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Opera Libretti




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Cavalieri
Rappresentatione di Anima e di Corpo
English
Synopsis
Title-Page
Prologue Proem
Act I
Act II
Act III
Italian
Title Page
Prologo Proem
Act I
Act II
Act III

Prologo

 
Anime beate, Angeli, Anima,Corpo, Intelletto, Consiglio, Choro, e tutta la moltitudine insieme
O signor santo e vero,
Che del mondo hai l’impero:
O signor santo e forte,
Domator della morte.
Donator della vita;
Somma bontà infinita.
A te signor, a te
Gloria e laude si dè:
A te sommo signor supremo, e degno
Sia gloria eterna e sempiterno regno.
 
 

Proemio

 
Avveduto, e Prudentio giovanetti
 
Avveduto
Voi che all’aspetto mi parete sensato e prudente giovanetto, ditemi di grazia, che vi pare di questa Vita mortale, che gli huomini pregiano tanto? In che concetto la tenete voi? Desidero il parer vostro: perciochè anch’io vorrei viver’ in modo, che giungendo al termine di essa, non mi trovassi, come a molti interviene, da falsa speranza ingannato.
 
Prudentio
Io non posso soddisfare a pieno al vostro desiderio, perché gli anni miei acerbi non comportano, ch’io in questo soggetto habbi veduto molto: pure per quanto ho possuto odorare di lontano, e per quello che ho imparato dagli huomini savii, che l’hanno con occhio accorto trapassata; mi pare, ch’ella sia una mostra, ed apparenza di vanità; una bella veste, che ricopre le deformità del corpo infermo: ed un’herboso Prato, che con le verdi gramegne nasconde il velenoso serpe. E voi, che diresti che ella fusse?
 
Avveduto
Io ancorchè inesperto, direi, ch’ella fusse un Campo angusto, ma pieno di dure pietre: un Bosco folto, ma pieno d’acute spine: un Monte ombroso, ma pieno d’altissime rupi, ed in somma una gran Selva, ma piena di selvatiche fiere.
 
Prudentio
Io la chiamarei una valle oscura di pianto: un Fonte sterile di pensieri: un Fiume torbido di lagrime ed un Mare procelloso di miserie.
 
Avveduto
Io ancora, se bene mi sono accorto, truovo che questa nostra vita è come la Bolla nell’acqua, che subito manca: come il vapore nell’aria, che presto si consuma: e come il Fiore, che su la siepe in un tratto languisce.
 
Prudentio
Io l’assomiglio ad una Casa vecchia, che minaccia ruina: ad una Torre alta fondata su l’arena: ad un Arbore pieno di rami, ma senza radici.
 
Avveduto
A me pare una Navicella senza governo: una Vecchiezza senza bastone: un Cavallo senza freno: ed un Cieco senza guida.
 
Prudentio
Io la paragono ad un Ordine confuso: ad una Quiete travagliata: ad una Fatica inefficace: ad una Sanità inferma: ed ad una Ricchezza povera.
 
Avveduto
Dite pure ch’ella è una Bellezza deforme: un Honore infame: un’Ambizione sollecita: un’Altezza precipitosa: ed una Nobiltà oscura.
 
Prudentio
Aggiungete ch’ella è un Sacco forato: un Vaso intronato: uno Specchio macchiato: ed un Vetro rotto.
 
Avveduto
Non lasciate di dire, ch’ella è un Amo d’oro con l’esca: un Tribolo acuto, che fora: un Pomo acerbo, che disgusta: ed un Calice di vino, che inebria.
 
Prudentio
Anzi un Viaggio pieno d’insidie: una Città piena di discordie: un Regno diviso: un Prencipato tirannico: ed un Peregrinaggio molesto.
 
Avveduto
Soggiungete ch’ella è un Castello in aria: una Nave in mez’al mare: una Nebbia inanzi al Sole: ed un Vento, che passa, e non torna.
 
Prudentio
Affermate di lei, e dite pure ch’ella è un Gorgo cuppo, dove molti si sommergono: un Pelago stretto, dove molti pericolano: una Mare senza porto, dove a gran rischio si passa.
 
Avveduto
Stimatela pure ch’ella sia una Caverna di serpenti: una Spelonca di ladri: una Grotta d’assassini: ed un Refugio di malfattori.
 
Prudentio
Non vedete voi ch’ella è una Piazza piena di rumori: una Strada torta piena d’errori: ed un Muro vecchio pieno di fessure.
 
Avveduto
Nominatela pure un Giogo non soave: un Peso non leggiero: ed una Catena forte.
 
Prudentio
O come è vero ch’ella è una Pece, ch’imbratta: un Fango, che tiene: ed una Polvere, che accieca.
 
Avveduto
Assicuratevi ch’ella è un Deserto arenoso: una Solitudine horrida: un Paese inhabitabile.
 
Prudentio
Non considerate voi, ch’ella si muta come la Luna?
che trapassa come un Corriero? che va’ in giro come una Ruota?
 
Avveduto
È purtroppo chiaro, ch’ella è una Città di sangue: una Concupiscenza di carne: un Compiacimento d’occhi: ed una Superbia di cuore.
 
Prudentio
Chiamatela sicuramente un Amor di pazzi: un Desiderio di vitiosi: un Piacer d’appassionati:
 
Avveduto
Nominatela una Mensa povera: una Cisterna fessurata: un Letto duro: ed un’Arca vacua.
 
Prudentio
Assimigliatela ad una Sirena che canta: ad una Meretrice che lusinga: ad un Mago ch’incanta.
 
Avveduto
Tenetela in concetto d’un Dolor, che ride:
di un Riso che piange: d’un Contento che si lamenta.
 
Prudentio
Et io per dire il suo nome, dico ch’ella è una Vita bugiarda: una Vita morta: una Morte, che spira: ed un Inferno de’ viventi.
 
Avveduto
Et io vi concludo che questa miserabil vita altro non è che una Pompa funebre di corpi vivi: un velocissimo Corso alla morte: ed un nobile Apparato, che si fa a’ vermi.
 
Prudentio
Et in effetto a questa Mondana Vita le si possano dare tutti li titoli, e nomi più indegni, che tutti se li convengono benissimo.
 
Avveduto
Hor ditemi, s’ella è così, onde nasce, che molti la tengono in tanta stima, e la gustano in modo tale, che non vorriano mai morire?
 
Prudentio
Questo nasce, perché i peccati gli hanno offuscata la vista, e messo un velo inanzi a’ gli occhi, talche non possono comprendere la verità delle cose: e perciò pigliando il falso per vero, E ’l male per bene vaneggiano in mezo a gli errori: ed intanto li s’avventa la Morte, e li porta colà dove si trovano non haver nelle mani altro che vento, anzi tormento, e pena.
 
Avveduto
Certo, che sono infelicissimi gli huomini, che così vivono, poiché sicuri dormono in uno errore di tanto pericolo. O quanto farebbono bene, se una volta si svegliassero da così mortifero letargo!
 
Prudentio
O quanta, o quanta salute sarebbe alle genti, se si ponessero a considerare oltre la scorza, le miserie, ed imperfettioni di questa ingannevol vita! percioche per troppo affetionarsi alle sue false bellezze, si scade, (tremenda cosa) e non si vede, nei dolori dell’Inferno, e nelle crude braccia della Morte.
 
 
Avveduto
O qual felicità saria di tutti, se da i sensi si alzassero dove è l’Intelletto! e qui vedessero che non ricchezze, non Piacere, non honore contenta il core in questa vita, ma solo il bene, ch’appresso a’ Dio si trova: e scoprissero, ch’il Tempo fugge a’ un batter d’occhi: e co’l vero Consiglio apprendessero, che questa poca luce di vita in un momento tramonta: ch’il Corpo co’ i sensi suoi sollecita ad ogn’hora l’Anima all’ amor del fango. Che il Paradiso ne luce sopra il capo, Che l’Inferno ne arde sotto i piedi, Che il Mondo vaneggiando ne inganna, e la Vita lusingando n’occide, Et che in effetto qualunque contra gl’insulti dell’inimiche tentationi virilmente in terra combatte, eterne,e gloriose corone acquista nel Cielo.
 
Prudentio
È verissimo. E perche la scienza, e cognitione di quanto è stato da voi detto è importantissima, dependendo da quella la somma di tutte le cose; de qui è, che alcuni s’hanno preso per carico di mettercela inanzi a gli occhi. Et ecco che hor’hora in questo luoco ci verrà rappresentato un vivo, e stupendo essempio, che mostrarà esser vero, quanto habbiamo concluso: E si vedranno venire inanzi le cose istesse, le quali sotto figura di persone humane apparendo, mentre con le nuove e strane immagini delettaranno, nell’istesso tempo serviranno per una Idea, dove ciascuno mirando puotrà formarsene un ritratto nel core, nel quale riconosca chiaramente, che questa Vita, questo Mondo, queste terrene Grandezze sono
veramente polvere, fumo ed ombra: e finalmente poi che non ci è altro di fermo, ne di grande che la virtù, la gratia di Dio, E ’l Regno eterno del Cielo.
Ma ecco ch’un Vecchio per dar principio alla cosa, se ne vien fuori. Cediamo il luoco, ed appartiamoci.
 
Avveduto
 

 


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Bach | Beethoven | Chopin | Dowland | Handel | Haydn | Mozart | Glazunov | Schumann | R Strauss | Vivaldi
12:44:36 AM, 18 April 2014
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