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Opera Libretti




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Verdi
Don Carlos
English
Synopsis
Title Page
Italian
Act I
Act II
Act III
Act IV
Act V

 
 
ATTO QUARTO

 
 
Quadro Primo
Il gabinetto del re
 
Scena e Cantabile
(Filippo assorto in profonda meditazione appoggiato ad un tavolo ingombro di carte, dove due doppieri finiscono di consumarsi. L’alba rischiara già le vetrate delle finestre.)
 
Filippo
(come trasognato)
Ella giammai m’amò!
No, quel cor chiuso è a me,
amor per me non ha!
Io la rivedo ancor contemplar triste in volto
il mio crin bianco il dì che qui di Francia venne.
No, amor per me non ha, amor per me non ha!
(ritornando in sè)
Ove son?...Quei doppier presso a finir! ...
L’aurora imbianca il mio veron!
Già spunta il dì!
Passar veggo i miei giorni lenti!
Il sonno, o Dio! sparì
dai miei occhi languenti!
 
Dormirò sol nel manto mio regal
quando la mia giornata è giunta a sera,
dormirò sol sotto la volta nera,
là, nell’avello dell’Escurïal.
 
Se il serto regal a me desse il poter
di leggere nei cor,
che Dio può sol veder!
Se dorme il prence, veglia il traditore;
il serto perde il Re, il consorte l’onore!
 
Dormirò sol nel manto mio regal, ecc.
Ah! se il serto regal, ecc.
 
Ella giammai m’amò!
No! quel cor chiuso e a me,
amor per me non ha!
(ricade nelle sue meditazioni)
 
Scena
 
Il Conte di Lerma
(entrando)
Il Grand’Inquisitor!
(il Conte di Lerma esce. Il grande Inquisitore - cieco, nonagenario - entra sostenuto da due frati domenicani)
 
Il Grande Inquisitore
Son io dinanzi al Re?
 
Filippo
Sì. Vi feci chiamar, mio padre!
In dubbio io son.
Carlo mi colma il cor d’una tristezza amara.
L’Infante è a me ribelle,
armossi contro il padre.
 
Il Grande Inquisitore
Qual mezzo per punir scegli tu?
 
Filippo
Mezzo estrem.
 
Il Grande Inquisitore
Noto mi sia!
 
Filippo
Che fugga ... o che la scure...
 
Il Grande Inquisitore
Ebben?
 
Filippo
Se il figlio a morte invio,
m’assolve la tua mano?
 
Il Grande Inquisitore
La pace dell’impero il dì val d’un ribelle.
 
Filippo
Posso il figlio immolar al mondo, io cristian?
 
Il Grande Inquisitore
Per riscattarci Iddio il suo sacrificò
 
Filippo
Ma tu puoi dar vigor a legge sì severa?
 
Il Grande Inquisitore
Ovunque avrà vigor,
se sul Calvario l’ebbe
 
Filippo
La natura e l’amor tacer potranno in me?
 
Il Grande Inquisitore
Tutto tacer dovrà per esaltar la fe’.
 
Filippo
Sta ben
 
Il Grande Inquisitore
Non vuol il Re su d’altro interrogarmi?
 
Filippo
No.
 
Il Grande Inquisitore
Allor son io che a voi parlerò, Sire.
Nell’ispano suol mai l’eresia dominò.
Ma v’ha chi vuol minar l’edifizio divin;
l’amico egli è del Re, il suo fedel compagno,
il demon tentator, che lo spinge a rovina.
Di Carlo il tradimento, che giunse a t’irritar,
in paragon del suo futile gioco appar.
Ed io, l’Inquisitor, io che levai sovente
sopra orde vil di rei la mano mia possente
pei  grandi di quaggiù scordando la mia fe’,
tranquilli lascio andar un gran ribelle...
e il Re!
 
Filippo
Per traversar i di dolenti in cui viviamo,
nella mia Corte invan cercato ho quel che bramo.
Un uomo! Un cor leal!...Io lo trovai!
 
Il Grande Inquisitore
Perchè un uomo?
Perchè allor il nome hai tu di Re,
Sire, s’alcun v’ha pari a te?
 
Filippo
Non più, frate!
 
Il Grande Inquisitore
Le idee dei novator in te son penetrate!
Infrangere tu vuoi con la tua debol man
il santo giogo, esteso sovra l’orbe roman!
Ritorna al tuo dover!
La Chiesa all’uom che spera,
a chi si pente, puote offrir la venia intera
a te chiedo il signor di Posa.
 
 
Filippo
No, giammai!
 
Il Grande Inquisitore
O Re, se non foss’io con te nel regio ostel
oggi stesso, lo giuro a Dio,
doman saresti presso
il Grande Inquisitor al tribunal supremo.
 
Filippo
Frate! Troppo soffrii il tuo parlar crudel.
 
Il Grande Inquisitore
Perchè evocar allor l’ombra di Samuel?
Dato ho finor due Regi al regno tuo possente!
L’opra di tanti di tu vuoi strugger, demente...
Perchè mi trovo qui?
Che vuole il Re da me? (per uscire)
 
Filippo
Mio padre, che tra noi la pace alberghi ancor.
 
Il Grande Inquisitore
(allontanandosi sempre)
La pace?
 
Filippo
Obliar tu dêi quel ch’è passato.
 
Il Grande Inquisitore
(sulla porta, nell’uscire)
Forse!
 
Filippo (solo)
Dunque il trono piegar dovrà sempre all’altare!
 
 
Scena e Quartetti
 
Elisabetta
(entrando e gettandosi ai piedi del re)
Giustizia! O Sire!
Ho fè nella lealtà del Re!
Son nella Corte tua crudelmente trattata
e da nemici oscuri, incogniti, oltraggiata.
Lo scrigno ov’io chiudea, Sire, tutt’un tesor,
i gioielli.. altri oggetti a me più cari ancor…
l’hanno rapito a me!..
Giustizia! la reclamo da Vostra Maestà!
(nel veder l’espressione terribile sul volto di Filippo, Elisabetta s’arresta spaventata.
Il Re s’alza lentamente, prende uno scrigno dal tavolo e lo presenta alla Regina)
 
Filippo
Quello che voi cercate.
Eccolo!
 
Elisabetta
Ciel!
 
Filippo
A voi d’aprirlo piaccia.
(Elisabetta rifiuta con un gesto)
Ebben, io l’aprirò.
(forzando lo scrigno)
 
Elisabetta (tra sè)
(Ah mi sento morir!)
 
Filippo
Il ritratto di Carlo!
Non trovate parola? Il ritratto di Carlo!
 
Elisabetta
Sì.
 
Filippo
Fra i vostri gioiel?
 
Elisabetta
Sì.
 
Filippo
Che! Confessar l’osate a me!
 
Elisabetta
Io l’oso! Sì! Ben lo sapete, un dì promessa
al figlio vostro fu la mia man;
or v’appartengo, a Dio sommessa,
ma immacolata qual giglio son!
Ed ora si sospetta l’onor d’Elisabetta!
Si dubita di me...
E chi m’oltraggia è il Re!
 
Filippo
Ardita troppo voi favellate!
Me debole credete e sfidarmi sembrate
la debolezza in me può diventar furor.
Tremate allor, per voi, per me.
 
Elisabetta
Il mio fallir qual’è?
 
Filippo
Spergiura! Se tanta infamia colmò la misura,
se fui da voi tradito, io lo giuro innanzi al ciel
il sangue verserò!
 
Elisabetta
Pietà mi fate...
 
Filippo
Ah! la pietà d’adultera consorte!
 
Elisabetta (cade svenuta)
Ah!
 
Filippo
(aprendo le porte)
Soccorso alla Regina!
(Eboli entra precipitosamente, e poco dopo Rodrigo)
 
Eboli
(atterrita a veder la regina svenuta)
(Ciel! che mai feci! ahimè!)
 
Rodrigo (a Filippo)
Sire, soggetta è a voi la metà della terra;
Sareste dunque in tanto vasto imper,
il sol, cui non v’è dato il comandar?
 
Filippo (tra sè)
(Ah! sii maledetto sospetto fatale,
opera d’un demon - d’un demon infernal!
No! Non macchiò la fe’ giurata...
la sua fierezza il dice a me!)
 
Eboli (tra sè)
(La perdei! Oh rimorso fatale!
Commettea un delitto infernal.
Io tradia quel nobile cor!
La perdei! ne morrò dal dolor!)
 
Rodrigo (tra sè)
(Omai d’oprar suonata è l’ora,
folgore orrenda in ciel brillò!
Che per la Spagna un uomo muora…
lieto avvenir le lascerò.)
 
Elisabetta (rinvenendo)
Che avvenne? O ciel! in pianto e duolo...
ognuno, o madre, m’abbandonò!
Io sono straniera in questo suolo!...
più sulla terra speme non ho!...
(il Re esce dopo breve esitazione; Rodrigo lo segue con gesto risoluto. Eboli resta sola con Elisabetta)
 
Filippo
(A me infedel costei non fu!)
 
 
Scena ed Aria
 
Eboli
(gettandosi ai piedi di Elisabetta)
Pietà! perdon! per la rea che si pente.
 
Elisabetta
Al mio piè! Voi! Qual colpa?
 
Eboli
Ah! m’uccide il rimorso!
Torturato è il mio cor. Angel del ciel,
Regina augusta e pia, sappiate
a qual demon l’inferno vi dà in preda!
Quello scrigno... son io che l’involai.
 
Elisabetta
Voi!
 
Eboli
Sì, son io, son io che v’accusai!
 
Elisabetta
Voi!
 
Eboli
Sì.. l’amor, il furor... l’odio che avea per voi...
la gelosia crudel che straziavami il cor
contro voi m’eccitava.
Io Carlo amava, e Carlo m’ha sprezzata!
 
Elisabetta
Voi l’amaste? Sorgete.
 
Eboli
No! no! pietà di me! un’altra colpa!
 
Elisabetta
Ancor!
 
Eboli
Pietà! pietà! ... Il Re ... non imprecate a me!
Sì ... sedotta ... perduta... l’error
che v’ìmputai... io, io stessa avea commesso!
 
Elisabetta
Rendetemi la croce!
La Corte vi convien lasciar col dì novello!
Fra l’esiglio ed il vel sceglier potrete!
(esce)
 
Eboli (sola)
Ah!.. più mai non vedrò la Regina!
 
O don fatale o don crudel,
che in suo furor mi fece il cielo!
Tu che ci fai sì vane, altere -
ti maledico, o mia beltà!
 
Versar, versar sol posso il pianto,
speme non ho, soffrir dovrò!
Il mio delitto è orribil tanto
che cancellar mai nol potrò!
 
Ti maledico, ti maledico, o mia beltà!
 
O mia Regina, io t’immolai
al folle error di questo cor.
Solo in un chiostro al mondo omai
dovrò celar il mio dolor!
 
Oh ciel! E’ Carlo!
a morte domani, gran Dio! a morte andar vedrò!
Ah! un dì mi resta, la speme m’arride,
sia benedetto il ciel! Lo salverò!
(esce precipitosa)
 
 
Quadro Secondo
La prigione di Don Carlo
 
In fondo, cancello di ferro che separa la prigione da un cortile che la domina e nella quale si veggono le guardie andare e venire. Una scalinata di pietra discende in questo cortile dai piani superiori del palazzo.
 
Morte di Rodrigo
 
Don Carlo è seduto, col capo nelle mani, assorto nei suoi pensieri. Rodrigo entra, parla sottovoce ad alcuni ufficiali. Fa un movimento che distoglie Don Carlo dai suoi pensieri.
 
Rodrigo
Son io, mio Carlo.
 
Carlo
O Rodrigo! io ti son
ben grato di venir di Carlo alla prigion.
 
Rodrigo
Mio Carlo!
 
Carlo
Ben tu il sai! m’abbandonò il vigore!
D’Elisabetta l’amor mi tortura e m’uccide...
No, più valor non ho pei viventi!
Ma tu, puoi salvarli ancor; oppressi,
no, non fian più.
 
Rodrigo
Ah! noto appien ti sia l’affetto mio!
Uscir tu déi da quest’orrendo avel.
Felice ancor io son se abbracciarti poss’io!
Io ti salvai!
 
Carlo
Che di’?
 
Rodrigo
Convien qui dirci addio! O mio Carlo!
(Carlo resta immobile guardando Rodrigo con stupore)
Per me giunto è il dì supremo,
no, mai più ci rivedrem;
ci congiunga Iddio nel ciel,
Ei che premia i suoi fedel.
Sul tuo ciglio il pianto io miro
lagrimar così, perchè?
No, fa cor, l’estremo spiro
lieto è a chi morrà per te.
No, fa cor, ecc
 
Carlo (tremando)
Che parli tu di morte?
 
Rodrigo
Ascolta, il tempo stringe
Rivolta ho già su me
la folgore tremenda!
Tu più non sei oggi il rival del Re..
Il fiero agitator delle Fiandre… son io!
 
Carlo
Chi potrà prestar fè?
 
Rodrigo
Le prove son tremende!
I fogli tuoi trovati in mio poter..
della ribellion testimoni son chiari.
E questo capo
al certo a prezzo è messo già.
(due uomini discendono la scalinata della prigione. Uno d’essi è vestito dell’abito di Sant’Uffizio; l’altro è armato d’un archibugio. Si fermano un momento e si indicano Don Carlo e Rodrigo che non li vedono)
 
Carlo
Svelar vo’ tutto al Re.
 
Rodrigo
No, ti serba alla Fiandra,
ti serba alla grand’opra,
tu la dovrai compire.
Un nuovo secol d’ôr rinascer tu farai;
regnare tu dovevi, ed io morir per te.
(un colpo di fucile)
 
Carlo
Ciel! la morte! per chi mai?
 
Rodrigo
(ferito mortalmente)
Per me!
La vendetta del Re, tardar non potea!
(cade nelle braccia di Carlo smarrito)
 
Carlo
Gran Dio!
 
Rodrigo
O Carlo, ascolta..   La madre t’aspetta
a San Giusto doman tutto ella sa…
Ah! la terra mi manca..  Carlo mio,
a me porgi la man!..
 
Io morrò, ma lieto in core,
che potei così serbar
alla Spagna un salvatore!
Ah!.. di me.. non ti scordar!
 
Regnare tu dovevi,
ed io morir per te.
Ah! la terra mi manca..
la mano a me... a me.
Ah! salva la Fiandra...
Carlo, addio! Ah!…
(muore. Carlo si getta disperatamente sul suo corpo)
 
 
Sommossa
Entrano Filippo, il suo seguito, i Grandi di Spagna e il Conte di Lerma.
Don Carlo è inginocchiato presso il cadavere di Rodrigo.
 
Filippo
Carlo, il brando ormai riprendi;
io fui tratto nell’errore,
scontò il fallo il traditor! Deh, vien!
(tende le braccia a Carlo)
 
Carlo (disperatamente)
T’arretra! D’un fedel il sangue
il viso tuo feralmente macchiò!
Dio la vendetta sua sul fronte tuo stampò!
 
Filippo
O figlio!
 
Carlo
Non son più tuo figlio! Scegliere puoi
tra’ carnefici tuoi un figlio a te simile!
 
Filippo (al suo seguito, per uscire)
Mi seguite!
 
Carlo
(arrestandolo con violenza)
Scrutator ti credi del cor umano,
nè sai qual puro sangue ha versato la tua man!..
Ei m’amò come fratello.
Sacro giuro legò a questo mio cor;
i tuoi doni sprezzando, il furor tuo del pari,
è per me che morì! per me che s’immolò!
 
Filippo
Ciel!
Presagio mio feral!..
 
Carlo
O Re d’eccidio e di spavento!
Cerca chi cingerà qual serto insanguinato
allor che la tua fine arriverà!
(mostrando il cadavere di Rodrigo)
Presso di lui il soglio mio sarà!
(si getta sul corpo di Rodrigo)
 
Filippo
Chi rende a me quest’uom?
O abissi crudeli, salvate lui
dagl’error miei fatali!
Un uomo, un sol, un eroe era nato,
ho distrutto l’aiuto
che Dio m’avea donato!
Sì, io l’amai, il nobil suo pensiero
a me rivelava il mondo del futuro,
e quest’uomo fiero.. quest’anima ch’ardeva,
son io che lo gettai d’una tomba nell’orror!
Son io che lo gettai in quel regno d’orror!
 
Carlo (verso il cadavere di Rodrigo)
Dona a me il tuo cuore, ah, dona a me il tuo spirto,
fa di me un eroe del pensier novator!
Infondi in me la tua divina fiamma
o richiami a te in quel regno d’orror!
Fammi posto là con te!
(si getta sul corpo di Rodrigo)
 
I grandi
O Spagnoli, discendiam in quel regno d’orror!
Perchè, perchè viviam -
ah, è invan che noi viviamo ancora.
(s’ode suonare a stormo da molto lontano)
 
Ciel! Qual suon!
 
Il Conte di Lerma
(entrando colla spada alla mano)
Ribellion! O grandi, si salvi il Re!
Il popolo s’insorge!.. Le regie porte atterrò..
Qui verrà per liberar l’Infante!
(il cadavere di Rodrigo viene portato via. Carlo disperato lo segue)
 
Elisabetta (entra agitatissima)
Salvate il Re!
Sire, il cor trema per Vostra Maestà.
Fuggiam insieme!
 
Voci del popolo infuriato
Morte! Morte! Niun ci arresta!
Bando alfin al timor!
Tremi il Re, se tutto il popol sorge in furor!
Corriam, feriam!
 
Filippo
(con autorità indicando  le porte in fondo, alle quali il popolo è già arrivato)
Aprite quei cancelli!
 
Il Conte di Lerma
Il popol è in furor!
 
Filippo
Aprite, aprite, io lo vo’!
 
Il Conte di Lerma
Grandi di Spagna, salvate il Re!
 
I grandi (la spada alla, mano)
Morte ai ribelli! Evviva il Re!
(il popolo si precipita in scena)
 
Voci del popolo infuriato
Morte! Morte! Niun ci arresta ecc...
 
Filippo (al popolo)
Ebben, perchè tardar? A ferir v’affrettate!
Sgozzate un vecchio Re, gente dal cor leal!
(appare Carlo, che il popolo trascina fuori)
E sulla spoglia esangue
egetevi e gettate su Carlo,
mio figliuol, la porpora real
Colpite!
(durante questa scena un paggio è entrato scivolando tra la folla, s’avvicina a Carlo e gli getta un mantello sulle spalle. Questo paggio è Eboli che, prima di uscire, s’accosta alla Regina)
 
Eboli (alla Regina e a parte)
Vedete se l’amavo...
Correndo per le strade e il volgo sollevando
la vita gl’ho salvato
 
Elisabetta
Gran Dio
 
Eboli
Il chiostro m’attende! (inginocchiandosi)
Addio Regina!
 
Filippo
Su coraggio!...
 
Elisabetta
Io mi sostengo appena...
 
Filippo (al popolo)
Colpite orsù!
 
Il Grande Inquisitore
(apparrendo in fondo, circondato da frati domenicani)
Vi prostrate!
 
Tutti
(salvo Filippo, di Lerma, Elisabetta ed Eboli)
Il Grande Inquisitor
 
Il Grande Inquisitore
Popol ribelle de empio, t’umilia ormai al Re
che Dio protegge! Vi prostrate! Vi prostrate!
 
Filippe ed il Grande Inquisitore
A terra!
 
Il Popolo
(cadendo in ginocchio)
Signor, di noi pietà! di noi pietà!
 
Filippo
Gran Dio, gloria a te!
 
Elisabetta
Gran Dio
 
Il Conte di Lerma
Evviva il Re!
 
Filippo de il Grande Inquisitore
Gran Dio, gloria a te!
 
Di Lerma, i grandi di Spagna
Evviva il Re!
 
(il Grande Inquisitore scende verso Filippo, che va incontro a lui in mezzo al popolo genuflesso. Eboli si getta ai piedi della regina, che le tende la mano in segno di perdono)
 
 

 


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