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Opera Libretti




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Cavalieri
Rappresentatione di Anima e di Corpo
English
Synopsis
Title-Page
Prologue Proem
Act I
Act II
Act III
Italian
Title Page
Prologo Proem
Act I
Act II
Act III

ATTO SECONDO

 
Scena Prima
 
Choro
Benedite il Signore perch’egli è buono.
 
 
Scena seconda 
 
Consiglio
La nostra vita in terra
Altro non è che guerra:
Ch’aspri nemici intorno
Ci stan la notte ’l giorno:
E con arte e inganno
Spesso cader ci fanno:
Il Mondo si fa bello
Co ’l vetro e con l’orpello:
La carne con mal’opre
I vermi suoi ricopre:
E questa vita ancora
Il suo cenere indora
Sì che ’l soldato eletto
Armisi il fronte, e ’l petto;
Di fè prenda la maglia,
E venga a la battaglia
Che ogn’huom, ch’a Dio s’è dato,
Bisogna esser tentato:
Ma felice chi strinse
Il suo nemico e vinse,
Che in premio se li dona
Nel Ciel scettro, e corona.
 
 
Scena Terza
 
Choro
O quanti errori, e tenebre
L’umane menti ingombrano!
O in quanti abissi giacciano
I cor, ch’ogn’hor vaneggiano!
 
Perchè tra fango, e polvere
Il cor de l’uomo tant’avido
Và ricercando il giubilo,
Che solo in Ciel rinchiudesi?
 
Mirate o menti cupide
Del Ciel le fonti limpide,
E del Mondo impurissimo
Lasciate l’acque torbide.
 
 
Qual’incanto, qual fascino
Il cor vi preme e occupa
Prender per cibo il tossico,
E dar la morte a l’anima?
 
 
Scena Quarta – Piacer, con due compagni Corpo, ed Anima
 
Piacere
Chi gioia vuol, chi brama
Gustar spassi e piacere
Mentre il tempo lo chiama.
Venga, venga a godere,
Getti gli affanni suoi.
Corra a gioir con noi.
 
Gli Augelli pargoletti,
Cantan su gli arbuscelli:
I pesci semplicetti
Guizzano pei ruscelli,
E invitano al piacere
Con numerose schiere.
 
Ridono i prati herbosi,
C’han coloriti i manti;
Le selve e i boschi ombrosi
Son lieti e festeggianti:
Ogni piaggia fiorita
A l’allegrezza invita.
 
Corpo
A questi suoni e canti.
Alma, muover mi sento.
Come la foglia al vento.
 
Anima
Come ti cangi presto?
Sta forte e non temere,
Quest’è falso piacere.
 
Piacere, e compagni
O canti, o risi, o gratiosi amori.
Fresch’acque, prati molli, aure serene,
Grate armonie, che rallegrate i cori,
Conviti. Paste e saporite cene,
Vesti leggiadre, e dilettosi odori,
Trionfi e feste d’allegrezza piene,
Diletto, gusto, giubilo e piacere,
Beata l’alma, che vi può godere.
 
Anima
Non vi cred’io no, no!
Li vostri inganni io so:
Tutte le vostre cose
Che paion dilettose,
Al fin son tutte amare.
Beata l’alma, che ne sa mancare.
 
Piacere, e compagni
Cacciate via i pensieri
Torbidi, tristi e neri.
Aprite, aprite il petto
Al piacer e al diletto,
Aprite, aprite il core
A la gioia e a l’amore,
Dolce diletto.
Ch’allegra il petto,
Soave ardore.
Gioia del core.
 
Anima
Via, via false sirene.
Di frodi, e inganni piene,
Il fin del vostro canto,
Occupa sempre il pianto:
Ogni diletto è breve.
Ma quel, ch’affliggerà, finir non deve.
 
Piacere, e compagni
Hor poi che non vi aggrada
La lieta compagnia.
Ce n’anderem per strada,
Dov’altri ci desia:
Che per aver contento.
Verranno a cento, a cento.
 
 
Scena Quinta – Corpo, ed Anima, e Risposta dal Cielo.
 
Corpo
Non so s’è stato ben
Lasciar tanto piacere, ch’il Mondo tiene.
 
Anima
Vò dimandarne al Cielo
Ch’il ver mai non nasconde.
Vediam quel che risponde.
Ama il mondan piacer l’huom saggio, o fugge?
 
(Risposta: fugge)
 
Che cosa è l’huom, che’l cerca e cerca invano?
 
(Risposta: vano)
 
Chi dà la morte al cor con dispiacere?
 
(Risposta: piacere)
 
Come la vita ottien chi vita brama?
 
(Risposta: ama)
 
Ama del mondo le bellezze, o Dio
 
(Risposta: Dio)
 
Dunque morrà, chi’l piacer brama: è vero?
 
(Risposta: vero)
 
Or quel, ch’il Ciel t’ha detto.
Ecco io raccolgo intero
Fuggi vano piacer, ama Dio vero.
 
 
Scena Sesta – Angelo Custode, Anima, Corpo, e Choro
 
Angelo Custode
Fortissimi guerrieri.
Che gl’inimici alteri
Avete discacciato,
M’ha qui’l Signor mandato,
Ch’in ogn’impresa forte
Il cor vi riconforte.
Altra pugna vi resta
Faticosa e molesta,
Ma non temete punto,
Che son per voi qui giunto.
E in ogni caso strano
Vi porgerò la mano.
 
 
 
 
Choro
Altri doman le fiere.
Altri trionfan delle genti altere,
Ma sopra ogni guerriero,
Fort’è chi vince il senso lusinghiero.
 
 
Scena Settima – Mondo, e Vita Mondana. Corpo ed Anima.
Angelo Custode, Choro
 
Mondo
Io son, io son il Mondo,
Che di grandezza abondo:
E ’l braccio mio stupendo
In ogni parte stendo:
Miei son tutti i thesori,
Tutti gli argenti e gli ori.
Le superbe ricchezze,
Le famose bellezze,
I Principati degni,
I poderosi Regni:
Chi mi vorrà servire
E dov’io vo’ venire,
Con molto suo diletto,
Gran cose li prometto.
 
Corpo
Alma, gran cose intendo,
Se ’l Mondo dice il vero,
Vorrei mutar pensiero.
 
Anima
Ed anch’io sto pensando,
S’insieme potess’io
Servire al Mondo, e a Dio.
 
Angelo custode
Non si può aver due cori,
E servire due Signori,
Ch’uno in un modo regge,
l’altro ha contraria legge;
Servite solamente
a Dio Signor possente
 
Mondo
Quanto intorno ha la terra,
Quanto il mar cinge e serra,
E dove il Ciel si stende,
Tutto da me dipende:
Tutto nel seno accoglio,
E lo dono a chi voglio.
 
Vita mondana
Io son la cara vita
Tanto da voi gradita.
Bella, vaga e vezzosa,
Allegra, e baldanzosa,
Che con prontezza dono,
Quant’ho di bello, e buono:
Se voi servir volete
Al Mondo che vedete,
Vi darò con amore
De la mia vita il fiore:
Vi darò lunghi i giorni,
E d’allegrezza adorni:
State aspettando forsi,
Quando sian gli anni scorsi?
Quando la chioma imbianca,
Quando la vita manca?
 
Angelo custode
Non è, chi bene attende,
Tutt’or quel che risplende:
Servite pure adesso
A Dio, che v’è concesso:
Che Diman poi, chi sa
Quel che di voi sarà?
Alma, al nemico ardente,
Rispondi arditamente.
 
Anima
Io che porto con me
L’imagine del Rè,
Io fatta con onore,
Simile al mio Fattore,
C’ho da far’io co’l Mondo,
Che passa, e cade al fondo?
 
Mondo
Miratemi a l’aspetto,
Io do quel che prometto:
Prendete il ben presente,
Vivete allegramente.
 
Anima
Io che son spirto, e mente,
Che dura eternamente,
C’ho da far con la vita
Che tosto fa partita
 
Mondo
Te n’avedrai ben tu
Se ne contrasti più
 
Angelo custode
Questo malvaggio ingrato
E fango inorpellato!
Questa falsa e lasciva,
È morte, che par viva!
Or venga, e vegga il Mondo
Quel ch’è la vita e ’l Mondo
Spoglia quest’empio e vede
Quel che il tuo cor non crede
 
Corpo
Metti giù questa spoglia
C’ho di vederti voglia.
 
Mondo
Ahi, l’Angelica forza
Per qual cagion mi sforza?
 
Corpo
O come il mondo tutto
È poverello e brutto!
Ben ti conosco ai panni.
Non più, non più di nuovo m’inganni.
 
Choro
Oh miseri amatori,
Ch’al mondo date i cori,
Mirate quanto è vile
Quel ch’a par gentile:
E quanto è trista sorte
Abbracciar quel che vi conduce a morte.
 
Angelo custode
Dispoglia anco costei.
 
Vita mondana
Oimè, che non vorrei.
 
Corpo
Ahi miserabil sorte!
Dunque la vita è morte?
Dunque l’umana vita
È morte rivestita?
 
Angelo custode
Poi ch’avete scoperto
L’inganno ricoperto,
Con disdegnosa mano
Cacciateli lontano.
 
Anima, e corpo insieme
Via via, Mondo fallace,
Via via, vita fugace,
Ite a trovar gli sciocchi,
C’hanno abbagliati gli occhi:
O quanta nebbia e ombra
Gli occhi mortali ingombra!
 
 
Scena Ottava - Angelo Custode, Anima, e Corpo; ed Angeli nel Cielo, che s’apre.
 
Angelo custode
Al forte vincitore
È debito l’honore,
L’honor, ch’è apparecchiato
Nel Ciel, che fa beato:
Si ch’ormai da la terra,
C’havete vinta in guerra,
Volgete il cor e ’l viso,
E i passi al Paradiso.
 
Angeli nel cielo, che s’apre
Venite al Ciel diletti,
Venite benedetti,
Che queste sedi belle
Furon fatte per voi sopra le stelle:
Lasciate pur la terra,
Dov’è perpetua guerra:
Salite al Ciel con volo glorioso,
Dov’è pace e riposo,
Dove senz’alcun velo
Si vede il Rè del Cielo.
 
 
Scena Nona – Choro
 
Uno del Choro
Dopo brevi sudori
Poter dal caldo e ’l gelo
Salir beato al Cielo
Ai sempiterni onori
Dal Mondo pien di mali,
È sorte avventurosa dÈ mortali.
 
Choro
È sorte avventurosa de’ mortali.
 
Due del choro
Poter dopo le prove
L’huomo frale e mendico,
Ma di virtute amico,
Salir in alto, dove
Son ricchezze immortali,
È sorte avventurosa de’ mortali.
 
Choro
Dagli abissi terreni,
Dove regna la Morte,
Poter salir per sorte
Ai sommi eterni regni,
Che non hanno altri eguali,
È sorte avventurosa de’ mortali.
Amar’ il bene eterno,
Salir’ al Ciel superno,
Fuggir del Mondo i mali
È sorte avventurosa de’ mortali.

 


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