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Mozart
Cosi fan tutte
Synopsis
Introduction
Act I
Act II

ATTO SECONDO

Scena Prima

Camera.
Fiordiligi, Dorabella e Despina.

Recitativo

DESPINA
Andate là, che siete
Due bizzarre ragazze!
FIORDILIGI
Oh cospettaccio!
Cosa pretenderesti?
DESPINA
Per me nulla.
FIORDILIGI
Per chi dunque?
DESPINA
Per voi.
DORABELLA
Per noi?
DESPINA
Per voi.
Siete voi donne o no?
FIORDILIGI
E per questo?
DESPINA
E per questo
Dovete far da donne.
DORABELLA
Cioè?
DESPINA
Trattar l'amore en bagatelle.
Le occasioni belle
Non negliger giammai; cangiar a tempo,
A tempo esser costanti,
Coquetizzar con grazia,
Prevenir la disgrazia sì comune
A chi si fida in uomo,
Mangiar il fico, e non gittare il pomo.
FIORDILIGI
Che diavolo! Tai cose
Falle tu, se n'hai voglia.
DESPINA
Io già le faccio.
Ma vorrei che anche voi
Per gloria del bel sesso
Faceste un po' lo stesso;
per esempio: i vostri Ganimedi
Son andati alla guerra; infin che tornano,
Fate alla militare: reclutate.
DORABELLA
Il cielo ce ne guardi.
DESPINA
Eh, che noi siamo in terra e non in cielo!
Fidatevi al mio zelo.
Giacchè questi forestieri v'adorano,
Lasciatevi adorar. Son ricchi, belli,
Nobili, generosi, come fede
Fece a voi Don Alfonso; avean coraggio
Di morire per voi; questi son merti
Che sprezzare non si denno
Da giovani qual voi, belle e galanti,
Che pon star senza amor, non senza amanti.
(da sè)
Par che ci trovin gusto.
FIORDILIGI
Perbacco, ci faresti
Far delle belle cose;
Credi tu che vogliamo
Favola diventar degli oziosi?
Ai nostri cari sposi
Credi tu che vogliam dar tal tormento?
DESPINA
E chi dice che abbiate
A far loro alcun torto?
DORABELLA
Non ti pare
Che stia torto bastante
Se noto si facesse
Che trattiamo costor?
DESPINA
Anche per questo
C'è un mezzo sicurissimo:
Io voglio sparger fama
Che vengono da me.
DORABELLA
Chi vuoi che il creda?
DESPINA
Oh bella! Non ha forse
Merto una cameriera
D'aver due cicisbei? Di me fidatevi.
FIORDILIGI
No, no; son troppo audaci
Questi tuoi forestieri.
Non ebber la baldanza
Fin di chieder dei baci?
DESPINA
(da sè)
Che disgrazia!
(forte)
Io posso assicurarvi
Che le cose che han fatto
Furo effetto del tossico che han preso:
Convulsioni, deliri,
Follie, vaneggiamenti;
Ma or vedrete come son discreti,
Manierosi, modesti e mansueti.
Lasciateli venir.
DORABELLA
E poi?
DESPINA
E poi?
Caspita, fate voi.
(da sè)
L'ho detto che cadrebbero.
FIORDILIGI
Cosa dobbiamo far?
DESPINA
Quel che volete.
Siete d'ossa e di carne,
O cosa siete?

No. 19 Aria

DESPINA
Una donna a quindici anni
Dee saper ogni gran moda,
Dove il diavolo ha la coda,
Cosa è bene e mal cos'è.
Dee saper le maliziette
Che innamorano gli amanti,
Finger riso, finger pianti,
Inventar i bei perchè.
Dee in un momento
Dar retta a cento,
Colle pupille
Parlar con mille,
Dar speme a tutti,
Sien belli, o brutti,
Saper nascondersi
Senza confondersi,
Senza arrossire
Saper mentire
E, qual regina
Dall'alto soglio,
Col posso e voglio
Farsi ubbidir.
(da sè)
Par ch'abbian gusto
Di tal dottrina;
Viva Despina
Che sa servir.
(parte)

Scena Seconda

Fiordiligi e Dorabella

Recitativo

FIORDILIGI
Sorella, cosa dici?
DORABELLA
Io son stordita
Dallo spirto infernal di tal ragazza.
FIORDILIGI
Ma credimi: è una pazza.
Ti par che siamo in caso
Di seguir suoi consigli?
DORABELLA
Oh certo, se tu pigli
Pel rovescio il negozio.
FIORDILIGI
Anzi io lo piglio
Per il suo vero dritto:
Non credi tu delitto
Per due giovani omai promesse spose
Il far di queste cose?
DORABELLA
Ella non dice
Che facciamo alcun mal.
FIORDILIGI
È mal che basta
Il far parlar di noi!
DORABELLA
Quando si dice
Che vengon per Despina!
FIORDILIGI
Oh, tu sei troppo largo di coscienza!
E che diran gli sposi nostri?
DORABELLA
Nulla;
O non sapran l'affare,
Ed è tutto finito,
O sapran qualche cosa,
E allor diremo
Che vennero per lei.
FIORDILIGI
Ma i nostri cori?
DORABELLA
Restano quel che sono;
Per divertirsi un poco, e non morire
Dalla malinconia.
Non si manca di fè,
Sorella mia.
FIORDILIGI
Questo è ver.
DORABELLA
Dunque?
FIORDILIGI
Dunque fa un po' tu:
Ma non voglio aver colpa
Se poi nasce un imbroglio.
DORABELLA
Che imbroglio nascer deve
Con tanta precauzion? Per altro, ascolta,
Per intenderci bene:
Qual vuoi sceglier per te de' due Narcisi?
FIORDILIGI
Decidi tu, sorella.
DORABELLA
Io già decisi.

No. 20 Duetto

DORABELLA
Prenderò quel brunettino,
Che più lepido mi par.
FIORDILIGI
Ed intanto io col biondino
Vo' un po' ridere e burlar.
DORABELLA
Scherzosetta, ai dolci detti
Io di quel risponderò.
FIORDILIGI
Sospirando, i sospiretti
Io dell'altro imiterò.
DORABELLA
Mi dirà:
Ben mio, mi moro!
FIORDILIGI
Mi dirà:
Mio bel tesoro!
FIORDILIGI E DORABELLA
Ed intanto che diletto,
Che spassetto
Io proverò!

Scena Terza

Le suddette e Don Alfonso.

Recitativo

DON ALFONSO
Ah, correte al giardino,
Le mie care ragazze!
Che allegria! Che musica! Che canto!
Che brillante spettacolo! Che incanto!
Fate presto, correte!
DORABELLA
Che diamine esser può?
DON ALFONSO
Tosto vedrete.
(Partono.)

Scena Quarta

Giardino alla riva del mare con sedili d'erba e due
tavolini di pietra. Alla sponda, una barca ornata di fiori.
Ferrando e Guilelmo, con suonatori e cantanti nella barca;
Despina nel giardino; Fiordiligi e Dorabella, accompagnate
da Don Alfonso, vengono da una lato. Servi riccamente vestite, ecc.

No. 21 Duetto (con Coro)

FERRANDO E GUILELMO
Secondate, aurette amiche,
Secondate i miei desiri,
E portate i miei sospiri
Alla dea di questo cor.
Voi, che udiste mille volte
Il tenor delle mie pene,
Ripetete al caro bene
Tutto quel che udiste allor.
CORO
Secondate, aurette amiche,
Il desir di sì bei cor.

Recitativo

DON ALFONSO
(ai servi che portano bacili con fiori)
Il tutto deponete
Sopra quei tavolini, e nella barca
Ritiratevi, amici.
FIORDILIGI E DORABELLA
Cos'è tal mascherata?
DESPINA
Animo, via, coraggio: avete perso
L'uso della favella?
(La barca s'allontana dalla sponda)
FERRANDO
Io tremo e palpito
Dalla testa alle piante.
GUILELMO
Amor lega le membra a vero amante.
DON ALFONSO
Da brave, incoraggiateli.
FIORDILIGI
(agli amanti)
Parlate.
DORABELLA
Liberi dite pur quel che bramate.
FERRANDO
Madama!
GUILELMO
Anzi, Madame!
FERRANDO
Parla pur tu.
GUILELMO
No, no, parla pur tu.
DON ALFONSO
Oh, cospetto del diavolo!
Lasciate tali smorfie
Del secolo passato. Despinetta,
Terminiam questa festa;
Fa tu con lei, quel ch'io farò con questa.

No. 22 Quartetto

DON ALFONSO
(prendendo per mano Dorabella)
La mano a me date,
(Despina prende Fiordiligi.)
Movetevi un po'!
(agli amanti)
Se voi non parlate,
Per voi parlerò.
Perdono vi chiede
Un schiavo tremante;
V'offese, lo vede,
Ma solo un istante;
Or pena, ma tace ...
FERRANDO E GUILELMO
Tace ...
(Gli amanti ripetono tutte ultime parole colla
stessa cantilena.)

DON ALFONSO
Or lasciavi in pace ...
FERRANDO E GUILELMO
In pace ...
DON ALFONSO
Non può quel che vuole,
Vorrà quel che può.
FERRANDO E GUILELMO
(Ripetono due intieri con un sospiro.)
Non può quel che vuole,
Vorrà quel che può.
DON ALFONSO
Su, via rispondete;
Guardate e ridete?
DESPINA
(si mette davanti le due donne)
Per voi la risposta
A loro darò.
(alle signore)
Quello che è stato, è stato,
Scordiamci del passato.
Rompasi omai quel laccio,
Segno di servitù.
A me porgete il braccio,
Nè sospirate più.
(Prende la mano di Dorabella, Don Alfonso quella di
Fiordiligi e fa rompere il laccio agli amanti, cui
mettono al braccio dei medesimi.)

DESPINA E DON ALFONSO
(sottovoce a parte)
Per carità, partiamo;
Quel che san far veggiamo.
Le stimo più del diavolo
S'ora non cascan giù.
(partono)

Scena Quinta

Guilelmo al braccio di Dorabella. Ferrando e
Fiordiligi senza darsi braccio.
(Fanno una piccola scena muta guardandosi, sospirando,
ridendo.)

Recitativo

FIORDILIGI
Oh che bella giornata!
FERRANDO
Caldetta anzi che no.
DORABELLA
Che vezzosi arboscelli!
GUILELMO
Certo, certo, son belli;
Han più foglie che frutti.
FIORDILIGI
Quei viali
Come sono leggiadri!
Volete passeggiar?
FERRANDO
Son pronto, o cara,
Ad ogni vostro cenno.
FIORDILIGI
Troppa grazia!
FERRANDO
(a Guilelmo, nel passare)
Eccoci alla gran crisi!
FIORDILIGI
Cosa gli avete detto?
FERRANDO
Eh, gli raccomandai
Di divertirla bene.
DORABELLA
Passeggiamo anche noi.
GUILELMO
Come vi piace
(Passeggiano. Dopo un momento di silenzio.)
Ahimè!
DORABELLA
Che cosa avete?
GUILELMO
Io mi sento sì male,
Sì male, anima mia,
Che mi par di morire.
DORABELLA
(da sè)
Non otterrà nientissimo.
(forte)
Saranno rimasugli
Del velen che beveste.
GUILELMO
(con fuoco)
Ah, che un veleno
Assai più forte io bevo
In que' crudi e focosi
Mongibelli amorosi!
(Gli altri due entrano in atto di passeggiare.)
DORABELLA
Sarà veleno calido;
Fatevi un poco fresco.
GUILELMO
Ingrata, voi burlate
Ed intanto io mi moro.
(da sè)
Son spariti;
Dove diamin son iti?
DORABELLA
Eh via, non fate.
GUILELMO
Io mi moro, crudele, e voi burlate?
DORABELLA
Io burlo?
GUILELMO
Dunque datemi qualche segno,
Anima bella, della vostra pietà.
DORABELLA
Due, se volete;
Dite quel che far deggio e lo vedrete.
GUILELMO
(da sè)
Scherza, o dice davvero?
(forte)
Questa picciola offerta
D'accettare degnatevi.
DORABELLA
Un core?
GUILELMO
Un core: è simbolo di quello
Ch'arde, languisce e spasima per voi.
DORABELLA
(da sè)
Che dono prezioso!
GUILELMO
L'accettate?
DORABELLA
Crudele,
Di sedur non tentate un cor fedele.
GUILELMO
(da sè)
La montagna vacilla;
Mi spiace, ma impegnato
È l'onor di soldato.
(a Dorabella)
V'adoro!
DORABELLA
Per pietà!
GUILELMO
Son tutto vostro!
DORABELLA
Oh Dei!
GUILELMO
Cedete, o cara!
DORABELLA
Mi farete morir.
GUILELMO
Morremo insieme,
Amorosa mia speme.
L'accettate?
DORABELLA
(con un sospiro)
L'accetto.
GUILELMO
(da sè)
Infelice Ferrando!
(forte)
Oh che diletto!

No. 23 Duetto

GUILELMO
Il core vi dono,
Bell'idolo mio;
Ma il vostro vo' anch'io:
Via, datelo a me.
DORABELLA
Mel date, lo prendo,
Ma il mio non vi rendo;
Invan mel chiedete,
Più meco ei non è.
GUILELMO
Se teco non l'hai,
Perchè batte qui?
DORABELLA
Se a me tu lo dai,
Che mai balza lì?
DORABELLA E GUILELMO
È il mio coricino
Che più non è meco;
Ei venne a star teco,
Ei batte così.
GUILELMO
(vuol mettere il cuore dove ha il ritratto di Ferrando)
Qui lascia che il metta.
DORABELLA
Ei qui non può star.
GUILELMO
T'intendo, furbetta.
(Le torce dolcemente la faccia dall'altra parte,
le cava il ritratto e vi mette il cuore.)

DORABELLA
Che fai?
GUILELMO
Non guardar.
DORABELLA
(da sè)
Nel petto un Vesuvio
D'avere mi par!
GUILELMO
(da sè)
Ferrando meschino!
Possibil non par.
(forte)
L'occhietto a me gira.
DORABELLA
Che brami?
GUILELMO
Rimira,
Se meglio può andar.
DORABELLA E GUILELMO
Oh, cambio felice
Di cori e d'affetti!
Che nuovi diletti,
Che dolce penar!
(Partono abbracciati.)

Scena Sesta

Entra Fiordiligi agitata, seguita da Ferrando.

Recitativo

FERRANDO
Barbara! Perchè fuggi?
FIORDILIGI
Ho visto un aspide,
Un idra, un basilisco!
FERRANDO
Ah, crudel, ti capisco!
L'aspide, l'idra, il basilisco
E quante i libici deserti
Han di più fiero in me solo tu vedi.
FIORDILIGI
È vero, è vero!
Tu vuoi tormi la pace.
FERRANDO
Ma per farti felice.
FIORDILIGI
Cessa di molestarmi!
FERRANDO
Non ti chiedo che un guardo.
FIORDILIGI
Partiti!
FERRANDO
Non sperarlo,
Se pria gli occhi men fieri a me non giri.
O ciel! Ma tu mi guardi e poi sospiri?

No. 24 Aria

FERRANDO
Ah, lo veggio: quell'anima bella
Al mio pianto resister non sa;
Non è fatta per esser rubella
Agli affetti di amica pietà.
In quel guardo, in quei cari sospiri
Dolce raggio lampeggia al mio cor:
Già rispondi a' miei caldi desiri,
Già tu cedi al più tenero amor.
Ma tu fuggi, spietata, tu taci
Ed invano mi senti languir?
Ah, cessate, speranze fallaci:
La crudel mi condanna a morir.
(parte)

Scena Settima

Recitativo

FIORDILIGI
(sola)
Ei parte ... senti ... ah no! Partir si lasci,
Si tolga ai sguardi miei l'infausto oggetto
Della mia debolezza. A qual cimento
Il barbaro mi pose! Un premio è questo
Ben dovuto a mie colpe!
In tale istante
Dovea di nuovo amante
I sospiri ascoltar? L'altrui querele
Dovea volger in gioco? Ah, questo core
A ragione condanni, o giusto amore!
Io ardo e l'ardor mio non è più effetto
D'un amor virtuoso; è smania, affanno,
Rimorso, pentimento,
Leggerezza, perfidia e tradimento!

No. 25 Rondo

FIORDILIGI
Per pietà, ben mio, perdona
All'error d'un'alma amante;
Fra quest'ombre e queste piante
Sempre ascoso, oh Dio, sarà.
Svenerà quest'empia voglia
L'ardir mio, la mia costanza,
Perderà la rimembranza
Che vergogna e orror mi fa.
A chi mai mancò di fede
Questo vano ingrato cor?
Si dovea miglior mercede,
Caro bene, al tuo candor!
( parte)

Scena Ottava

Ferrando e Guilelmo

Recitativo

FERRANDO
(lietissimo)
Amico, abbiamo vinto!
GUILELMO
Un ambo o un terno?
FERRANDO
Una cinquina, amico; Fiordiligi
È la modestia in carne.
GUILELMO
Nientemeno?
FERRANDO
Nientissimo; sta attento
E ascolta come fu.
GUILELMO
T'ascolto, di' pur su.
FERRANDO
Pel giardinetto,
Come eravam d'accordo,
A passeggiar mi metto;
Le do il braccio, si parla
Di mille cose indifferenti, alfine
Viensi all'amor.
GUILELMO
Avanti.
FERRANDO
Fingo labbra tremanti,
Fingo di pianger, fingo
Di morir al suo piè.
GUILELMO
Bravo assai per mia fè!
Ed ella?
FERRANDO
Ella da prima ride, scherza,
Mi burla.
GUILELMO
E poi?
FERRANDO
E poi
Finge di impietosirsi.
GUILELMO
Oh cospettaccio!
FERRANDO
Alfin scoppia la bomba,
Pura come colomba
Al suo caro Guilelmo ella si serba.
Mi discaccia superba,
Mi maltratta, mi fugge,
Testimonio rendendomi e messaggio
Che una femmina ell'è senza paraggio.
GUILELMO
Bravo tu, bravo io,
Brava la mia Penelope!
Lascia un po' ch'io ti abbracci
Per sì felice augurio,
O mio fido Mercurio!
FERRANDO
E la mia Dorabella?
Come s'è diportata?
Ah, non ci ho neppur dubbio.
(con trasporto)
Assai conosco
Quella sensibil alma.
GUILELMO
Eppur un dubbio,
Parlandoti a quattr'occhi,
Non saria mal, se tu l'avessi.
FERRANDO
Come?
GUILELMO
Dico così per dir!
(da sè)
Avrei piacere d'indorargli la pillola.
FERRANDO
Stelle! Cesse ella forse
Alle lusinghe tue? Ah, s'io potessi
Sospettarlo soltanto!
GUILELMO
È sempre bene
Il sospettare un poco in questo mondo.
FERRANDO
Eterni dei! Favella! A foco lento
Non mi far qui morir: ma no, tu vuoi
Prenderti meco spasso; ella non ama,
Non adora che me.
GUILELMO
Certo! Anzi in prova
Di suo amor, di sua fede,
Questo bel ritrattino ella mi diede.
FERRANDO
(furente)
Il mio ritratto! Ah, perfida!
(vuol partire)
GUILELMO
Ove vai?
FERRANDO
A trarle il cor dal scellerato petto
E a vendicar il mio tradito affetto.
GUILELMO
Fermati!
FERRANDO
(risoluto)
No, mi lascia!
GUILELMO
Sei tu pazzo?
Vuoi precipitarti
Per una donna che non val due soldi?
(da sè)
Non vorrei che facesse
Qualche corbelleria!
FERRANDO
Numi! Tante promesse,
E lagrime, e sospiri, e giuramenti,
In sì pochi momenti
Come l'empia obliò?
GUILELMO
Perbacco, io non lo so.
FERRANDO
Che fare or deggio?
A qual partito,
A qual idea m'appiglio?
Abbi di me pietà, dammi consiglio.
GUILELMO
Amico, non saprei
Qual consiglio a te dar.
FERRANDO
Barbara! Ingrata!
In un giorno! In poch'ore!
GUILELMO
Certo un caso quest'è da far stupore.

No. 26 Aria

GUILELMO
Donne mie, la fate a tanti,
Che, se il ver vi deggio dir,
Se si lagnano gli amanti
Li comincio a compatir.
Io vo' bene al sesso vostro,
Lo sapete, ognun lo sa;
Ogni giorno ve lo mostro,
Vi do segno (marche) d'amistà.
Ma quel farla a tanti e tanti,
M'avvilisce in verità.
Mille volte il brando presi
Per salvar il vostro onor;
Mille volte vi difesi
Colla bocca e più col cor.
Ma quel farla a tanti e tanti
È un vizietto seccator.
Siete vaghe, siete amabili,
Più tesori il ciel vi die
E le grazie vi circondano
Dalla testa fino ai piè.
Ma la fate a tanti e tanti
Che credibile non è,
Che, se gridano gli amanti,
Hanno certo un gran perchè.
(parte)

Scena Nona

Ferrando solo, poi Don Alfonso e Guilelmo
che parlano in fondo.

Recitativo

FERRANDO
In qual fiero contrasto,
In qual disordine
Di pensieri e di affetti io mi ritrovo!
Tanto insolito e novo è il caso mio,
Che non altri, non io
Basto per consigliarmi ... Alfonso, Alfonso,
Quanto rider vorrai
Della mia stupidezza!
Ma mi vendicherò, saprò dal seno
Cancellar quell'iniqua ...
Cancellarla?
Troppo, oh Dio, questo cor per lei mi parla.

No. 27 Cavatina

FERRANDO
Tradito, schernito
Dal perfido cor,
Io sento che ancora
Quest'alma l'adora,
Io sento per essa
Le voci d'amor.

Recitativo

DON ALFONSO
Bravo, questa è costanza.
FERRANDO
Andate, o barbaro;
Per voi misero sono.
DON ALFONSO
Via, se sarete buono
Vi tornerò l'antica calma.
Udite:
(mostrando Guilelmo)
Fiordiligi a Guilelmo
Si conserva fedel,
E Dorabella infedel a voi fu.
FERRANDO
Per mia vergogna.
GUILELMO
Caro amico, bisogna
Far delle differenze in ogni cosa;
Ti pare che una sposa
Mancar posse a un Guilelmo?
Un picciol calcolo,
Non parlo per lodarmi,
Se facciamo tra noi ...
Te vedi, amico,
Che un poco più di merto ...
DON ALFONSO
Eh, anch'io lo dico.
GUILELMO
Intanto mi darete
Cinquanta zecchinetti.
DON ALFONSO
Volentieri;
Pria però di pagar, vo' che facciamo
Qualche altra esperienza.
GUILELMO
Come?
DON ALFONSO
Abbiate pazienza, infin domani
Siete entrambi miei schiavi;
A me voi deste parola da soldati,
Di far quel ch'io dirò. Venite, io spero
Mostrargli ben, che folle è quel cervello
Che sulla frasca ancor vende l'uccello.
(partono)

Scena Decima

Camera con diverse porte, specchio e tavolini.
Dorabella e Despina, poi Fiordiligi.

Recitativo

DESPINA
Ora vedo che siete
Una donna di garbo.
DORABELLA
Invan, Despina,
Di resister tentai: quel demonietto
Ha un artifizio, un eloquenza, un tratto,
Che ti fa cader giù se sei di sasso.
DESPINA
Corpo di satanasso!
Questo vuol dir saper! Tanto di raro
Noi povere ragazze
Abbiamo un po' di bene,
Che bisogna pigliarlo allor ch'ei viene.
Ma ecco la sorella.
Che ceffo!
FIORDILIGI
Sciagurate!
Ecco per colpa vostra
In che stato mi trovo!
DESPINA
Cosa è nato,
Cara madamigella?
DORABELLA
Hai qualche mal, sorella?
FIORDILIGI
Ho il diavolo, che porti me,
Te, lei, Don Alfonso, i forestieri
E quanti pazzi ha il mondo.
DORABELLA
Hai perduto il giudizio?
FIORDILIGI
Peggio, peggio,
Inorridisci: io amo, e l'amor mio
Non è sol per Guilelmo.
DESPINA
Meglio, meglio!
DORABELLA
È che forse anche tu se' innamorata
Del galante biondino?
FIORDILIGI
(sospirando)
Ah, purtroppo per noi!
DESPINA
Ma brava!
DORABELLA
Tieni
Settantamila baci:
Tu il biondino, io il brunetto,
Eccoci entrambe spose!
FIORDILIGI
Cosa dici?
Non pensi agli infelici
Che stamane partir?
Ai loro pianti?
Alla lor fedeltà tu più non pensi?
Così barbari sensi
Dove, dove apprendesti?
Sì diversa da te come ti festi?
DORABELLA
Odimi: sei tu certa
Che non muoiano in guerra
I nostri vecchi amanti? E allora? Entrambe
Resterem colle man piene di mosche.
Tra un ben certo, e un incerto
C'è sempre gran divario.
FIORDILIGI
E se poi torneranno?
DORABELLA
Se torneran, lor danno!
Noi saremo allor mogli,
Noi saremo lontane mille miglia.
FIORDILIGI
Ma non so, come mai
Si può cangiar in un sol giorno un core.
DORABELLA
Che domanda ridicola!
Siam donne!
E poi, tu com'hai fatto?
FIORDILIGI
Io saprò vincermi.
DESPINA
Voi non saprete nulla.
FIORDILIGI
Farò che tu lo veda.
DORABELLA
Credi, sorella, è meglio che tu ceda.

No. 28 Aria

DORABELLA
È amore un ladroncello,
Un serpentello
È amor.
Ei toglie e dà la pace,
Come gli piace,
Ai cor.
Per gli occhi al seno appena
Un varco aprir si fa
Che l'anima incatena
E toglie libertà.
Porta dolcezza e gusto,
Se tu lo lasci far,
Ma t'empie di disgusto
Se tenti di pugnar.
Se nel tuo petto ei siede,
S'egli ti becca qui,
Fa' tutto quel ch'ei chiede,
Che anch'io farò così.
(Dorabella e Despina partono.)

Scena Undicesima

Fiordiligi sola, poi Guilelmo, Ferrando e Don Alfonso,
che stanno in un'altra camera, che si vede per la
porta della prima, poi Despina.

Recitativo

FIORDILIGI
Come tutto congiura
A sedurre il mio cor! Ma no! Si mora,
E non si ceda! Errai quando alla suora
Io mi scopersi ed alla serva mia;
Esse a lui diran tutto, ed ei più audace
Fia di tutto capace; agli occhi miei
Mai più non comparisca! A tutti i servi
Minaccerò il congedo
Se lo lascian passar; veder nol voglio,
Quel seduttor.
GUILELMO
Bravissima,
La mia casta Artemisia; la sentite?
FIORDILIGI
Ma potria Dorabella
Senza saputa mia ... piano, un pensiero
Per la mente mi passa; in casa mia
Restar molte uniformi
Di Guilelmo e Ferrando: ardir!
Despina! Despina!
DESPINA
(entrando)
Cosa c'è?
FIORDILIGI
Tieni un po' questa chiave e senza replica,
Senza replica alcuna,
Prendi nel guardaroba, e qui mi porta
Due spade, due cappelli e due vestiti
De' nostri sposi.
DESPINA
E che volete fare?
FIORDILIGI
Vanne, non replicare.
DESPINA
(da sè)
Comanda in abregè donna Arroganza.
(parte)
FIORDILIGI
Non c'è altro; ho speranza
Che Dorabella stessa
Seguirà il bell'esempio;
Al campo, al campo!
Altra strada non resta
Per serbarci innocenti.
DON ALFONSO
(da sè)
Ho capito abbastanza.
(a Despina, che ritorna)
Vanne pur, non temer.
DESPINA
Eccomi.
FIORDILIGI
Vanne
Sei cavalli di posta
Voli un servo a ordinar; di' a Dorabella
Che parlarle vorrei.
DESPINA
Sarà servita.
(da sè)
Questa donna mi par di senno uscita.
(parte)

Scena Dodicesima

Fiordiligi, poi Ferrando; Guilelmo e Don Alfonso
restano nell'altra camera.

Recitativo

FIORDILIGI
L'abito di Ferrando
Sarà buono per me; può Dorabella
Prender quel di Guilelmo. In questi arnesi
Raggiungerem gli sposi nostri.
Al loro fianco pugnar potremo
E morir, se fa d'uopo.
(Si cava quello che tiene in testa.)
Ite in malora
Ornamenti fatali, io vi detesto.
GUILELMO
(da sè)
Si può dar un amor simile a questo?
FIORDILIGI
Di tornar non sperate alla mia fronte
Pria ch'io qui torni col mio ben;
In vostro loco porrò questo cappello.
Oh, come ei mi trasforma le sembianze e il viso!
Come appena io medesma or mi ravviso!

No. 29 Duetto

FIORDILIGI
Fra gli amplessi in pochi istanti
Giungerò del fido sposo;
Sconosciuta a lui davanti
In quest'abito verrò.
Oh, che gioia il suo bel core
Proverà nel ravvisarmi!
FERRANDO
Ed intanto di dolore
Meschinello io mi morrò.
FIORDILIGI
Cosa veggio? Son tradita!
Deh, partite!
FERRANDO
Ah no, mia vita!
Con quel ferro di tua mano
Questo cor tu ferirai,
E se forza, oh Dio, non hai,
Io la man ti reggerò.
(Prende la spada dal tavolino, la sfodera.)
FIORDILIGI
Taci, ahimè! Son abbastanza
Tormentata ed infelice!
Ah, che omai la mia costanza
A quei sguardi, a quel che dice,
Incomincia a vacillar!
FERRANDO
Ah, che omai la sua costanza
A quei sguardi, a quel che dice,
Incomincia a vacillar.
FIORDILIGI
Sorgi, sorgi!
FERRANDO
Invan lo credi.
FIORDILIGI
Per pietà, da me che chiedi?
FERRANDO
Il tuo cor o la mia morte.
FIORDILIGI
Ah, non son, non son più forte!
FERRANDO
(le prende la mano e gliela bacia)
Cedi, cara!
FIORDILIGI
Dei, consiglio!
FERRANDO
(tenerissimamente)
Volgi a me pietoso il ciglio:
In me sol trovar tu puoi
Sposo, amante e più, se vuoi;
Idol mio, più non tardar.
FIORDILIGI
(tremando)
Giusto ciel! Crudel, hai vinto;
Fa' di me quel che ti par.
(Don Alfonso trattiene Guilelmo che vorrebbe uscire.)
FERRANDO E FIORDILIGI
Abbracciamci, o caro bene,
E un conforto a tante pene
Sia languir di dolce affetto,
Di diletto
Sospirar!
(partono)

Scena Tredicesima

Guilelmo e Don Alfonso, poi Ferrando, indi Despina

Recitativo

GUILELMO
Oh poveretto me, cosa ho veduto!
Cosa ho sentito mai!
DON ALFONSO
Per carità, silenzio!
GUILELMO
Mi pelerei la barba,
Mi grafferei la pelle
E darei colle corna entro le stelle.
Fu quella Fiordiligi, la Penelope,
L'Artemisia del secolo! Briccona,
Assassina, furfante, ladra, cagna!
DON ALFONSO
Lasciamolo sfogar.
FERRANDO
(entrando)
Ebben!
GUILELMO
Dov'è?
FERRANDO
Chi? La tua Fiordiligi?
GUILELMO
La mia Fior, fior di diavolo,
Che strozzi lei prima e dopo me!
FERRANDO
Tu vedi bene:
V'han delle differenze in ogni cosa;
(ironicamente)
Un poco di più merto ...
GUILELMO
Ah, cessa, cessa
Di tormentarmi ed una via piuttosto
Studiam di castigarle
Sonoramente.
DON ALFONSO
Io so qual'è: sposarle.
GUILELMO
Vorrei sposar piuttosto
La barca di Caronte!
FERRANDO
La grotta di Vulcano.
GUILELMO
La porta dell'inferno.
DON ALFONSO
Dunque restate celibi in eterno.
FERRANDO
Mancheran forse donne
Ad uomin come noi?
DON ALFONSO
Non c'è abbondanza d'altro.
Ma l'altre che faran,
Se ciò fer queste?
In fondo, voi le amate
Queste vostre cornacchie spennacchiate.
GUILELMO
Ah, purtroppo!
FERRANDO
Purtroppo!
DON ALFONSO
Ebben, pigliatele
Com'elle son; natura non potea
Fare l'eccezione, il privilegio
Di creare due donne d'altra pasta
Per i vostri bei musi; in ogni cosa
Ci vuol filosofia. Venite meco;
Di combinar le cose
Studierem la maniera.
Vo' che ancor questa sera
Doppie nozze si facciano;
Frattanto un'ottava ascoltate:
Felicissimi voi, se la imparate.

No. 30 Andante

DON ALFONSO
Tutti accusan le donne
Ed io le scuso.
Se mille volte al dì cangiano amore;
Altri un vizio lo chiama, ed altri un uso,
Ed a me par necessità del core.
L'amante che si trova alfin deluso,
Non condanni l'altrui,
Ma il proprio errore.
Giacchè giovani, vecchie e belle e brutte,
Ripetete con me:
Così fan tutte!
FERRANDO, GUILELMO E DON ALFONSO
Così fan tutte!

Scena Quattordicesima

I suddetti; Despina.

Recitativo

DESPINA
Vittoria, padroncini!
A sposarvi disposte
Son le care madame; a nome vostro
Loro io promisi che in tre giorni circa
Partiranno con voi; l'ordin mi diero
Di trovar un notaio
Che stipuli il contratto; alla lor camera
Attendendo vi stanno.
Siete così contenti?
FERRANDO, GUILELMO E DON ALFONSO
Contentissimi.
DESPINA
Non è mai senz'effetto
Quand'entra la Despina in un progetto.
(partono)

Scena Quindicesima

Sala ricchissima illuminata. Orchestra in fondo;
tavola per quattro persone con doppieri d'argento.
Quattro servi riccamente vestiti.
Despina, servitori e suonatori, poi Don Alfonso.

No. 31 Finale

DESPINA
Fate presto, o cari amici,
Alle faci il foco date
E la mensa preparate
Con ricchezza e nobiltà.
Delle nostre padroncine
Gli imenei son già disposti
E voi gite ai vostri posti
Finchè i sposi vengon qua.
CORO DI SERVI E SUONATORI
Facciam presto, o cari amici
Alle faci il foco diamo
E la mensa prepariamo
Con ricchezza e nobiltà.
DON ALFONSO
Bravi, bravi! Ottimamente!
Che abbondanza!
Che eleganza!
Una mancia conveniente
L'un e l'altro a voi darà.
(Mentre Don Alfonso canta, i suonatori accordono.)
Le due coppie omai s'avanzano;
Fate plauso al loro arrivo:
Lieto canto e suon giulivo
Empia il ciel d'ilarità.
DESPINA E DON ALFONSO
(piano, partendo per diverse porte)
La più bella commediola
Non s'è vista, o si vedrà!

Scena Sedicesima

I suddetti; Fiordiligi, Dorabella, Ferrando, Guilelmo.
CORO
Benedetti i doppi coniugi
E le amabili sposine!
Splenda lor il ciel benefico,
Ed a guisa di galline
Sien di figli ognor prolifiche
Che le agguaglino in beltà.
FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUILELMO
Come par che qui prometta
Tutto gioia e tutto amore!
Della cara Despinetta
Certo il merito sarà.
Raddoppiate il lieto suono,
Replicate il dolce canto
E noi qui seggiamo intanto
In maggior giovialità.
(Il coro parte; restano quattro servitori per servire gli
sposi che si mettono alla tavola.)

FERRANDO E GUILELMO
Tutto, tutto, o vita mia,
Al mio foco or ben risponde.
FIORDILIGI E DORABELLA
Pel mio sangue l'allegria
Cresce, cresce e si diffonde.
FERRANDO E GUILELMO
Sei pur bella!
FIORDILIGI E DORABELLA
Sei pur vago!
FERRANDO E GUILELMO
Che bei rai!
FIORDILIGI E DORABELLA
Che bella bocca!
FERRANDO E GUILELMO
Tocca e bevi!
FIORDILIGI E DORABELLA
Bevi e tocca!
(Toccando i bicchieri.)
FIORDILIGI, DORABELLA E FERRANDO
E nel tuo, nel mio bicchiero
Si sommerga ogni pensiero
E non resti più memoria
Del passato ai nostri cor.
(bevono)
GUILELMO
(da sè)
Ah, bevessero del tossico,
Queste volpi senza onor!

Scena Diciassettesima

I suddetti; Don Alfonso, poi Despina da notaio.
DON ALFONSO
Miei signori, tutto è fatto;
Col contratto nuziale
Il notaio è sulle scale
E ipso fatto qui verrà.
FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUILELMO
Bravo, bravo. Passi subito!
DON ALFONSO
Vo a chiamarlo. Eccolo qua.
DESPINA
(Con voce nasale)
Augurandovi ogni bene,
Il notaio Beccavivi
Coll'usata a voi sen viene
Notariale dignità,
E il contratto stipulato
Colle regole ordinarie
Nelle forme giudiziarie,
Pria tossendo,
Poi sedendo
Clara voce leggerà.
FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUILELMO
Bravo, bravo in verità!
DESPINA
Per contratto
Da me fatto,
Si congiunge in matrimonio
Fiordiligi con Sempronio
E con Tizio Dorabella,
Sua legittima sorella;
Quelle, dame ferraresi,
Questi, nobili albanesi.
E per dote e contradote ...
FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUILELMO
Cose note, cose note!
Vi crediamo,
Ci fidiamo,
Soscriviam, date pur qua.
DESPINA E DON ALFONSO
Bravi, bravi in verità!
(La carta resta in mano di Don Alfonso.
Si sente un gran suono di tamburo.)

CORO
(di dentro)
Bella vita militar!
Ogni dì si cangia loco;
Oggi molto e doman poco,
Ora in terra ed or sul mar.
FIORDILIGI, DORABELLA, DESPINA, FERRANDO E GUILELMO
Che rumor, che canto è questo?
DON ALFONSO
State cheti; io vo a guardar.
(va alla finestra)
Misericordia!
Numi del cielo!
Che caso orribile!
Io tremo! Io gelo!
Gli sposi vostri ...
FIORDILIGI E DORABELLA
Lo sposo mio ...
DON ALFONSO
In questo istante
Tornaro, oh Dio!
Ed alla riva
Sbarcano già!
FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUILELMO
Cosa mai sento!
Barbare stelle!
In tal momento
Che si farà?
FIORDILIGI E DORABELLA
Presto partite,
Presto fuggite:
(I servi portano via la tavola e i suonatori
partono in furia.)

Là, là celatevi,
Per carità!
DESPINA, FERRANDO, GUILELMO E DON ALFONSO
Ma se ci (li) veggono?
Ma se ci (li) incontrano?
(Don Alfonso conduce Despina in una camera;
Fiordiligi e Dorabella conducono gli amanti in un'altra.
Gli amanti escono non veduti e partono.)

FIORDILIGI E DORABELLA
Numi, soccorso!
Numi, consiglio!
Chi dal periglio
Ci salverà?
DON ALFONSO
Rasserenatevi,
Ritranquillatevi;
In me fidatevi,
Ben tutto andrà.
FIORDILIGI E DORABELLA
Mille barbari pensieri
Tormentando il cor mi vanno;
Se discoprono l'inganno
Ah, di noi che mai sarà?

Scena Ultima

Fiordiligi e Dorabella, Ferrando e Guilelmo con
mantelli e cappelli militari, Despina in camera, e Don Alfonso.

FERRANDO E GUILELMO
Sani e salvi, agli amplessi amorosi
Delle nostre fidissime amanti
Ritorniamo di gioia esultanti
Per dar premio alla lor fedeltà!
DON ALFONSO
Giusti Numi! Guilelmo! Ferrando!
Oh, che giubilo! Qui? Come e quando?
FERRANDO E GUILELMO
Richiamati da regio contrordine,
Pieno il cor di contento e di gaudio,
Ritorniamo alle spose adorabili,
Ritorniamo alla vostra amistà.
GUILELMO
(a Fiordiligi)
Ma cos'è quel pallor, quel silenzio?
FERRANDO
(a Dorabella)
L'idol mio perchè mesto si sta?
DON ALFONSO
Dal diletto confuse ed attonite
Mute mute si restano là.
FIORDILIGI E DORABELLA
(Ah, che al labbro le voci mi mancano;
Se non moro un prodigio sarà.)
GUILELMO
(I servi portano un baule.)
Permettete che sia posto
Quel baul in quella stanza.
Dei, che veggio!
Un uom nascosto!
Un notaio! Qui che fa?
DESPINA
(esce senza cappello)
No, signor, non è un notaio;
È Despina mascherata
Che dal ballo or è tornata
E a spogliarsi or venne qua.
FERRANDO E GUILELMO
(da sè)
Una furba uguale a questa
Dove mai si troverà?
DESPINA
Una furba che m'agguagli
Dove mai si troverà?
FIORDILIGI E DORABELLA
La Despina? La Despina?
Non capisco come va.
(Don Alfonso lascia cadere accortamente il contratto
sottoscritto dalle donne.)

DON ALFONSO
(piano agli amanti)
Già cader lasciai le carte;
Raccoglietele con arte.
(Ferrando raccoglie il contratto.)
FERRANDO
Ma che carte sono queste?
GUILELMO
Un contratto nuziale!
FERRANDO E GUILELMO
Giusto ciel! Voi qui scriveste,
Contraddirci omai non vale!
Tradimento, tradimento!
Ah, si faccia il scoprimento
E a torrenti, a fiumi, a mari
Indi il sangue scorrerà!
(Vanno per entrare nell'altra camera; le donne li
arrestano)

FIORDILIGI E DORABELLA
Ah, signor, son rea di morte
E la morte io sol vi chiedo;
Il mio fallo tardi vedo;
Con quel ferro un sen ferite
Che non merita pietà!
FERRANDO E GUILELMO
Cosa fu?
FIORDILIGI E DORABELLA
(additando Despina e Don Alfonso)
Per noi favelli
Il crudel, la seduttrice!
DON ALFONSO
Troppo vero è quel che dice
E la prova è chiusa lì!
(Accenna la camera dov'erano entrati prima gli
amanti. Ferrando e Guilelmo entrano in camera.)

FIORDILIGI E DORABELLA
Dal timor io gelo, io palpito,
Perchè mai li discoprì!
(Ferrando e Guilelmo escono dalla camera, senza
cappelli, senza mantelli e senza mustacchi, ma coll'abito
finto e burlano in modo ridicolo le amanti e
Despina.)

FERRANDO
(a Fiordiligi)
A voi s'inchina,
Bella damina,
Il cavaliere dell'Albania!
GUILELMO
(a Dorabella)
Il ritrattino
Pel coricino
Ecco, io le rendo, signora mia!
FERRANDO E GUILELMO
(a Despina)
Ed al magnetico signor dottore
Rendo l'onore
Che meritò!
FIORDILIGI, DORABELLA E DESPINA
Stelle, che veggo!
FERRANDO, GUILELMO E DON ALFONSO
Son stupefatte!
FIORDILIGI, DORABELLA E DESPINA
Al duol non reggo!
FERRANDO, GUILELMO E DON ALFONSO
Son mezze matte!
FIORDILIGI E DORABELLA
(accennando Don Alfonso)
Ecco là il barbaro
Che c'ingannò!
DON ALFONSO
V'ingannai, ma fu l'inganno
Disinganno ai vostri amanti,
Che più saggi omai saranno,
Che faran quel ch'io vorrò.
(li unisce e li fa abbracciare)
Qua le destre, siete sposi,
Abbracciatevi e tacete,
Tutti quattro ora ridete,
Ch'io già risi e riderò.
FIORDILIGI E DORABELLA
Idol mio, se questo è vero,
Colla fede e coll'amore
Compensar saprò il tuo core,
Adorarti ognor saprò.
FERRANDO E GUILELMO
Te lo credo, gioia bella,
Ma la prova far non vo'.
DESPINA
Io non so se veglio o sogno,
Mi confondo, mi vergogno;
Manco mal, se a me l'han fatta,
Ch'a molt'altri anch'io la fo.
TUTTI
Fortunato l'uom che prende
Ogni cosa per buon verso
E tra i casi e le vicende
Da ragion guidar si fa.
Quel che suole altrui far piangere
Fia per lui cagion di riso
E del mondo in mezzo ai turbini
Bella calma troverà.
Fine

 


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1:51:12 AM, 1 August 2014
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