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Opera Libretti




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Verdi
Rigoletto
English
Synopsis
Italian
Introduction
Atto Primo
Atto Secondo
Atto Terzo
Atto Quarto

ATTO QUARTO

 

 

Scena Prima

 

(Deserta sponda destra del Mincio. A

sinistra è una casa in due piani, mezza

diroccata, la cui fronte, volta allo

spettatore, lascia vedere per una grande

arcata l'interno d'una rustica osteria

al pian terreno, ed una rozza scala che

mette al granaio, entro cui, da un

balcone senza imposte, si vede un

lettuccio. Nella facciata che guarda

la strada è una porta che s'apre per di

dentro; il muro poi è sì pieno di fessure,

che dal di fuori si può facilmente

scorgere quanto avviene nell'interno.

Il resto del teatro rappresenta la deserta

parte del Mincio, che nel fondo scorre

dietro un parapetto in mezza ruina; di

à dal fiume è Mantova. È notte. Gilda

e Rigoletto inquieto, sono sulla strada.

Sparafucile nell'interno dell'osteria,

seduto presso una tavola, sta ripulendo

il suo cinturone senza nulla intendere

di quanto accade al di fuori)

 

RIGOLETTO

E l'ami?

 

GILDA

Sempre

 

RIGOLETTO

Pure tempo a guarirne

t'ho lasciato.

 

GILDA

Io l'amo.

 

RIGOLETTO

Povero cor di donna!

Ah, il vile infame!

Ma avrai vendetta, o Gilda

 

GILDA

Pietà, mio padre

 

RIGOLETTO

E se tu certa fossi

Ch'ei ti tradisse, l'ameresti ancora?

 

GILDA

Non so, ma pur m'adora.

 

RIGOLETTO

Egli?

 

GILDA

Sì.

 

RIGOLETTO

Ebbene, osserva dunque.

 

(La conduce presso una delle fessure

del muro, ed ella vi guarda.)

 

GILDA

Un uomo Vedo.

 

RIGOLETTO

Per poco attendi.

 

Scena Seconda

 

(Detti, ed il Duca, che in assisa di

semplice ufficiale di cavalleria, entra

nella sala  terrena per una porta

a sinistra.)

 

GILDA

(trasalendo)

Ah, padre mio!

 

DUCA

(a Sparafucile)

Due cose e tosto

 

SPARAFUCILE

Quali?

 

DUCA

Una stanza e del vino

 

RIGOLETTO

(Fra sè)

Son questi i suoi costumi!

 

SPARAFUCILE

(Fra sè)

Oh, il bel zerbino!

 

(Entra nella stanza vicina.)

 

DUCA

La donna è mobile

Qual piuma al vento,

Muta d'accento

e di pensiero.

Sempre un amabile

leggiadro viso,

In pianto o in riso,

è menzognero.

La donna è mobile, ecc

È sempre misero

Chi a lei s'affida,

Chi le confida

mal cauto il core!

Pur mai non sentesi

Felice appieno

Chi su quel seno 

Non liba amore!

La donna è mobile, ecc

 

SPARAFUCILE

(Rientra con una bottiglia di vino e due

bicchieri che depone sulla tavola; quindi

batte col pomo della sua lunga spada

due colpi al soffitto. A quel segnale una

ridente giovane, in costume di zingara,

scende a salti la scala. Il Duca corre

per abbracciarla, ma ella gli sfugge.

Frattanto Sparafucile, uscito sulla

via, dice a parte a Rigoletto)

 

È là il vostr'uomo

viver dee o morire?

 

RIGOLETTO

Più tardi tornerò

l'opra a compire.

 

(Sparafucile si allontana dietro la casa

verso il fiume.)

 

Scena Terza

 

(Gilda e Rigoletto sulla via, il Duca

e Maddalena nel piano terreno.)

 

DUCA

Un dì, se ben rammentomi,

O bella, t'incontrai

Mi piacque di te chiedere

E intesi che qui stai.

Or sappi,

che d'allora

Sol te quest'alma adora.

 

GILDA

Iniquo!

 

MADDALENA

Ah ah! e vent'altre appresso

Le scorda forse adesso?

Ha un'aria il signorino

Da vero libertino

 

DUCA

Sì un mostro son

 

(per abbracciarla)

 

GILDA

Oh padre mio!

 

MADDALENA

Lasciatemi, stordito.

 

DUCA

Eh che fracasso!

 

MADDALENA

Stia saggio.

 

DUCA

E tu sii docile,

Non farmi tanto chiasso.

Ogni saggezza chiudesi

Nel gaudio e nell'amore.

 

(Le prende la mano.)

 

La bella mano candida!

 

MADDALENA

Scherzate, voi signore.

 

DUCA

No, no.

 

MADDALENA

Son brutta.

 

DUCA

Abbracciami.

 

GILDA

Iniquo!

 

MADDALENA

Ebro

 

DUCA

D'amore ardente.

 

MADDALENA

Signor, l'indifferente

Vi piace canzonar?

 

DUCA

No, no, ti vo' sposar

 

MADDALENA

Ne voglio la parola

 

DUCA

(ironico)

Amabile figliuola!

 

RIGOLETTO

(a Gilda che avrà tutto osservato

ed inteso)

E non ti basta ancor?

 

GILDA

Iniquo traditor!

 

DUCA

Bella figlia dell'amore,

Schiavo son de' vezzi tuoi;

Con un detto sol tu puoi

Le mie pene consolar.

Vieni, e senti del mio core

Il frequente palpitar.

 

MADDALENA

Ah! ah! Rido ben di core,

Ché tai baie costan poco;

Quanto valga il vostro giuoco

Mel credete, so apprezzar.

Sono avvezza, bel signore,

Ad un simile scherzar.

 

GILDA

Ah, così parlar d'amore

A me pur l'infame ho udito!

Infelice cor tradito,

Per angoscia non scoppiar.

Perché, o credulo mio core,

Un tal uom dovevi amar?

 

RIGOLETTO

(a Gilda)

Taci, il piangere non vale;

Ch'ei mentiva or sei sicura

Taci e mia sarà la cura

La vendetta d'affrettar.

Pronta fia, sarà fatale;

Io saprollo fulminar.

M'odi, ritorna a casa

Oro prendi, un destriero,

Una veste viril che t'apprestai,

E per Verona parti

Sarovvi io pur domani

 

GILDA

Or venite

 

RIGOLETTO

Impossibil.

 

GILDA

Tremo.

 

RIGOLETTO

Va.

 

(Gilda parte.)

 

Scena Quarta

 

(Durante questa scena e la seguente

il Duca e Maddalena stanno fra loro

parlando, ridendo, bevendo. Partita

Gilda, Rigoletto va dietro la casa e

ritorna parlando con Sparafucile e

contandogli delle monete.)

 

RIGOLETTO

Venti scudi hai tu detto?

Eccone dieci;

E dopo l'opra il resto.

Ei qui rimane?

 

SPARAFUCILE

Sì.

 

RIGOLETTO

Alla mezza notte ritornerò.

 

SPARAFUCILE

Non cale;

A gettarlo nel fiume basto io solo.

 

RIGOLETTO

No, no, il vo' far io stesso

 

SPARAFUCILE

Sia il suo nome?

 

RIGOLETTO

Vuoi saper anco il mio?

Egli è Delitto, Punizion son io.

 

(Parte: il cielo si oscura e tuona.)

ACTO CUARTO

 

 

Escena Primera

 

(La orilla derecha del río Mincio. A

la izquierda una casa de dos pisos, a

medio demoler, cuya fachada, deja

ver el interior de una taberna rústica,

en la planta baja, y una escala tosca

que conduce a un desván en el cual,

por una ventana, sin postigos, se

observa una litera. En la fachada que

recae sobre la calle, una puerta que

se abre desde el interior está tan

agrietado que puede distinguirse

fácilmente desde el exterior lo que

ocurre en el interior. El resto de la

escena representa la parte desierta

del Mincio, que discurre tras un

pretil medio hundido. Al otro lado

del río, Mantua. Es de noche. Gilda

y Rigoletto, con aspecto inquieto,

están en el camino. Sparafucile

sentado, en el interior de la taberna,

está limpiando su cinturón, y no oye

nada de lo que pasa fuera)

 

RIGOLETTO

¿Lo amas?

 

GILDA

¡Por siempre!

 

RIGOLETTO

Y sin embargo te di tiempo

para olvidarlo.

 

GILDA

Lo amo

 

RIGOLETTO

¡Pobre corazón de mujer!...

¡Ah, vil infame!

Pero serás vengada, Gilda...

 

GILDA

¡Padre, ten piedad!...

 

RIGOLETTO

Y si te convencieras de su traición.

¿Todavía lo amarías?

 

GILDA

No lo sé, pero él me adora

 

RIGOLETTO

¿Él?

 

GILDA

Sí.

 

RIGOLETTO

Bien, observa entonces.

 

(Conduciéndola a una de las grietas

del muro por las que ella mira).

 

GILDA

Veo a un hombre

 

RIGOLETTO

Espera un poco.

 

Escena Segunda

 

(el duque, que con uniforme de

simple oficial de caballería, entra

en la estancia de la planta baja por

una puerta a la izquierda)

 

GILDA

(Estremeciéndose)

¡Ah padre mío!.

 

DUQUE

(A Sparafucile).

¡Dos, cosas y rápido!...

 

SPARAFUCILE

¿Cuales?

 

DUQUE

¡Una habitación y vino!

 

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Así son sus costumbres!

 

SPARAFUCILE

(Para sí)

¡Oh qué lindo señorito!

 

(Entra en la habitación vecina)

 

DUQUE

La mujer es voluble

como pluma al viento,

cambia de ideas

y de pensamiento.

Su rostro amable

y encantador,

tanto en la risa

como en el llanto,

es siempre engañoso.

La mujer es voluble, etc.

¡Pobre del que confía en ella,

ya le entrega,

incauto, el corazón!.

¡Y sin embargo nadie se siente

plenamente feliz

si de su seno

no bebe el amor!

La mujer es voluble, etc.

 

SPARAFUCILE

(Vuelve con una botella de vino y dos

vasos que coloca sobre la mesa; da

dos golpes con la empuñadura de su

espada en el techo. A esta señal una

joven risueña, con traje de zíngara,

desciende por la escalera. El duque

corre a abrazarla, pero ella se le

escapa. Sparafucile, que ha salido a

la calle, le dice, aparte, a Rigoletto)

 

Ahí tenéis a vuestro hombre...

¿debe morir o vivir?

 

RIGOLETTO

Volveré más tarde

para acabar con este asunto.

 

(Sparafucile se aleja por detrás de

la casa, a lo largo del río)

 

Escena Tercera

 

(Gilda y Rigoletto en la calle, el

duque y Magdalena en la planta baja)

 

DUQUE

Un día, si lo recuerdo bien,

yo te encontré, querida mía...

Quise saber de ti,

y me dijeron que aquí vivías.

Debes saber que,

desde entonces,

mi alma sólo piensa en ti.

 

GILDA

¡Malvado!

 

MAGDALENA

Ja, ja, ¿acaso ahora no recuerdas

a las veinte anteriores?

El señorito parece

un verdadero libertino...

 

DUQUE

Sí... soy un monstruo...

 

(Quiere abrazarla)

 

GILDA

¡Ah padre mío!

 

MAGDALENA

¡Déjame, pícaro!

 

DUQUE

¡Por qué tanto alboroto!

 

MAGDALENA

¡Compórtate!

 

DUQUE

¡Y tú se dócil,

no armes tanto ruido!

La sabiduría se encierra

en el placer y en el amor.

 

(Le toma la mano)

 

¡Que hermosa y blanca mano!

 

MAGDALENA

¿Bromeas, señor?

 

DUQUE

No, no.

 

MAGDALENA

Soy fea.

 

DUQUE.

¡Abrázame!

 

GILDA

¡Malvado!

 

MAGDALENA

¡Estás borracho!

 

DUQUE

¡De amor ardiente!

 

MAGDALENA

Señor pícaro

¿Quieres burlarte de mi?

 

DUQUE

No, no... ¡quiero casarme contigo!

 

MAGDALENA

Dame tu palabra...

 

DUQUE

(Con ironía)

¡Encantadora muchacha!

 

RIGOLETTO

(A Gilda que lo ha visto

y oído todo)

¿No tienes suficiente?...

 

GILDA

¡Malvado, traidor!

 

DUQUE

Bella hija del amor

soy esclavo de tus encantos;

una sola palabra tuya,

puedes consolar mis penas.

Acércate y oye

el rápido latir de mi corazón.

 

MAGDALENA

¡Ja, ja! Me río de tus galanterías

pues las palabras cuestan poco...

Créeme se apreciar

el valor de tus halagos.

Estoy acostumbrada, bello caballero,

a este tipo de requiebros.

 

GILDA

Esas mismas palabras de amor...

¡el infame, me las dijo a mí!

Mi pobre corazón engañado

no te rompas de dolor

¿Por qué, corazón crédulo,

amas a un hombre de esta clase?

 

RIGOLETTO

(A Gilda)

Calla, es inútil llorar...

Ya sabes que te ha mentido.

Calla, ahora yo me encargaré

de preparar la venganza.

Sí, será muy pronto; será mortal;

yo sabré acabar con él.

Escúchame, vuelve a casa...

Coge dinero, un caballo,

un traje de hombre que te preparé

y dirígete hacia Verona....

Yo llegaré mañana....

 

GILDA

¡Ven conmigo ahora!...

 

RIGOLETTO

¡Imposible!

 

GILDA

¡Tiemblo!

 

RIGOLETTO

¡Vete!

 

(Gilda se va)

 

Escena Cuarta

 

(Durante esta escena y la siguiente

el duque y Magdalena están riendo

y bebiendo. Una vez se ha ido Gilda,

Rigoletto va directo a la casa y vuelve

hablando con Sparafucile y contando

las monedas)

 

RIGOLETTO

¿Has dicho veinte escudos?...

ahí van diez;

el resto después del trabajo.

¿Se quedará él aquí?

 

SPARAFUCILE

Sí.

 

RIGOLETTO

Volveré a medianoche.

 

SPARAFUCILE

No hace falta.

Me basto yo solo para echarlo al río.

 

RIGOLETTO

No, no quiero hacerlo yo mismo.

 

SPARAFUCILE

De acuerdo... ¿cómo se llama?

 

RIGOLETTO

¿Quieres saber también el mío?

Él se llama Delito, y yo Castigo.

 

(Sale; el cielo se oscurece y truena)

 

Scena Quinta

 

(Detti, meno Rigoletto.)

 

SPARAFUCILE

La tempesta è vicina!

Più scura fia la notte.

 

DUCA

Maddalena

 

(per prenderla)

 

MADDALENA

(sfuggendogli)

Aspettate

mio fratello viene

 

DUCA

Che importa?

 

(S'ode il tuono.)

 

MADDALENA

Tuona!

 

SPARAFUCILE

(entrando)

E pioverà tra poco.

 

DUCA

Tanto meglio,

Io qui mi tratterrò

 

(a Sparafucile)

 

Tu dormirai in scuderia

all'inferno ove vorrai.

 

SPARAFUCILE

Oh! grazie.

 

MADDALENA

(piano al Duca)

Ah no! partite.

 

DUCA

(a Maddalena)

Con tal tempo?

 

SPARAFUCILE

(piano a Maddalena)

Son venti scudi d'oro.

 

(al Duca)

 

Ben felice

D'offrirvi la mia stanza se a voi piace

Tosto a vederla andiamo.

 

(Prende un lume e s'avvia per la scala.)

 

DUCA

Ebben sono con te presto, vediamo.

 

(Dice una parola all'orecchio di

Maddalena e segue Sparafucile.)

 

MADDALENA

(Fra sè)

Povero giovin! grazioso tanto!

Dio! qual mai notte è questa!

 

DUCA

(giunto al granaio, vedendone il balcone

senza imposte)

Si dorme all'aria aperta? bene, bene

Buona notte.

 

SPARAFUCILE

Signor, vi guardi Iddio

 

DUCA

Breve sonno dormiam stanco son io.

La donna è mobile

Qual piuma al vento

Muta d'accento

e di pensiero.

 

(Depone il cappello, la spada, e

si stende sul letto, dove in breve

s'addormenta. Maddalena frattanto

siede presso la tavola. Sparafucile

beve dalla bottiglia lasciata dal Duca.

Rimangono ambidue taciturni per

qualche istante,  e preoccupati da

gravi pensieri.)

 

MADDALENA

È amabile invero cotal giovinotto.

 

SPARAFUCILE

Oh sì

venti scudi ne dà di prodotto

 

MADDALENA

Sol venti! son pochi! valeva di più.

 

SPARAFUCILE

La spada, s'ei dorme, va, portami giù.

 

(sale al granaio e contemplando il

dormiente:)

 

MADDALENA

Peccato! è pur bello!

 

(Ripara alla meglio il balcone e scende.)

 

Scena Sesta

 

(Detti e Gilda che comparisce nel fondo

della via in costume virile, con stivali e

speroni, e lentamente si avanza verso

l'osteria, mentre Sparafucile continua a

bere. Spessi lampi e tuoni.)

 

GILDA

Ah, più non ragiono!

Amor mi trascina!

mio padre, perdono

 

(Tuona.)

 

Qual notte d'orrore!

Gran Dio, che accadrà?

 

MADDALENA

(Sarà discesa ed avrà posata la spada

del duca sulla tavola.)

Fratello?

 

GILDA

Chi parla?

 

(Osserva per la fessura.)

 

SPARAFUCILE

(frugando in un credenzone)

Al diavol ten va.

 

MADDALENA

Somiglia un Apollo quel giovine

io l'amo Ei m'ama

riposi né più l'uccidiamo.

 

GILDA

Oh cielo!

 

(ascoltando)

 

SPARAFUCILE

(gettandole un sacco)

Rattoppa quel sacco!

 

MADDALENA

Perché?

 

SPARAFUCILE

Entr'esso il tuo Apollo,

sgozzato da me,

Gettar dovrò al fiume

 

GILDA

L'inferno qui vedo!

 

MADDALENA

Eppure il danaro salvarti scommetto

Serbandolo in vita.

 

SPARAFUCILE

Difficile il credo.

 

MADDALENA

M'ascolta

anzi facil ti svelo un progetto.

De' scudi già dieci dal gobbo ne avesti;

Venire cogli altri più tardi il vedrai

Uccidilo, e venti allora ne avrai:

 

GILDA

Che sento! mio padre!

 

MADDALENA

Così tutto prezzo goder si potrà.

 

SPARAFUCILE

Uccider quel gobbo!...

Che diavol dicesti!

Un ladro son forse?

Son forse un bandito?

Qual altro cliente da me fu tradito!...

Mi paga quest'uomo... fedele m'avrà.

 

MADDALENA

Ah, grazia per esso!

 

SPARAFUCILE

È d'uopo ch'ei muoia

 

MADDALENA

Fuggire il fo adesso.

 

(Va per salire.)

 

GILDA

Oh, buona figliola!

 

SPARAFUCILE

(trattenendola)

Gli scudi perdiamo.

 

MADDALENA

È ver!

 

SPARAFUCILE

Lascia fare

 

MADDALENA

Salvarlo dobbiamo.

 

SPARAFUCILE

Se pria ch'abbia il mezzo la notte toccato

Alcuno qui giunga,

per esso morrà.

 

MADDALENA

È buia la notte, il ciel troppo irato,

Nessuno a quest'ora di qui passerà.

 

GILDA

Oh, qual tentazione!

Morir per l'ingrato?

Morire! E mio padre! oh cielo pietà!

 

(Battono le undici e mezzo.)

 

SPARAFUCILE

Ancor c'è mezz'ora.

 

MADDALENA

(piangendo)

Attendi, fratello

 

GILDA

Che! Piange tal donna!

Né a lui darò aita!

Ah, s'egli al mio amore divenne rubello,

Io vo' per la sua gettar la mia vita

 

(Picchia alla porta.)

 

MADDALENA

Si picchia?

 

SPARAFUCILE

Fu il vento

 

(Gilda torna a bussare.)

 

MADDALENA

Si picchia, ti dico.

 

SPARAFUCILE

È strano!

 

MADDALENA

Chi è?

 

GILDA

Pietà d'un mendico;

Asil per la notte a lui concedete.

 

MADDALENA

Fia lunga tal notte!

 

SPARAFUCILE

Alquanto attendete.

 

(Va a cercare nel credenzone.)

 

MADDALENA

Su, spicciati, presto, fa l'opra compita:

Anelo una vita con altra salvar.

 

SPARAFUCILE

Ebbene son pronto, quell'uscio dischiudi;

Più ch'altro gli scudi mi preme salvar.

 

GILDA

Ah presso alla morte sì giovine sono!

Oh ciel, per questi empi

ti chiedo perdono.

Perdona tu, o padre, a questa infelice!

Sia l'uomo felice ch'or vado a salvar

 

MADDALENA

Spicciati!

 

SPARAFUCILE

Apri!

 

MADDALENA, SPARAFUCILE

Entrate

 

GILDA

Dio! loro perdonate!

 

(Sparafucile va a postarsi con un

pugnale dietro alla  porta; Maddalena

apre e poi corre a chiudere la grande

arcata di fronte, mentre entra Gilda,

dietro a cui Sparafucile chiude la porta,

e tutto resta sepolto nel silenzio e nel

buio.)

 

 

Escena Quinta

 

(Los mismos menos Rigoletto)

 

SPARAFUCILE

¡Se acerca la tormenta!

Mejor, así la noche será más oscura.

 

DUQUE

Magdalena...

 

(Tratando de cogerla)

 

MAGDALENA

(Escabulléndose)

¡Espera!...

Viene mi hermano...

 

DUQUE

¿Qué importa?

 

(Se oye un trueno)

 

MAGDALENA

¡Truena!

 

SPARAFUCILE

(entrando)

Y dentro de poco lloverá.

 

DUQUE

¡Tanto mejor!

Me tendré que quedar aquí esta noche.

 

(a Sparafucile)

 

Tú dormirás en el establo...

o en el infierno...o donde quieras.

 

SPARAFUCILE

¡Oh, gracias!

 

MAGDALENA

(En voz baja, al duque)

¡Debes marcharte!

 

DUQUE

(A Magdalena)

¿Con este tiempo?

 

SPARAFUCILE

(A Magdalena en voz baja)

Son veinte escudos de oro

 

(al duque)

 

Me complace

ofreceros mi habitación.

Si queréis, vamos a verla ahora...

 

(Toma una luz y sube por la escalera)

 

DUQUE

Bien, voy contigo... veámosla.

 

(Dice una palabra al oído de

Magdalena y sigue a Sparafucile)

 

MAGDALENA

(Para sí)

¡Pobre joven! ¡Tan simpático!

¡Dios mío, qué noche!

 

DUQUE

(Al llegar al granero observa que la ventana

del balcón no tiene postigos)

¿Se duerme al aire libre?

¡Está bien!... Buenas noches.

 

SPARAFUCILE

Señor, que Dios os guarde...

 

DUQUE.

Durmamos un poco...Estoy cansado,

La mujer es voluble,

como pluma al viento

cambia de ideas

y de pensamiento....

 

(Se quita el sombrero, la espada y se

tiende sobre la cama y se adormece

enseguida. Magdalena está sentada

cerca de la mesa. Sparafucile se sirve

de la botella que ha dejado el Duque.

Los dos  permanecen silenciosos

durante instantes, preocupados por

graves pensamientos)

 

MAGDALENA

¡Qué amable es este jovencito!

 

SPARAFUCILE

Sí, gracias a él

ganaremos veinte escudos.

 

MAGDALENA

¡Veinte escudos, ¡Es poco, vale más!

 

SPARAFUCILE

Si está dormido, tráeme su espada.

 

(Magdalena sube al granero,

y contempla al dormido)

 

MAGDALENA

¡Es una lástima! ¡Es tan guapo!

 

(Arregla mejor el balcón y desciende)

 

Escena Sexta

 

(Gilda que aparece por el fondo de la

calle con traje de hombre, avanza

lentamente hacia la taberna, mientras

tanto Sparafucile sigue bebiendo. Los

truenos se hacen más frecuentes.)

 

GILDA

¡No se lo que hago!...

¡Me arrastra el amor!

¡Perdóname padre!

 

(Truena)

 

¡Qué noche de horror!

Dios mío ¿que sucederá?

 

MAGDALENA

(ha descendido y ha colocado la espada

del duque en la mesa)

Hermano

 

GILDA

¿Quien habla?

 

(Observa por la grieta)

 

SPARAFUCILE

(Buscando en armario)

¡Vete al diablo!

 

MAGDALENA

Ese joven parece un Apolo...

Lo quiero... él me quiere...

que duerma... no lo matemos.

 

GILDA

¡Cielos!

 

(Escuchando)

 

SPARAFUCILE

(Arrojándole un saco)

¡Remienda este saco!

 

MAGDALENA

¿Para qué?

 

SPARAFUCILE

Ahí meteré tu Apolo,

y lo arrojaré al río,

cuando lo haya degollado....

 

GILDA

¡Esto es el infierno!

 

MAGDALENA

Apuesto a que salvaré tu dinero,

y a la vez le conservé la vida.

 

SPARAFUCILE

Lo veo difícil.

 

MAGDALENA

Escúchame... Tengo un plan sencillo.

El jorobado ya te ha dado diez escudos

y más tarde volverá con el resto...

Mátalo a él, y entonces...

tendrás los veinte;

 

GILDA

¿Que oigo? ¡Mi padre!

 

MAGDALENA

Así disfrutaremos de todo el dinero.

 

SPARAFUCILE

¡Matar a ese jorobado! ¡Qué dices!

¿Acaso soy un ladrón?

¿Acaso soy un bandido?

¿He traicionado alguna vez

a un cliente?

Este hombre me paga y le seré fiel.

 

MAGDALENA

¡Ten piedad de él!

 

SPARAFUCILE

Debe morir.

 

MAGDALENA

¡Ahora mismo le haré huir!

 

(Intenta subir al granero)

 

GILDA

¡Oh, qué buena muchacha!

 

SPARAFUCILE

(reteniéndola)

Perderemos los escudos.

 

MAGDALENA

¡Es cierto!...

 

SPARAFUCILE

Déjame hacer...

 

MAGDALENA

Debemos salvarle

 

SPARAFUCILE

Si antes de la medianoche

alguien llegase hasta aquí,

morirá en su lugar.

 

MAGDALENA

La noche está muy desapacible

y a estas horas nadie pasará por aquí.

 

GILDA

¡Que tentación! ¡morir por ese ingrato!

¡Morir! ....Pero...¡y mi padre!...

¡oh cielos piedad!

 

(Suenan las once y media)

 

SPARAFUCILE

Todavía falta media hora.

 

MAGDALENA

(llorando)

Espera, hermano...

 

GILDA

Si una mujerzuela llora por él,

¿Como no voy a ayudarla?

Aunque él traicionó mi amor

daré mi vida a cambio de la suya.

 

(Llama a la puerta)

 

MAGDALENA

¿Llaman?

 

SPARAFUCILE

Ha sido el viento

 

(Gilda vuelve a llamar a la puerta)

 

MAGDALENA

Te digo que llaman.

 

SPARAFUCILE

Es extraño...

 

MAGDALENA

¿Quién es?

 

GILDA

¡Tened piedad de un mendigo;

dadle asilo por esta noche!

 

MAGDALENA

¡Larga será esta noche!

 

SPARAFUCILE

Esperad un momento.

 

(Busca algo en el armario)

 

MAGDALENA

¡Vamos, aprisa! ¡Acabemos pronto!

salvaré una vida con otra.

 

SPARAFUCILE

Bien... Ya estoy listo: abre la puerta;

lo que más deseo son los escudos.

 

GILDA

¡Tan joven, y voy a morir!

Pido perdón al cielo

para estos canallas...

¡Padre, perdona a esta pobre infeliz!

Que el hombre a quien salvo viva feliz

 

MAGDALENA

¡Date prisa!

 

SPARAFUCILE

Abre.

 

MAGDALENA, SPARAFUCILE

Entrad.

 

GILDA.

¡Dios mío, perdónales!

 

(Sparafucile se pone detrás de la

puerta con un puñal; Magdalena abre

y después corre para tapar la gran

arcada de delante. Gilda entra;

Sparafucile cierra la puerta tras

ella y la apuñala. Todo queda en

oscuridad y silencio)

 

Scena Settima

 

(Rigoletto solo si avanza dal fondo

della scena chiuso nel suo mantello.

La violenza del temporale è diminuita,

né più si vede e sente che qualche

lampo e tuono.)

 

RIGOLETTO

Della vendetta alfin giunga l'istante!

Da trenta dì l'aspetto

Di vivo sangue a lagrime piangendo,

Sotto la larva del buffon

quest'uscio

 

(esaminando la casa)

 

È chiuso! Ah, non è tempo ancor!

S'attenda.

Qual notte di mistero!

Una tempesta in cielo!

In terra un omicidio!

Oh come invero qui grande mi sento!

 

(Suona mezzanotte.)

 

Mezza notte

 

Scena Ottava

 

(Detto, e Sparafucile dalla casa.)

 

SPARAFUCILE

Chi è là?

 

RIGOLETTO

(per entrare)

Son io.

 

SPARAFUCILE

Sostate.

 

(Rientra e torna trascinando un sacco.)

 

È qua spento il vostr'uomo

 

RIGOLETTO

Oh, gioia! Un lume!

 

SPARAFUCILE

Un lume?... No, il danaro

 

(gli dà una borsa)

 

Lesti all'onda il gettiam

 

RIGOLETTO

No, basto io solo.

 

SPARAFUCILE

Come vi piace

Qui men atto è il sito.

Più avanti è più profondo il gorgo

Presto, che alcun non vi sorprenda

Buona notte.

 

(Rientra in casa.)

 

Scena Nona

 

(Rigoletto, poi il Duca a tempo)

 

RIGOLETTO

Egli è là morto!

Oh sì! vorrei vederlo!

Ma che importa? è ben desso!

ecco i suoi sproni.

Ora mi guarda, o mondo

Quest'è un buffone,

ed un potente è questo!

Ei sta sotto a' miei piedi!

È desso! Oh gioia!

È giunta alfin la tua vendetta, o duolo!

Sia l'onda a lui sepolcro,

Un sacco il suo lenzuolo!

 

(Fa per trascinare il sacco verso la

sponda, quando è sorpreso dalla lontana

voce del Duca, che nel fondo attraversa

la scena.)

 

DUCA

La donna è mobile

qual piuma al vento,

muta d'accento

e di pensiero

Sempre un amabile

leggiadro viso,

in pianto o in riso

e mensognero

 

RIGOLETTO

Qual voce!

Illusion notturna è questa!

 

(trasalendo)

 

No! No! egli è desso è desso!

 

(verso la casa)

 

Maledizione! Olà!

dimon bandito?

 

(Taglia il sacco.)

 

Chi è mai,

chi è qui in sua vece?

Io tremo È umano corpo!

 

Scena Ultima

 

(Lampeggia. Rigoletto e Gilda.)

 

RIGOLETTO

Mia figlia! Dio! mia figlia!

Ah no è impossibil!

per Verona è in via!

 

(inginocchiandosi)

 

Fu vision È dessa!

O mia Gilda! fanciulla

a me rispondi!

L'assassino mi svela

 

(Picchia disperatamente alla casa.)

 

Olà? Nessuno?

Nessun! mia figlia ?... Gilda...

 

GILDA

Chi mi chiama?

 

RIGOLETTO

Ella parla! si move!

è viva! oh Dio!

Ah, mio ben solo in terra

Mi guarda mi conosci

 

GILDA

Ah padre mio!

 

RIGOLETTO

Qual mistero! che fu?

sei tu ferita?

Dimmi

 

GILDA

L'acciar qui mi piagò

 

(indicando al core)

 

RIGOLETTO

Chi t'ha colpita?

 

GILDA

V'ho ingannato colpevole fui

L'amai troppo ora muoio per lui

 

RIGOLETTO

(Fra sè)

Dio tremendo!

Ella stessa fu colta

Dallo stral di mia giusta vendetta!

 

(Ai Gilda)

 

Angiol caro mi guarda, m'ascolta

Parla parlami,

figlia diletta.

 

GILDA

Ah, ch'io taccia! a me

a lui perdonate

Benedite alla figlia, o mio padre

Lassù in cielo vicina alla madre

In eterno per voi pregherò.

 

RIGOLETTO

Non morir mio tesoro pietate

Mia colomba lasciarmi non dei

Se t'involi qui sol rimarrei

Non morire o ch'io teco morrò!

 

GILDA

Non più a lui perdo nate

Mio padre Addio!

 

(Muore.)

 

RIGOLETTO

Gilda! mia Gilda!È morta!

Ah la maledizione!

 

(Strappandosi i capelli cade sul

cadavere della figlia.)

 

 

FINE DELL'OPERA

 

 

 

 

Escena Séptima

 

(Rigoletto avanza solo desde el fondo

de la escena, envuelto en su capa; ha

disminuido la violencia de la

tormenta; no hay más que algunos

truenos y relámpagos)

 

RIGOLETTO

¡Ha llegado el día de la venganza!

La espero hace treinta días,

llorando lágrimas de sangre

bajo la máscara de bufón....

¡Esta es la puerta!

 

(Examinando la casa)

 

¡Está cerrada!

¡Ah, es que aún no es la hora!

Esperaré... ¡qué noche misteriosa!

¡una tormenta en el cielo!

¡un homicidio en la tierra!

¡oh qué grande me siento!

 

(Suenan las doce)

 

Medianoche...

 

Escena Octava

 

(El mismo y Sparafucile en la casa)

 

SPARAFUCILE

¿Quién va?

 

RIGOLETTO

(Intentando entrar)

Soy yo.

 

SPARAFUCILE

Esperad.

 

(sale de la casa llevando un saco)

 

¡Vuestro hombre está aquí, muerto!

 

RIGOLETTO

¡Qué alegría!.... ¡Una luz!

 

SPARAFUCILE

¡Nada de luz! ¡el dinero!

 

(Rigoletto le da una bolsa)

 

¡Rápido, vayamos a tirarlo al agua!

 

RIGOLETTO

No, me basto yo solo.

 

SPARAFUCILE

Como vos plazca...

este lugar es poco adecuado;

más lejos el lecho del río es profundo.

Rápido, que nadie os sorprenda.

Buenas noches.

 

(Entra en la casa)

 

Escena Novena

 

(Rigoletto, un poco después el duque)

 

RIGOLETTO

¡Él está ahí dentro! ¡muerto!

¡Quisiera verlo! pero... ¿que importa?

Es él realmente.

¡Estas son sus espuelas!

¡Mírame ahora, oh mundo!

¡Éste es el bufón y ése el poderoso!

¡Y está bajo mis pies!

¡Él mismo! ¡qué alegría!

¡Al fin he vengado mi dolor!

¡Que la corriente sea su tumba

y el saco su mortaja!

¡Al agua!...

 

(Intenta arrastrar el saco hacia

la orilla, cuando se sorprende al

escuchar a lo lejos la voz del duque,

que atraviesa el fondo de escena)

 

DUQUE

La mujer es voluble,

como pluma al viento

cambia de ideas

y de pensamiento...

Un rostro amable

y encantador,

tanto en la risa como en el llanto,

es siempre engañoso.

 

RIGOLETTO

¡Esa voz!

¡Son imaginaciones nocturnas!

 

(Estremeciéndose)

 

¡No, no, no!... ¡Es él!

 

(Se vuelve hacia la casa)

 

¡Maldición! ¡Eh!...

¡Ese bandido del demonio!...

 

(Abriendo el saco)

 

Pero entonces... ¿quién será?

¿quién está ahí dentro en su lugar?

Tiemblo... ¡Es un cuerpo humano!

 

Escena Última

 

(un relámpago y reconoce a Gilda)

 

RIGOLETTO

¡Mi hija!... ¡Dios mío, mi hija!...

¡Ah no!..., ¡es imposible!....

¡Está camino de Verona!

 

(Arrodillándose)

 

¡Ha sido una visión!... No, ¡Es ella !

¡Oh, mi Gilda!

¡mi niña... respóndeme!

¡El sicario me ha engañado!

 

(Llama a la puerta de la casa)

 

¡Eh!... ¿No hay nadie?

¡Nadie! ¿Hija mía?... ¡Gilda!

 

GILDA

¿Quién me llama?...

 

RIGOLETTO

¡Habla!... ¡se mueve!...

¡está viva! ¡Dios mío!

Mi único bien en la tierra...

Mírame...reconóceme...

 

GILDA

¡Padre mío!

 

RIGOLETTO

¡Que misterio! ¿que ha ocurrido?

¿estás herida?

Dime

 

GILDA

El puñal... me hirió...aquí...

 

(Ella señala su corazón)

 

RIGOLETTO

¿Quién te ha herido?

 

GILDA

Os he engañado... La culpa es mía...

¡Lo amaba... y ahora muero por él!

 

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Oh, Dios terrible!

¡Ella ha sido herida

por los dardos de mi venganza!

 

(A Gilda)

 

Mi ángel bien amado,

mírame, escúchame,...

¡Habla, háblame, hija adorada!

 

GILDA

¡No me hagáis hablar!

perdonadme a mi... y a él...

Bendecid a vuestra hija, padre mío...

Allá en el cielo, cerca de mi madre,

rezaré por vos eternamente.

 

RIGOLETTO

No te mueras tesoro mío...piedad!

Paloma mía... no debes dejarme,

¡Si tú te vas, quedaré solo aquí!

¡No te mueras... o yo moriré contigo!

 

GILDA

Es el fin... perdonadle...

Padre mío... ¡adiós!

 

(Ella muere)

 

RIGOLETTO

¡Gilda! ¡Gilda mía!... ¡está muerta!

¡Ah, la maldición!

 

(Él se derrumba sobre el cuerpo

de su hija)

 

 

FIN DE LA ÓPERA

 

 

 

 

 

 


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4:08:35 PM, 30 July 2014
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