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Opera Libretti




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Leoncavallo
Pagliacci
Synopsis
Introduction
ATTO PRIMO Scena I
ATTO PRIMO Scena II
ATTO PRIMO Scena III
ATTO PRIMO Scena IV
ATTO SECONDO Scena I
ATTO SECONDO Scena II

Scena II
Commedia.
(La tela del teatrino si alza. La scena, mal dipinta, rappresenta una stanzetta con due porte laterali ed una finestra praticabile in fondo. Un tavolo e due sedie rozze di paglia sono sulla destra del teatrino. Nedda in costume da Colombina passeggia ansiosa. Poi va a guardare la finestra della scena e torna a passeggiare inquieta.)

COLOMBINA
Pagliaccio mio marito
a tarda notte sol ritornerà...
E quello scimunito di Taddeo...
perché mai non è ancor qua?
Ah!

(Si ode un pizzicar di chitarra all'interno; Colombina corre alla finestra e dà segni d'amorosa impazienza.)

ARLECCHINO
(di dentro)
O Colombina, il tenero
fido Arlecchin
è a te vicin!
Di te chiamando,
e sospirando
aspetta il poverin!
La tua faccetta mostrami,
ch'io vo' baciar
senza tardar,
la tua boccuccia.
Amor mi cruccia!
Amor mi cruccia
e mi sta a tormentar! Ah!
E mi sta a tormentar!
O Colombina,
schiudimi il finestrin,
che a te vicin
di te chiamando,
e sospirando
è il povero Arlecchin!
A te vicin
è Arlecchin!

COLOMBINA
(ritornando ansiosa davanti alla scena)
Di fare il segno convenuto
appressa l'istante,
ed Arlecchino aspetta!
(Siede ansiosa volgendo le spalle alla porta di destra. Questa si apre e Tonio entra sotto le spoglie del servo Taddeo, con un paniere infilato al braccio sinistro. Egli si arresta a contemplare Nedda con aria esageratamente tragica.)

TADDEO
È dessa!
(levando bruscamente al cielo le mani con il paniere)
Dei, come è bella!

LA FOLLA
(ridendo)
Ah! Ah! Ah!

TADDEO
Se a la rubella io disvelassi
l'amor mio che commuove fino i sassi!
Lungi è lo sposo.
Perché non oso?
Soli noi siamo
e senza alcun sospetto!
Orsù. Proviamo!
(sospirando a lungo, con esagerazione)
Ah!

LA FOLLA
(ridendo)
Ah! Ah! Ah!

COLOMBINA
(volgendosi)
Sei tu, bestia?

TADDEO
(immobile)
Quell'io son, sì!

COLOMBINA
E Pagliaccio è partito?

TADDEO
(come sopra)
Egli parti!

(fischia)

COLOMBINA
Che fai così impalato?
Il pollo hai tu comprato?

TADDEO
Eccolo, vergin divina!

(Precipitandosi in ginocchio, offrendo con le due mani il paniere a Colombina che si avvicina.)

Ed anzi, eccoci entrambi
ai piedi tuoi!
Poiché l'ora è suonata, o Colombina,
di svelarti il mio cor!
Di', udirmi vuoi? Dal dì...
(Colombina va alla finestra la schiude e fa un segno; poi va verso Taddeo)

COLOMBINA
(strappandogli il paniere dalle mani)
Quanto spendesti dal trattore?

TADDEO
Una e cinquanta.
Da quel dì il mio core,
il mio core...

COLOMBINA
(presso alla tavola)
Non seccarmi Taddeo!
(Arlecchino scavalca la finestra, depone a terra una bottiglia che ha sotto il braccio, e poi va verso Taddeo mentre questi finge non vederlo.)

TADDEO
(a Colombina, con intenzione)
So che sei pura, so che sei pura!
sei pura e casta al par di neve!
Sì… Ah!... Casta!... Al par di neve!
E ben che dura, dura ti mostri,
dura, ad obliarti non riesco
no! non riesco!

ARLECCHINO
(Lo piglia per l'orecchio dandogli un calcio e lo obbliga a levarsi.)
Va a pigliar fresco!

LA FOLLA
(ridendo)
Ah! Ah! Ah!

TADDEO
(camminando all'indietro comicamente verso la porta a destra)
Numi! S'aman!
m'arrendo ai detti tuoi.

(ad Arlecchino)

Vi benedico! Là veglio su voi!

(Taddeo esce.)

LA FOLLA
(ridendo ed applaudendo)
Ah! Ah! Ah!

COLOMBINA
Arlecchin!

ARLECCHINO
(con affetto esagerato)
Colombina!
Alfin s'arrenda ai nostri prieghi amor!

(si stringono comicamente fra le braccia)

COLOMBINA
Facciam merenda.

(Colombina prende dal tiretto due posate e due coltelli. Arlecchino va a prender la bottiglia, poi entrambi siedono a tavola uno in faccia all'altro.)

Guarda, amor mio, che splendida
cenetta preparai!

ARLECCHINO
Guarda, amor mio, che nettare
divino t'apportai!

A DUE
L'amore ama gli effluvii
del vin, de la cucina!

ARLECCHINO
Mia ghiotta Colombina!

COLOMBINA
Amabile beone!

ARLECCHINO
(prendendo una piccola ampolla che ha nella tunica)
Prendi questo narcotico;
dallo a Pagliaccio
pria che s'addormenti,
e poi fuggiamo insiem!

COLOMBINA
Sì, porgi!

TADDEO
(spalanca la porta a destra e traversa la scena tremando esageratamente)
Attenti!
Pagliaccio... è là... tutto stravolto...
ed armi cerca!...
Ei sa tutto...
Io corro a barricarmi!

(Entra precipitoso a sinistra e chiude la porta.)

LA FOLLA
(ridendo)
Ah! Ah! Ah!

COLOMBINA
(ad Arlecchino)
Via!

ARLECCHINO
(scavalcando la finestra)
Versa il filtro ne la tazza sua!

(Scompare.)

(Canio in costume da Pagliaccio, compare sulla porta a destra.)

COLOMBINA
(alla finestra)
A stanotte...
E per sempre io sarò tua!

CANIO
(ode le ultime parole di Nedda, porta la mano al cuore e mormora tra sè)
Nome di Dio! quelle stesse parole!

(Avanzandosi per recitare.)

Coraggio!
(forte)
Un uomo era con te!

COLOMBINA
Che folle! Sei briaco?
PAGLIACCIO

(fissandola)

Briaco! sì... da un'ora!!

COLOMBINA
(riprendendo la commedia)
Tornasti presto.

PAGLIACCIO
(con intenzione)
Ma in tempo!
T'accora? T'accora!
Dolce sposina!

(Riprende la commedia.)

Ah! sola io ti credea
(mostrando la tavola)

e due posti son là!

COLOMBINA
Con me sedea Taddeo,
che là si chiuse per paura!

(verso la porta a sinistra)

Orsù... parla!

TADDEO
(di dentro, fingendo tremare ma con intenzione)
Credetela! Credetela!
Essa è pura!!
E aborre dal mentir
quel labbro pio!!

LA FOLLA
(ridendo)
Ah! Ah! Ah!

CANIO
(rabbioso rivolto al pubblico)
Per la morte!

(poi a Nedda sordamente)

Smettiamo!
Ho dritto anch'io d'agir come ogn'altr'uomo.
Il nome suo...

NEDDA
(fredda e sorridente)
Di chi?

CANIO
Vo' il nome de l'amante tuo,
del drudo infame a cui ti desti in braccio,
o turpe donna!

COLOMBINA
(sempre recitando la commedia)
Pagliaccio! Pagliaccio!

CANIO
No! Pagliaccio non son;
se il viso è pallido, è di vergogna,
e smania di vendetta!
L'uom riprende i suoi dritti,
e'l cor che sanguina vuol sangue
a lavar l'onta,
o maledetta!
No, Pagliaccio non son!
Son quei che stolido
ti raccolse orfanella in su la via
quasi morta di fame,
e un nome offriati,
ed un amor ch'era febbre e follia!

(Cade come affranto sulla seggiola.)

CONTADINE
Comare, mi fa piangere!
Par vera questa scena!

CONTADINI
Zitte laggiù! Che diamine!

SILVIO
(a parte)
Io mi ritengo appena!

CANIO
(riprendendosi ed agitandosi a poco a poco)
Sperai, tanto il delirio
accecato m'aveva,
se non amor, pietà... mercé!
Ed ogni sacrifizio
al cor lieto, imponeva,
e fidente credeva
più che in Dio stesso, in te!
Ma il vizio alberga sol
ne l'alma tua negletta;
tu viscere non hai...
sol legge e'l senso a te!
Va, non merti il mio duol,
o meretrice abbietta,
vo' ne lo sprezzo mio
schiacciarti sotto i piè!

LA FOLLA
(entusiasta)
Bravo!

NEDDA
(fredda, ma seria)
Ebben! Se mi giudichi di te indegna,
mi scaccia in questo istante…

CANIO
(ridendo istericamente)
Ah! Ah!
Di meglio chiedere non dèi
che correr tosto al caro amante.
Se' furba!
No! per Dio! Tu resterai...
e il nome del tuo ganzo mi dirai!

COLOMBINA
(cercando di riprendere la commedia e sorridendo forzatamente)
Suvvia, così terribile
davver non ti credeo!
Qui nulla v'ha di tragico.

(verso la porta a sinistra)

Vieni a dirgli o Taddeo,
che l'uom seduto or dianzi,
or dianzi a me vicino
era... il pauroso ed innocuo Arlecchino!

(Risate del pubblico interrotte dal grido di Canio.)

CANIO
(terribile)
Ah! tu mi sfidi!
E ancor non l'hai capita
ch'io non ti cedo?...
Il nome, o la tua vita! Il nome!

NEDDA
(prorompendo)
Ah! No, per mia madre!
Indegna esser poss'io...
quello che vuoi,
ma vil non son, per Dio!

CONTADINI e CONTADINE
Fanno davvero?
Seria è la cosa?
Zitti laggiù!
Seria è la cosa e scura!

SILVIO
(a parte)
Io non resisto più!
Oh la strana commedia!

(Beppe vuoi uscire dalla porta a sinistra, ma Tonio lo ritiene.)

BEPPE
Bisogna uscire, Tonio.
Ho paura!...

TONIO
Taci sciocco!

NEDDA
Di quel tuo sdegno è l'amor mio più forte!...

CANIO
(urlando)
Ah!

NEDDA
Non parlerò! No! A costo de la morte!

CANIO
(urlando dà di piglio a un coltello sul tavolo)
Il nome! Il nome!

NEDDA
(sfidandolo)
No!

SILVIO
(snudando il pugnale)
Santo diavolo! Fa davvero...

(Alcuni contadini trattengono Silvio non sapendo spiegarsi il suo furore. Una parte delle donne fugge. Nedda vorrebbe fuggire con il pubblico ma Canio la afferra.)

LA FOLLA e BEPPE
(che cerca svincolarsi da Tonio)
Che fai! Ferma! Aita!

(Le donne che indietreggiano spaventate, rovesciando i banchi ed impedendo agli uomini di avanzare; ciò obbliga Silvio a lottare per arrivare alla scena. Canio, che trattiene Nedda, al parossismo della collera, la colpisce alla schiena con un coltello mentre essa cerca di svincolarsi da lui.)

CANIO
A te! A te!

(a Nedda)

Di morte negli spasimi lo dirai!

NEDDA
(cadendo agonizzando)
Soccorso! Silvio!

SILVIO
(che e quasi arrivato alla scena)
Nedda!

(Alla voce di Silvio, Canio si volge a lui come una belva, gli balza addosso e in un attimo lo ferisce, dicendo.)

CANIO
Ah!... Sei tu?
Ben venga!

(Silvio cade come fulminato.)

LA FOLLA
(urlando)
Arresta! Gesummaria!
(Mentre molti uomini si precipitano verso Canio per disarmarlo ed arrestarlo, egli, immobile, inebetito lascia cadere il coltello dicendo.)

CANIO
La commedia è finita!

(Cala la tela.)

F I N E

 


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4:51:13 PM, 28 December 2014
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