accompagna fino al viale di destra, dove le dà l’addio.)

Studenti
Venite, o fanciulle!
Augurio ci siate di buona fortuna.
È calva la diva:
ma morbida chioma voi fa desiar.

Fanciulle
È bionda od è bruna la diva
che guida la vostra tenzon?

Geronte (a Lescaut)
Dunque vostra sorella
il velo cingerà?

Lescaut
Malo consiglio
della gente mia.

Geronte
Diversa idea
mi pare la vostra?

Lescaut
Certo, certo, ho più sana la testa
di quel che sembri,
benché triste fama
mie gesta circondi…

Fanciulle
Amiche fedeli di un'ora,
volete il bacio?
Volete il sospir?
Il bacio chiedete,
il sospir!

Lescaut
…Ma la vita conosco,
forse troppo.
Parigi è scuola grande assai.
Di mia sorella guida, mormorando,
adempio al mio dovere,
come un vero soldato!...

Studenti
Chi perde e chi vince,
voi brama, o fanciulle…

Lescaut
…Solo dico che ingrato evento al mondo
non ci coglie senza qualche compenso.
E voi conobbi, Signor?

Geronte
Geronte di Ravoir.

Lescaut
Diporto vi conduce in viaggio?

Geronte
No, dovere.
L'affitto delle imposte a me fidato
dalla bontà del Re, dalla mia borsa.

Lescaut
(Che sacco d'or!)

Studenti
…chi piange e chi ride.
Noi prostra ed irride la mala ventura.
Ma lieta prorompe d'amore
la folle, l'eterna canzon.

Fanciulle
Orniam la vittoria,
e il core del vinto
al tiepido effluvio
di molle carezza
riposa obliando,
e l'onta e il martir.

(Studenti e fanciulle prendono posto intorno ai tavoli. Alcuni riprendono il gioco, altri bevono.)

Lescaut
Certo, certo, ho più sana la testa
di quel che sembri,
benché triste fama
mie gesta circondi.
Ma la vita conosco,
forse troppo.
Parigi è scuola grande assai.
Di mia sorella guida, mormorando,
adempio al mio dovere,come un vero soldato!
Solo dico che ingrato evento al mondo
non ci coglie senza qualche compenso.
E voi conobbi, Signor?

Edmondo (ad una ragazza)
Addio, mia stella.
Addio, mio fior,
vaga sorella del Dio d'amor.
A te d'intorno
va il mio sospir,
e per un giorno
non mi tradir.

(Saluta galantemente la fanciulla, la quale si allontana. Vede poi Geronte e Lescaut a stretto colloquio e si ferma in disparte per osservarli.)

Geronte
E non mi sembra lieta
neppur vostra sorella.

Lescaut
Pensate! Ha diciott'anni!
Quanti sogni e speranze…

Geronte
Comprendo. Poverina!
È d'uopo consolarla.
Questa sera meco
verrete a cena?

Lescaut (fa cenno di voler offrire qualcosa dall’osteria)
Quale onor!
E intanto permettete…

Geronte (che sulle prime aveva seguito Lescaut, cambia improvvisamente di pensiero)
Scusate, m'attendete
per breve istante:
qualche ordine io debbo
all'ostier impartire.

(Lescaut si inchina e Geronte si allontana verso il fondo. Inizia a far buio e dall’interno dell’osteria vengono accese alcune lampade e alcune candele. Alcuni garzoni portano le luci ai tavoli dei giocatori.)

Gli Studenti (giovando animatamente)
Un asso! Un fante! Un tre!
Che gioco maledetto!

Lescaut (attratto dalle voci, si accosta al porticato e guarda con febbrile interesse)
Giocano!
Oh, se potessi tentare anch'io
qualche colpo perfetto!

Studenti
Puntate! Carte! Un asso!

Lescaut (si avvicina in modo deciso agli studenti e si pone di spalle ad un giocatore, osserva il suo gioco e dice con aria di rimprovero:)
Un asso?
Mio signore, un fante!
Errore, errore!

Studenti (a Lescaut)
È vero, un fante.
Siete un maestro!

Lescaut
Celiate!
Un dilettante…

(Geronte, che da lontano ha osservato Lescaut, vedendolo occupato al gioco chiama l’Oste, che si trova sull’uscio del portone. L’Oste accorre premuroso. Geronte lo conduce in disparte mentre Edmondo, insospettito dal comportamento circospetto di Geronte, si avvicina con cautela per sorvegliarlo.)

Geronte (all’Oste)
Amico, io pago prima e poche ciarle!
Una carrozza e cavalli
che volino sì come il vento.
Fra un'ora!

L'Oste
Sì, Signore!

Geronte
Dietro l'albergo fra un'ora, capite?!
Verrano un uomo e una fanciulla.
E via sì come il vento, via verso Parigi!
E ricordate che il silenzio è d'or!

L'Oste
L'oro... adoro.

Geronte
Bene, bene!
(gli da una borsa di denaro)
Adoratelo e ubbidite.
Or mi dite,
(indicando il portone dell’osteria)
questa uscita ha l'osteria solamente?

L'Oste
Ve n'ha un'altra.

Geronte
Indicatemi la via.

(Partono dal fondo a sinistra.) 

Studenti
A noi… v'invito … banco!

Lescaut (con aria di freddezza e sprezzante, sedendosi a giocare)Carte!

Edmondo (che ha udito tutto il colloquio tra Geronte e l’Oste)
Vecchietto amabile,
incipriato Pluton sei tu!
La tua Proserpina di resisterti
forse avrà virtù?
(entra Des Grieux pensieroso. Edmondo gli si avvicina, poi gli dice:)
Cavaliere, te la fanno!

Des Grieux (con sorpresa)
Che vuoi dir?

Edmondo (con ironia)
Quel fior dolcissimo
che olezzava poco fa,
dal suo stel divelto,
povero fior,
fra poco appassirà!
La tua fanciulla,
la tua colomba
or vola, or vola:
del postiglione
suona la tromba…
Via, ti consola:
un vecchio la rapisce!

Des Grieux (guardandolo turbato)
Davvero?

Edmondo
Impallidisci?
Per Dio, la cosa è seria!

Des Grieux
Qui l'attendo, capisci?

Edmondo
Siamo a buon punto?!

Des Grieux
Salvami!

Edmondo
Salvarti?!
La partenza impedire?
Tentiam! Senti!
Forse ti salvo.
Del gioco morse all'amo
il soldato laggiù.

Des Grieux
E il vecchio?

Edmondo
Il vecchio?
Oh, l'avrà
da far con me!

(Si avvicina ai compagni che giocano e parla all’orecchio di alcuni di essi. Poi esce e si allontana a sinistra. Il gioco viene interrotto. Lescaut beve in compagnia degli studenti. Manon compare sulla scaletta e guarda attorno con ansia. Visto Des Grieux scende e gli si avvicina.)

Manon
Vedete? Io son fedele
alla parola mia.
Voi mi chiedeste,
con fervida preghiera,
che voi tornassi un'altra volta.
Meglio non rivedervi, io credo
e al vostro prego benignamente
opporre il mio rifiuto.

Des Grieux
Oh, come gravi le vostre parole!
Sì ragionar non suole l'età gentile
che v'infiora il viso:
mal s'addice al sorriso
che dall'occhio traluce
questo disdegno melanconico!

Manon
Eppur lieta, assai lieta
un tempo io fui!
La quieta casetta risonava
di mie folli risate,
e colle amiche giocando
ne andava sovente a danza!
Ma di gaiezza il bel tempo fuggì!

Des Grieux (affascinato)
Nelle pupille fulgide
profonde sfavilla
il desiderio dell'amore…
Amor ora vi parla!
Date all'onde del nuovo incanto
e il dolce labbro e il core.
V'amo! Quest'attimo di giorno
rendete eterno ed infinito!

Manon
Una fanciulla povera son io,
non ho sul volto luce di beltà,
regna tristezza sul destino mio…

Des Grieux
Vinta tristezza dall'amor sarà!
La bellezza vi dona
il più vago avvenir.
O soave persona,
mio infinito sospir!

Manon
No, non è vero!
Ah, sogno gentil,
mio sospiro infinito!

Lescaut (alzandosi dal tavolo e picchiando sul legno)
Non c'è più vino?
E che? Vuota è la botte?

(Gli studenti lo forzano a sedere e il gioco riprende più animato. All’udire la voce di Lescaut, Manon e Des Grieux si ritraggono verso destra con agitazione. Manon è impaurita e vorrebbe
rientrare, ma viene trattenuta da Des Grieux.)

Des Grieux
Deh, m'ascoltate:
vi minaccia un vile oltraggio,
un rapimento!
Un libertino audace,quel vecchio che con voi giunse,
una trama a vostro danno ordì.

Manon (stupita)
Che dite?

Des Grieux
Il vero!

Edmondo (accorrendo si avvicina a Des Grieux e a Manon e dice loro rapidamente:)
Il colpo è fatto,
la carrozza è pronta.
Che burla colossal!
Presto! Partite!

Manon (sorpresa)
Che? Fuggir?

Des Grieux
Fuggiamo!
Che il vostro rapitor un altro sia!

Manon (a Des Grieux)
Voi mi rapite?
Ah, no…

Des Grieux
No, vi rapisce amore!

Manon (resistendo)
Ah, no!

Des Grieux (con intensa preghiera)
V'imploro!

Edmondo
Presto, via ragazzi!

Des Grieux (insistendo)
Manon, v'imploro:
fuggiamo!

Manon (risoluta)
Andiam! Fuggiam!

Edmondo
Oh, che bei pazzi!

(Edmondo dà a Des Grieux il proprio mantello, col quale può coprirsi il volto. Tutti e tre poi fuggono dal fondo, dietro l’osteria. Geronte viene dalla sinistra, dà una rapida occhiata al tavolo e vi vede Lescaut giocare animatamente. Si lascia fuggire un moto di soddisfazione e cautamente, senza dare nell’occhio, si dirige verso l’osteria, dove trova l’Oste.)

Geronte
Di sedur la sorellina è il momento!
Via, ardimento!
Il sergente è al gioco intento!
Vi rimanga.
Ehi dico:
(chiama sottovoce l’Oste)
pronta è la cena?

L'Oste
Sì, Eccellenza!

Geronte
L'annunziate a quella signorina che…

Edmondo (additando al fondo, lontano, verso la via che conduce a Parigi)
Eccellenza, guardatela!
Essa parte in compagnia d'uno studente.
(si avvicina agli studenti)

Geronte (con la massima sorpresa e con molta confusione corre da Lescaut scuotendolo)
L'hanno rapita!

Lescaut (sempre giocando)
Chi?

Geronte
Vostra sorella!

Lescaut
Che?! Mille e mille bombe!
(butta a terra le carte e corre a vedere. L’Oste impaurito si ritrae nell’osteria.)

Geronte
L'inseguiamo!
È uno studente!

(Gli studenti lasciano il gioco e ridono di sottecchi dell’avventura che Edmondo narra dell’amico Des Grieux. Con prudenza, vedendo Lescaut, in disparte guardano, ascoltano e sorridono)

Lescaut (capisce tutto dall’indifferenza degli studenti)
È inutil!
(rivolge a Geronte che si lascia sfuggire un moto di impazienza)
Riflettiamo...
(a Geronte che dice di no)
Cavalli pronti avete? Il colpo è fatto!
Disperarsi è da matto!
Vedo… Manon
con sue grazie leggiadre
ha suscitato in voi
un affetto di padre.

Geronte
Non altrimenti!

Lescaut (con dignitosa fierezza)
E a chi lo dite!
Ed io, da figlio rispettoso,
vi do un ottimo consiglio.
Parigi! È là Manon!
Manon già non si perde...

Edmondo e gli Studenti
Venticelli, ricciutelli
che spirate fra vermigli, fiori e gigli,
avventura strana e dura, deh, narrate per mia fe'!
Assetato labbro aveva coppa piena.
Ber voleva, e avidamente già suggeva…
Ah! Ah! Ah!

Lescaut
…Ma borsa di studente
presto rimane al verde.
Manon non vuol miserie!
Manon riconoscente
accetterà un palazzo
per piantar lo studente!
(Edmondo e gli studenti continuano a ridere ma ogni volta che Lescaut rivolge loro lo sguardo, fingono d’esser seri. Pian piano tutti lasciano l’osteria)
Voi farete da padre ad un'ottima figlia
e io completerò,
Signore, la famiglia.
Che diamine! Ci vuole calma, filosofia…
(Vede a terra il tricorno che Geronte s’era lasciato cadere. Lo raccoglie e lo porge al vecchio ganimede ma, udendo ancora ridere gli studenti, si rivolge loro con occhio minaccioso. Dice poi a Geronte:)
Ecco il vostro tricorno!
E, domattina, in via! Dunque, dicevo…
A cena e il braccio a me!
(preso a braccio Geronte si avvia verso l’osteria parlando e gesticolando con calma e maestosità)
Degli eventi all'altezza esser convien!
Perché…

Edmondo e gli Studenti (che si avanzano con cautela dal fondo fino alla porta dell’osteria, con malizia)
A volpe invecchiata l'uva fresca e vellutata
sempre acerba rimarrà.
(Tutti gli studenti scoppiano in una grande risata. In quel mentre, esce minaccioso Lescaut. Gli studenti fuggono ridendo.)

 


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