Classical Music Home

The World's Leading Classical Music Group

Email Password  
Not a subscriber yet?
Keyword Search
in
 
  Classical Music Home > Opera Libretti

Opera Libretti




Beethoven | Bellini | Berg | Berlioz | Bizet | Cavalieri | Cavalli | Clerambault | Debussy | Donizetti | Falla | Gluck | Gounod | Granados | Hallstrom | Handel | Hartke | Haydn | Kalman | Leoncavallo | Mascagni | Massenet | Mercadante | Meyerbeer | Monteverdi | Mozart | Pacius | Petitgirard | Portugal | Puccini | Purcell | Rachmaninov | Rossini | Sacchini | Strauss Johann II | Verdi | Wagner Richard | Wagner Siegfried | Walton | Weber
 
Mercadante
La Vestale
Italian
Title Page
Act I
Act II
Act III

ATTO TERZO

Il campo scellerato 

SCENA PRIMA
Atrio del palazzo consolare. 
Publio, e molti Centurioni
In tono minaccioso e tumultuante.

7 – CORO DI CENTURIONI
Il Console ci ascolti…
La dura legge rompasi…

PUBLIO
Frenate
Gli alteri detti: or giova
La prece usar, non la minaccia; e quando
Vana torni la prece…

CORO DI CENTURIONI
Allor?

PUBLIO
N’è d’uopo
La spada.

CORO DI CENTURIONI
Ben t’avvisi.

PUBLIO
Il Console si avanza.
SCENA SECONDA
Licinio, Littori, e detti. 

LICINIO
Romani, qual vi trae stolta baldanza
A profferir sediziosi accenti
Appo la soglia consolar?

CORO DI CENTURIONI
Concedi grazia.

LICINIO
Per chi?

CORO DI CENTURIONI
Per la Vestal, che a morte
Danna rigor soverchio.

LICINIO
Io custodisco,
Non distruggo le leggi.

PUBLIO
Ah s’ella muore,
Altri morrà!... Del figlio tuo lo stato
Chi può narrar? Furente, disperato
S’aggira, ed armi grida, e vuol, di sangue
Civil Roma bruttando,
Salvar colei.

LICINIO
Perverso!

PUBLIO
Egli il governo
Più non ha di se stesso,
Quindi è capace d’ogni nero eccesso!
Se non potrà la vittima
Serbar dei giorni ai rai, il sai,
Giurò svenarsi: e Decio
Non giura invan, lo sai!
Amor di Roma intera,
Sostegno delle squadre,
Ah! non voler ch’ei pera…
Console sei, ma padre.
Per lui d’amare lagrime,
Mira, ho bagnato il ciglio…
Pietà, signor, del figlio…
Del sangue tuo pietà.

LICINIO
Addio.

PUBLIO
Ne lasci!

LICINIO
O Publio,
Quando alla patria nuoce,
D’una pietade improvvida
Colpa è sentir la voce.
Esempio di costanza
Ti porge il mio soffrir.
(parte seguito da’ Littori) 

CORO DI CENTURIONI
Udisti! – Or che ne avanza?

PUBLIO
Soltanto il nostro ardir.
(con tutto l’ardor dell’amicizia)
Il poter di Vesta offesa
Al mio zelo invan contende;
Del suo foco il cor m’accende
Dea più santa, l’amistà.
Corro, amico, in tua difesa…
Teco io sfido e leggi e fato…
Del mio pianto non curato
Meglio il brando parlerà!

CORO DI CENTURIONI
N’avanza il nostro ardir!
Dea più santa, l’amistà,
Del pianto non curato
Sì, meglio il brando parlerà!
(partono frettolosamente) 

SCENA TERZA
Rimbomba il tocco d’un lugubre metallo: alcuni ministri aprono la tomba,
destinata ad Emilia: odesi un secondo squillo: s’avanza il funebre convoglio; prima le Vestali, quindi il Collegio de’ Flamini, poi Emilia, circondata dai Littori;  finalmente il Console Lucio Silano, Soldati e Popolo. 

8 - CORO DI VESTALI
Ah! questa vittima – d’infausto amore
Al suo terribile – destin soggiace
Come dal turbine – estinta face,
Come dal vomere – troncato fior!

CORO DI FLAMINI
Sfidasti, o perfida – l’ira immortale;
Ti coglie orribile – ma giusta sorte,
A te sacrilega – empia Vestale
Morte ed infamia – infamia e morte!.

POPOLO
Infamia e morte.
(Emilia è coverta di estremo pallore, stupito ne è lo sguardo, che volge
lungamente intorno) 

9 - EMILIA
Ove tratta sono io? – Perché s’aduna
Popol cotanto?... Ah! si, Decio ritorna
Cinto di pompa trionfal

CORO DI VESTALI
Vaneggia!

EMILIA
(aggirandosi per la scena, s’incontra in Giunia che piange)
Giunia!
(riconoscendola dopo averla attentamente osservata)
Piangi! E perché – Gli umidi rai
Asciuga… E’ lieto questo dì!... Non sai?
Dal Campidoglio all’ara
Ei verrà d’imene… pria che alle pugne
Traesse, mel promise… I numi udranno
I nostri voti nuzial!

GIUNIA
Che affanni!...

EMILIA
Ah! mira: gl’incensi già fumano intorno!
Ascolta d’imene i grati concenti!

GIUNIA
Amica infelice!... orribile giorno!...
Il pianto mi vince… mi tronca gli accenti!...
Delirio tremendo!... Immerger nel petto
Mi sento un pugnale ad ogni suo detto.

EMILIA
Io corro all’altare… già Decio s’appressa!...
Per troppo contento è l’anima oppressa!
La destra mi porgi… Ne avvinser gli Dei…
Ah! stringimi al seno… mio sposo tu sei!...
Un riso de’ numi, un sogno d’amore
Sarà la mia vita, divisa con te!

GIUNIA
No, più non sarebbe squarciato il mio core,
Se fosse quel marmo dischiuso per me!
(Emilia, tutt’assorta nel suo vaneggiamento, con la gioia nel volto, col
sorriso  fra le labbra trovasi presso il sepolcro: romba l’ultimo tocco del bronzo funereo: ella si scuote, volge uno sguardo alla tomba, e mettendo un
grido acutissimo, resta inorridita fra le braccia di Giunia.) 

SCENA QUARTA
Metello e detti. 

METELLO
Che veggio!... il bronzo lugubre
Suonò la terza volta,
E l’esecrata vittima,
Ancor non fu sepolta?
(sottovoce e rapidamente a Lucio)
Roma è un tumulto!... Decio
S’avanza in armi.

LUCIO
Ola?
Si compia il rito.
(ai Littori che traggono Emilia verso la tomba)

GIUNIA
Emilia!

CORO DI VESTALI
Oh istante!...

EMILIA
Giunia!...

METELLO, CORO DI FLAMINI
Va…
(Emilia fugge un istante da Littori e corre a Giunia)

EMILIA, GIUNIA
L’ultima volta stringimi,
L’ultima volta al seno…
Morir potessi, ahi misera,
Fra queste braccia almeno!

EMILIA
Talor, deh! Vieni a gemere
Del mio sepolcro accanto…
Asperso del tuo pianto,
Infame non sarà.

GIUNIA
Verrò deserta a gemere
Del tuo sepolcro accanto…
Tutta la vita in pianto
L’amica tua vivrà!

EMILIA
Compagne, in me specchiatevi.

EMILIA, GIUNIA
Per sempre addio…
(discende: il sepolcro è rinchiuso) 

GIUNIA, CORO DI VESTALI,  POPOLO
Che orror!
(odesi strepito d’armi, che sempre più si avvicina) 

METELLO
Odi!
(a Lucio) 

CORO DI VESTALI
Che fia?...

METELLO
S’appressa
Il suon dell’armi… Orrida pugna io scorsi…
Dell’amico in difesa
Publio cadea… furor di morte
Ne’ detti e negli sguardi
Decio spirava… Eccolo, ei giunge!

GIUNIA
(Ah tardi…)

SCENA ULTIMA 
Decio con pochi seguaci, altri Soldati e detti quindi Licinio, Lucio con Littori.
(dopo breve zuffa, i seguaci di Decio sono respinti, egli solo si avanza
, gridando)

DECIO
Emilia!... Ov’è?

GIUNIA, CORO DI VESTALI
Sepolta.

DECIO
(furioso a Metello)
A me la rendi,
O trema!

METELLO
Folle!

DECIO
Trema!

LICINIO
(sopraggiungendo)
Io ti dichiaro
Nemico della patria.

METELLO
Io de’ Celesti.

DECIO
Ah! barbaro!
(Come fuori di senno si avventa contro Metello, Licinio si frappone, facendo scudo del suo petto al Sacerdote. Decio, inorridito,  volge rapidamente il brando in sé medesimo.)
Si mora…

GIUNIA, CORO DI VESTALI
Che festi!

DECIO
(trascinandosi verso la fossa di Emilia)
Su quella tomba… io voglio almeno
Spirar quest’alma… già… fuggitiva…
T’aspetto… Emilia… di Stige… in riva…
La vita io lascio… ma… non… l’amore…
(spira) 

METELLO, CORO DI SACERDOTI
Son vendicati gli Eterni appieno!

LUCIO, GIUNIA, CORO DI VESTALI
Ahi! di tremendo!...

LICINIO
Fui genitori!
(coprendosi il volto col manto)

 FINE

 


Famous Composers Quick Link:
Bach | Beethoven | Chopin | Dowland | Handel | Haydn | Mozart | Glazunov | Schumann | R Strauss | Vivaldi
1:41:09 PM, 11 July 2014
All Naxos Historical, Naxos Classical Archives, Naxos Jazz, Folk and Rock Legends and Naxos Nostalgia titles are not available in the United States and some titles may not be available in Australia and Singapore because these countries have copyright laws that provide or may provide for terms of protection for sound recordings that differ from the rest of the world.
Copyright © 2014 Naxos Digital Services Ltd. All rights reserved.     Terms of Use     Privacy Policy
-212-
Classical Music Home
NOTICE: This site was unavailable for several hours on Saturday, June 25th 2011 due to some unexpected but essential maintenance work. We apologize for any inconvenience.