Classical Music Home

The World's Leading Classical Music Group

Email Password  
Not a subscriber yet?
Keyword Search
in
 
  Classical Music Home > Opera Libretti

Opera Libretti




Beethoven | Bellini | Berg | Berlioz | Bizet | Cavalieri | Cavalli | Clerambault | Debussy | Donizetti | Falla | Gluck | Gounod | Granados | Hallstrom | Handel | Hartke | Haydn | Kalman | Leoncavallo | Mascagni | Massenet | Mercadante | Meyerbeer | Monteverdi | Mozart | Pacius | Petitgirard | Portugal | Puccini | Purcell | Rachmaninov | Rossini | Sacchini | Strauss Johann II | Verdi | Wagner Richard | Wagner Siegfried | Walton | Weber
 
Verdi
Rigoletto
English
Synopsis
Italian
Introduction
Atto Primo
Atto Secondo
Atto Terzo
Atto Quarto

ATTO TERZO

Scena Prima

(Salotto nel palazzo ducale. Vi sono due

porte laterali, una maggiore nel fondo

che si schiude. Ai suoi lati pendono i

ritratti, in tutta figura, a sinitra del

Duca, a destra della sua sposa. V'ha

un seggiolone presso una tavola coperta

di velluto e altri mobili)

DUCA

(agitato.)

Ella mi fu rapita!

E quando, o ciel

ne' brevi istanti,

prima che il mio presagio interno

sull'orma corsa ancora mi spingesse!

Schiuso era l'uscio e la magion deserta!

E dove ora sarà quell'angiol caro?

Colei che poté prima in questo core

destar la fiamma di costanti affetti?

Colei sì pura, al cui modesto sguardo

quasi tratto a virtù talor mi credo!

Ella mi fu rapita!

E chi l'ardiva?

ma ne avrò vendetta:

Lo chiede il pianto della mia diletta.

Parmi veder le lagrime

Scorrenti da quel ciglio,

Quando fra il dubbio e l'ansia

Del sùbito periglio,

Dell'amor nostro memore

Il suo Gualtier chiamò.

Ned ei potea soccorrenti,

Cara fanciulla amata;

Ei che vorria coll'anima

Farti quaggiù beata;

Ei che le sfere agli angeli

Per te non invidiò....

Scena Seconda

(Marullo, Ceprano, Borsa ed altri

Cortigiani dal mezzo.)

TUTTI

Duca, duca!

DUCA

Ebben?

TUTTI

L'amante

Fu rapita a Rigoletto.

DUCA

Come! E d'onde?

TUTTI

Dal suo tetto.

DUCA

Ah! ah! Dite, come fu?

(Siede.)

TUTTI

Scorrendo uniti remota via

Brev'ora dopo caduto il dì;

Come previsto ben s'era in pria

Rara beltade ci si scoprì.

Era l'amante di Rigoletto

Che vista appena si dileguò.

Già di rapirla s'aveva il progetto,

Quando il buffone ver noi spuntò;

Che di Ceprano noi la contessa

Rapir volessimo, stolto credé;

La scala quindi all'uopo messa,

Bendato, ei stesso ferma tenè.

Salimmo e rapidi la giovinetta

Ci venne fatto quinci asportar.

Quand'ei s'accorse della vendetta

Restò scornato ad imprecar.

DUCA

(Fra sè)

O cielo! È dessa!

la mia diletta!

(al Coro)

Ma dove or trovasi la poveretta?

TUTTI

Fu da noi stessi addotta or qui.

DUCA

(Fra sè)

Ah, tutto il cielo non mi rapì!

(alzandosi con gioia)

Possente amor mi chiama,

Volar io deggio a lei:

Il serto mio darei

Per consolar quel cor.

Ah! sappia alfin chi l'ama,

Conosca appien chi sono,

Apprenda ch'anco in trono

Ha degli schiavi Amor.

(Esce frettoloso dal mezzo.)

TUTTI

Oh! Qual pensier or l'agita?

Come cangiò d'umor!

ACTO TERCERO

Escena Primera

(palacio ducal. Dos puertas a los

lados, una puerta abierta, más

grande, al fondo. Dos retratos en pie,

a la izquierda el duque y a la derecha

la duquesa. Un sillón cerca de una

mesa cubierta de terciopelo; muebles

diversos)

DUQUE

(Muy agitado)

¡Me la han raptado!

Pero ¿cuando? ¡cielos!

Fue en unos instantes,

antes que un presagio interior

me hiciera volver sobre mis pasos...

¡La puerta abierta y la casa desierta!

¿Donde estará ahora mi ángel amado?

La primera que prendió en mi corazón

la llama de un amor constante.

¡Tan pura, que por su mirada,

casi me encamino a la virtud!

¡Me la han raptado!

¿Quien se atrevió?...

Pero me vengaré;

lo reclama el llanto de mi adorada.

Puedo ver las lagrimas

derramándose de sus ojos

cuando entre la duda y el ansia,

por el peligro inminente,

recordaba a su amante

y llamó a Gualtier.

No pude socorrerte,

querida niña mía,

él, que sinceramente

te quería hacer feliz aquí abajo;

él, que por ti no envidiaba

a los ángeles del paraíso...

Escena Segunda

(Marullo, Ceprano, Borsa y otros

cortesanos por el medio)

TODOS

¡Duque, duque!

DUQUE

¿Y bien?

TODOS

¡A la amante de Rigoletto!

¡La han raptado!

DUQUE

¿Cómo? ¿dónde?

TODOS

De su propia casa.

DUQUE

¡Ja, ja! decidme ¿como ha sido?

(Se sienta)

TODOS

Recorriendo juntos una calle lejana

poco después del anochecer,

y tal como teníamos previsto

descubrimos una rara belleza.

Era la amante de Rigoletto,

que apenas la vimos, desapareció.

Ya íbamos a raptarla cuando

el bufón apareció.

Le dijimos, al necio, que queríamos

raptar a la condesa de Ceprano.

Así él mismo, con los ojos vendados,

se ofreció a sostener la escalera que

habíamos puesto sobre el balcón.

Subimos y raptamos a la joven.

¡Cuando se dio cuenta de la venganza,

se puso a maldecirnos!...

DUQUE

(Para sí)

¡Cielos!... ¡Es ella!

¡Es mi adorada!...

(Al coro)

Pero, ¿Dónde se encuentra ahora?

TODOS

¡La hemos traído aquí!

DUQUE

(Para sí)

¡Ah el cielo no me lo ha robado todo!

(Se levanta muy feliz)

Un potente amor me llama,

debo volar hasta ella:

daría mi corona por poder

consolar aquel corazón,

Que sepa al fin quién la ama,

que sepa al fin quién soy,

y que aprenda, que aún sobre un trono

tiene esclavos el amor

(Sale presuroso)

TODOS

¿Qué pensamiento lo agita?

¡Cómo ha cambiado de humor!

 

Scena Terza

(Marullo, Ceprano, Borsa ed altri

Cortigiani, poi, dalla destra, Rigoletto,

che entra cantarellando con represso

dolore.)

MARULLO

Povero Rigoletto!

RIGOLETTO

Lará, lará, lará.....

CORO

Ei vien silenzio.

TUTTI

Buon giorno, Rigoletto

RIGOLETTO

(Fra sè)

Han tutti fatto il colpo!

CEPRANO

Ch'hai di nuovo, Buffon?

RIGOLETTO

(contraffacendo la voce di Ceprano)

Ch'hai di nuovo, Buffon?

Che dell'usato

Più noioso voi siete.

TUTTI

Ah! ah! ah!

RIGOLETTO

(spiando inquieto dovunque)

Lará, lará, lará.....

(Fra sè)

Dove l'avran nascosta?

TUTTI

(Fra sè)

Guardate com'è inquieto!

RIGOLETTO

Lará, lará, lará.....

TUTTI

Sì, Guardate com'è inquieto!

RIGOLETTO

(a Marullo)

Son felice

Che nulla a voi nuocesse

L'aria di questa notte

MARULLO

Questa notte!

RIGOLETTO

Sì Ah, fu il bel colpo!

MARULLO

S'ho dormito sempre!

RIGOLETTO

Ah, voi dormiste!

avrò dunque sognato!

(S'allontana e vedendo un fazzoletto

sopra una tavola ne osserva inquieto

la cifra.)

TUTTI

(tra loro)

Ve' come tutto osserva!

RIGOLETTO

(gettadolo. Fra sè)

Non è il suo.

(ai Cortigiani)

Dorme il Duca tuttor?

TUTTI

Sì, dorme ancora.

Scena Quarta

(Detti e un Paggio della Duchessa.)

PAGGIO

Al suo sposo parlar

vuol la duchessa.

CEPRANO

Dorme.

PAGGIO

Qui or or con voi non era?

BORSA

È a caccia.

PAGGIO

Senza paggi! senz'armi!

TUTTI

E non capisci

Che per ora vedere non può alcuno?

RIGOLETTO

(che a parte è stato attentissimo al

dialogo  balzando improvvisamente

tra loro prorompe:)

Ah, ell'è qui dunque!

Ell'è col Duca!

TUTTI

Chi?

RIGOLETTO

La giovin che stanotte

Al mio tetto rapiste.

Ma la saprò riprender

Ella è là

TUTTI

Se l'amante perdesti,

la ricerca altrove.

RIGOLETTO

Io vo' mia figlia!

TUTTI

La sua figlia!

RIGOLETTO

Sì, la mia figlia

D'una tal vittoria... che?

Adesso non ridete?

Ella è là la vogl'io la renderete.

(Corre verso la porta di mezzo, ma i

cortigiani gli attraversano il passaggio)

Cortigiani, vil razza dannata,

Per qual prezzo vendeste il mio bene?

A voi nulla per l'oro sconviene,

Ma mia figlia è impagabil tesor.

La rendete o, se pur disarmata,

Questa man per voi fora cruenta;

Nulla in terra più l'uomo paventa,

Se dei figli difende l'onor.

Quella porta, assassini, m'aprite:

(Si getta ancora sulla porta che gli è

nuovamente contesa dai gentiluomini;

lotta alquanto, poi ritorna spossato sul

davanti del teatro.)

Ah! Voi tutti a me contro venite!

(Piange.)

Ebben, piango, Marullo signore,

Tu ch'hai l'alma gentil come il core,

Dimmi or tu dove l'hanno nascosta?

È là? È vero?

Tu taci! perché?

Miei signori perdono, pietate

Al vegliardo la figlia ridate

Ridonarla a voi nulla ora costa,

Tutto il mondo è tal figlia per me.

Pietà, pietà, signori, pietà.

Scena Quinta

(Detti e Gilda, ch'esce dalla stanza a

sinistra e si getta nelle paterne braccia)

GILDA

Mio padre!

RIGOLETTO

Dio! Mia Gilda!

Signori, in essa è tutta la mia famiglia

Non temer più nulla. Angelo mio

(ai Cortigiani)

fu scherzo, non è vero?

(a Gilda)

Io che pur piansi or rido

E tu a che piangi?

GILDA

Ah, l'onta, padre mio!

RIGOLETTO

Cielo! Che dici?

GILDA

Arrossir voglio innanzi a voi soltanto

RIGOLETTO

(rivolto ai Cortigiani con imperioso

modo)

Ite di qua voi tutti

Se il duca vostro d'appressarsi osasse,

Che non entri, gli dite, e ch'io ci sono.

(Si abbandona sul seggiolone.)

TUTTI

(fra loro)

Co' fanciulli e coi dementi

Spesso giova il simular.

Partiam pur, ma quel ch'ei tenti

Non lasciamo d'osservar.

(Escono dal mezzo e chiudono la porta)

Scena Sesta

(Gilda e Rigoletto.)

RIGOLETTO

Parla siam soli.

GILDA

(Fra sè)

Ciel! dammi coraggio!

(Ai Rigoletto)

Tutte le feste al tempio

Mentre pregava Iddio,

Bello e fatale un giovane

S'offerse al guardo mio

Se i labbri nostri tacquero

Dagli occhi il cor parlò.

Furtivo fra le tenebre

Sol ieri a me giungeva

Sono studente, povero,

Commosso, mi diceva,

E con ardente palpito

Amor mi protestò.

Partì il mio core aprivasi

A speme più gradita,

Quando improvvisi apparvero

Color che m'han rapita,

E a forza qui m'addussero

Nell'ansia più crudel.

RIGOLETTO

(Fra sè)

Solo per me l'infamia

A te chiedeva, o Dio

Ch'ella potesse ascendere

Quanto caduto er'io

Ah, presso del patibolo

Bisogna ben l'altare!

Ma tutto ora scompare

L'altar si rovesciò!

(Ai Gilda)

Piangi, fanciulla, e scorrere

Fa il pianto sul mio cor.

GILDA

Padre, in voi parla un angelo

Per me consolator.

RIGOLETTO

Compiuto pur quanto a fare mi resta

Lasciare potremo quest'aura funesta.

GILDA

Sì.

RIGOLETTO

(Fra sè)

E tutto un sol giorno

cangiare poté!

Scena Settima

(Detti, un usciere e il conte di

Monterone, che dalla destra attraversa

il fondo della sala fra gli alabardieri.)

USCIERE

(alle guardie)

Schiudete ire al carcere Monteron dee.

MONTERONE

(fermandosi verso il ritratto)

Poiché fosti invano da me maledetto,

Né un fulmine o un ferro

colpiva il tuo petto,

Felice pur anco, o duca, vivrai.

(Esce fra le guardie dal mezzo.)

RIGOLETTO

No, vecchio, t'inganni

un vindice avrai.

Scena Ottava

(Rigoletto e Gilda.)

RIGOLETTO

(con impeto, vôlto al ritratto)

Sì, vendetta, tremenda vendetta,

Di quest'anima è solo desio

Di punirti già l'ora s'affretta,

Che fatale per te tuonerà.

Come fulmin scagliato da Dio

Il buffone te colpire saprà.

GILDA

O mio padre, qual gioia feroce

Balenarvi negli occhi vegg'io!

Perdonate a noi pure una voce

Di perdono dal cielo verrà.

(Fra sè)

Mi tradiva, pur l'amo; gran Dio,

Per l'ingrato ti chiedo pietà!

(Escono dal mezzo.)

 

Escena Tercera

(Marullo, Ceprano, Borsa y otros

cortesanos, después por la derecha,

entra Rigoletto canturreando y

disimulando su dolor)

MARULLO

¡Pobre Rigoletto!

RIGOLETTO

Lará, lará, lará.....

CORO

¡Aquí viene!... silencio

TODOS

¡Buenos días, Rigoletto!...

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Todos han dado el golpe!

CEPRANO

¿Que hay de nuevo bufón?

RIGOLETTO

(Imitando a Ceprano.)

¿Que hay de nuevo bufón?

Que sois más pesado aún

que de costumbre.

TODOS

¡Ja, ja, ja!

RIGOLETTO

(Mirando por todas partes)

Lará, lará, lará.....

(Para sí)

¿Dónde la habrán escondido?

TODOS

(Para sí)

¡Mirad que inquieto está!

RIGOLETTO

Lará, lará, lará.....

TODOS

¡Sí, Mirad que inquieto está!

RIGOLETTO

(A Marullo)

Me alegro

que no os haya hecho daño

el aire de esta noche...

MARULLO

¿De esta noche?.

RIGOLETTO

Sí... ¡qué buen golpe!

MARULLO

Pero, ¡si he dormido de un tirón!

RIGOLETTO

¡Ah con que dormisteis!,

¡pues lo habré soñado entonces!

(Se aleja y viendo un pañuelo sobre

una mesa, lo recoge y busca inquieto

la inicial)

TODOS

(Entre ellos)

¡Mirad como lo observa todo!

RIGOLETTO

(Tirando el pañuelo. Para sí)

No es el suyo

(a los cortesanos)

¿Duerme todavía el duque?

TODOS

Sí, duerme aún

Escena Cuarta

(entra un paje de la duquesa)

PAJE

La duquesa quiere hablar

con su esposo.

CEPRANO

Duerme

PAJE

¿No estaba aquí hace poco?

BORSA

Está de caza.

PAJE

¡Sin pajes ni armas!

TODOS

¿No comprendes que en estos

momentos no puede ver a nadie?

RIGOLETTO

(Que en un rincón ha estado

muy atento al diálogo, salta de

improviso entre ellos y dice)

¡Así que ella está aquí!...

¡Está con el duque!

TODOS

¿Quién?

RIGOLETTO

La joven que anoche

de mi casa raptasteis.

Pero sabré recuperarla...

Ella está ahí...

TODOS

Si perdiste a la amante

búscala por otra parte.

RIGOLETTO

¡Quiero a mi hija!

TODOS

¡Su hija!

RIGOLETTO

Si mi hija... ¿Qué?

¿Ya no reís de semejante victoria?

Está ahí...la quiero...

Me la devolveréis.

(Corre hacia la puerta del medio,

pero los cortesanos le cortan el paso)

Cortesanos, raza vil y rastrera,

¿a que precio vendisteis mi bien?

A cambio de oro nada os repugna,

pero mi hija es un tesoro impagable.

Devolvédmela...o esta mano,

aunque desarmada, os podría herir;

nada en la tierra asusta al hombre

cuando defiende el honor de sus hijos.

¡Abridme esa puerta asesinos!

(Se arroja de nuevo sobre la puerta

que los cortesanos le impiden

alcanzar, lucha un poco, después

agotado, vuelve hacia delante)

¡Ah, todos estáis contra mí!

(Llora)

Sí, lloro,...  Marullo... señor,

tú que eres noble de alma y corazón,

dime, ¿donde la han escondido?

¿Está ahí, verdad?

¡Calláis! ¿Por qué?

Señores, perdón, piedad...

devolved su hija a un anciano...

Nada os cuesta devolvérmela,

esta hija lo es todo para mí.

Piedad, señores, piedad;

Escena Quinta

(Gilda, que sale de la habitación y

se arroja en brazos de su padre)

GILDA

¡Padre mío!

RIGOLETTO

¡Dios mío! ¡Mi Gilda!

Señores... ella es toda...mi familia...

No tengas miedo, ángel mío...

(A los cortesanos)

¡Fue una broma!...¿No es cierto?

(a Gilda)

Yo que antes lloraba ahora río.

Y tú... ¿por qué lloras?

GILDA

¡Qué vergüenza padre!

RIGOLETTO

¡Cielos! ¿qué dices?

GILDA

Sólo quiero ruborizarme ante vos...

RIGOLETTO

(A los Cortesanos, en tono

imperativo.)

¡Salid todos de aquí!...

Y si vuestro duque osara acercarse,

decidle que no entre que, yo estoy aquí

(Se abandona sobre el sillón)

TODOS

(Entre ellos)

Con los niños y con los locos

a menudo conviene simular.

Retirémonos pues, pero observemos

lo que intenta hacer

(Salen por la puerta del medio)

Escena Sexta

(Rigoletto y Gilda)

RIGOLETTO

Habla... estamos solos...

GILDA

(Para sí)

¡Que el cielo me infunda valor!

(A Rigoletto)

Todos los días de fiesta

mientras oraba ante Dios,

un joven bello y gallardo

se ofrecía a mi mirada...

Aunque nuestros labios callaron,

los ojos hablaron por el corazón.

Ayer llegó hasta mí

furtivo en la oscuridad...

Soy estudiante, pobre,

me dijo conmovido,

y con impulso ardiente

me declaró su amor.

Partió...mi corazón se abría

a las más dulces esperanzas,

cuando de improviso

aparecieron mis raptores

y me condujeron aquí, a la fuerza,

sumida en el ansia más cruel.

RIGOLETTO

(Para sí)

Para mí solo, oh Dios,

te pedí toda la infamia...

Para que ella pudiera elevarse

tanto como yo había caído...

¡Pero el altar debe estar

cerca del patíbulo!

Todo se ha derrumbado ahora...

¡El altar ha desaparecido!

(A Gilda)

Llora, mi niña, deja correr

tus lágrimas sobre mi corazón...

GILDA

Padre en vos habla un ángel

que me consuela.

RIGOLETTO

Cuando finalice lo que debo hacer,

nos iremos de esta atmósfera funesta.

GILDA

Sí.

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Ha bastado un sólo día

para producir este cambio!

Escena Séptima

(Los mismos, el conde de Monterone,

aparece por la derecha, entre unos

guardias y un heraldo)

HERALDO

(a la guardia).

Abrid... Monterone debe ir a la cárcel.

MONTERONE

(Dirigiéndose al retrato del duque).

En vano te maldije,

y ni un rayo, ni un arma

han atravesado tu pecho...

¡vivirás feliz, a pesar de todo, duque!...

(Sale entre los guardias)

RIGOLETTO

¡No viejo, te equivocas...

tendrás quien te vengue!.

Escena Octava

(Rigoletto y Gilda)

RIGOLETTO

(Se vuelve hacia el retrato del duque)

¡Sí venganza! ¡Tremenda venganza

es el único deseo de mi alma!...

La hora de tu castigo,

se acerca implacable,

como un rayo enviado por Dios

el bufón sabrá castigarte.

GILDA

¡Oh padre mío, qué feroz alegría

veo brillar en vuestros ojos!.

¡Perdonad!... y quizás para nosotros,

en el cielo haya también perdón.

(Para sí)

Me traicionó, pero le amo; Dios mío

te pido piedad para el ingrato!.

(Salen)

 

 


Famous Composers Quick Link:
Bach | Beethoven | Chopin | Dowland | Handel | Haydn | Mozart | Glazunov | Schumann | R Strauss | Vivaldi
3:19:34 AM, 21 September 2014
All Naxos Historical, Naxos Classical Archives, Naxos Jazz, Folk and Rock Legends and Naxos Nostalgia titles are not available in the United States and some titles may not be available in Australia and Singapore because these countries have copyright laws that provide or may provide for terms of protection for sound recordings that differ from the rest of the world.
Copyright © 2014 Naxos Digital Services Ltd. All rights reserved.     Terms of Use     Privacy Policy
-208-
Classical Music Home
NOTICE: This site was unavailable for several hours on Saturday, June 25th 2011 due to some unexpected but essential maintenance work. We apologize for any inconvenience.