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Mozart
Don Giovanni
Synopsis
Title Page
Act 1
Act 2
AttoSecondo / Act II

Scena I
Strada.
(Don Giovanni e Leporello)

No.14: Duetto

Don Giovanni
Eh via, buffone, non mi seccar.

Leporello
No, no, padrone, non vo’ restar.

Don Giovanni
Sentimi, amico.

Leporello
Vo’ andar, vi dico.

Don Giovanni
Ma che ti ho fatto che vuoi lasciarmi?

Leporello
Oh niente affatto! quasi ammazzarmi!

Don Giovanni
Va’ che sei matto! fu per burlar.

Leporello
Ed io non burlo, ma voglio andar.

Don Giovanni
Eh via, buffone, sentimi, amico! Va’ che sei matto! non mi seccar! ecc.

Leporello
No, no, padrone! Vo’ andar, vi dico. No, non vo’ restar. ecc. Si, sì, si, vogl’andar, ecc.
(Va per partire.)

Recitativo

Don Giovanni
Leporello!

Leporello
Signore?

Don Giovanni
Vien qui, facciamo pace: prendi…

Leporello
Cosa?

Don Giovanni (gli da del danaro)
Quattro doppie.

Leporello
Oh, sentite, per questa volta la cerimonia accetto. Ma non vi ci avvezzate: non credeste
di sedurre i miei pari, come le donne, a forza di danari.

Don Giovanni
Non parliam più di ciò; ti basta l’animo di far quel ch’io ti dico?

Leporello
Purché lasciam le donne.

Don Giovanni
Lasciar le donne! pazzo! Lasciar le donne! Sai ch’elle per me son necessarie più del pan che mangio, più dell’aria che spiro!

Leporello
E avete core d’ingannarle poi tutte?

Don Giovanni
È tutto amore.
Chi a una sola è fedele,
verso l’altre è crudele;
io, che in me sento
sì esteso sentimento,
vo’ bene a tutte quante. Le donne poi che calcolar non sanno,
il mio buon natural chiamano inganno.

Leporello
Non ho veduto mai naturale più vasto, e più benigno. Orsù, cosa vorreste?

Don Giovanni
Odi, vedesti tu la cameriera di Donna Elvira?

Leporello
Io no.

Don Giovanni
Non hai veduto qualche cosa di bello, caro il mio Leporello: ora io con lei vo’tentar la mia sorte; ed ho pensato, già che siam verso sera, per aguzzarle meglio l’appetito, di presentarmi a lei col tuo vestito.

Leporello
E perché non potreste presentarvi col vostro?

Don Giovanni
Han poco credito con gente di tal rango
gli abiti signorili.
(Si cava  il proprio abito e si mette quello di Leporello)
Sbrigati… via…

Leporello
Signor, per più ragioni…

Don Giovanni
Finiscila, non soffro opposizioni!

(Si fa notte a poco a poco. Donna Elvira appare alla finestra.)
 

Scena II

No.15: Terzetto

Donna Elvira
Ah! taci, ingiusto core, non palpitarmi in seno. è un empio, è un traditore, è colpa aver pietà.

Leporello
Zitto! di Donna Elvira, signor, la voce io sento!

Don Giovanni
Cogliere io vo’ il momento; tu fermati un po’là!
(si mette dietro Leporello e parla a Donna Elvira)
Elvira, idolo mio.

Donna Elvira
Non è costui l’ingrato?

Don Giovanni
Sì, vita mia, son io, e chiedo carità.

Donna Elvira
(Numi, che strano affetto mi si risveglia in petto!)

Leporello
(State a veder la pazza, che ancor gli crederà!)

Don Giovanni
Discendi, o gioia bella:
vedrai che tu sei quella
che adora l’alma mia.
Pentito io sono già.

Donna Elvira
No, non ti credo, o barbaro!

Don Giovanni (con trasporto e quasi piangendo)
Ah credimi, o m’uccido!

Leporello (piano a Don Giovanni)
Se seguitate, io rido.

Don Giovanni
Idolo mio, vien qua!

Donna Elvira
(Dei! che cimento è questo!
Non so s’io vado, o resto.
Ah! proteggete voi la mia credulità, ecc.)

Don Giovanni
(Spero che cada presto!
Che bel colpetto è questo;
più fertile talento del mio, no, non si dà, ecc.)

Leporello
(Già quel mendace labbro torna a sedur costei;
deh! proteggete, oh Dei, la sua credulità, ecc.)

(Donna Elvira parte dalla finestra)

Recitativo

Don Giovanni
Amico, che ti par?

Leporello
Mi par che abbiate un’anima di bronzo.

Don Giovanni
Va’ là, che sei il gran gonzo! Ascolta bene: quando costei qui viene, tu corri ad abbracciarla falle quattro carezze, fingi la voce mia, poi con bell’arte cerca teco condurla in altra parte.

Leporello
Ma signore…

Don Giovanni
Non più repliche!

Leporello
Ma se poi mi conosce?

Don Giovanni
Non ti conoscerà, se tu non vuoi.
Zitto, ell’apre: ehi, giudizio.
(Va in disparte.)

Scena III

Donna Elvira (uscendo dalla locanda)
Eccomi a voi!

Don Giovanni
(Veggiamo che farà.)

Leporello
(Che imbroglio!)

Donna Elvira
Dunque creder potrò che i pianti miei abbian vinto quel cor? Dunque pentito l’amato on Giovanni al suo dovere e all’amor mio ritorna?

Leporello
Si, carina!

Donna Elvira
Crudele! Se sapeste quante lagrime e quanti sospir voi mi costate!

Leporello
Io, vita mia?

Donna Elvira
Voi.

Leporello
Poverina! quanto mi dispiace!

Donna Elvira
Mi fuggirete più?

Leporello
No, muso bello.

Donna Elvira
Sarete sempre mio?

Leporello
Sempre.

Donna Elvira
Carissimo!

Leporello
Carissima! (La burla mi da gusto.)

Donna Elvira
Mio tesoro!

Leporello
Mia Venere!

Donna Elvira
Son per voi tutta foco!

Leporello
Io tutto cenere.

Don Giovanni
 (Il birbo si riscalda!)

Donna Elvira
E non m’ingannerete?

Leporello
No, sicuro.

Donna Elvira
Giuratemi.

Leporello
Lo giuro a questa mano che bacio con trasporto, a quei bei lumi…

Don Giovanni (finge di uccider qualcheduno colla spada alla mano)
Ih! Eh! Ah! Ah! sei morto!

Donna Elvira e Leporello
Oh! Numi!
(Fuggono.)

Don Giovanni
Ih! Eh! Ih! Ah! Ah!
Purchè la sorte mi secondi: veggiamo: le finestre son queste: ora cantiamo.

No.16: Canzonetta

Deh, vieni alla finestra, o mio tesoro,
deh, vieni a consolar il pianto mio.
Se neghi a me di dar qualche ristoro,
davanti agli occhi tuoi morir vogl’io.
Tu ch’hai la bocca dolce più che il miele,
tu che il zucchero porti in mezzo al core,
non esser, gioia mia, con me crudele,
lasciati almen veder, mio bell’amore!

Recitativo

V’è gente alla finestra! Sarà dessa. Zì, zì…

Scena IV
Entra Masetto armato d’archibuso e pistola, e dei contadini.

Masetto
Non ci stanchiamo; il cor mi dice che trovarlo dobbiamo!

Don Giovanni
(Qualcuno parla.)

Masetto
Fermatevi: mi pare che alcuno qui si muova!

Don Giovanni
(Se non fallo è Masetto.)

Masetto
Chi va là?... Non risponde. Animo! schioppo al muso! Chi va là?

Don Giovanni
(Non è solo: ci vuol giudizio!)
(cercando d’imitar la voce di Leporello)
Amici…
(Non mi voglio scoprir.) Sei tu, Masetto?

Masetto
Appunto quello! e tu?

Don Giovanni
Non mi conosci? Il servo son io di Don Giovanni.

Masetto
Leporello! Servo di quell’indegno cavaliere!

Don Giovanni
Certo, di quel briccone…

Masetto
Di quell’uom senza onore…
Ah, dimmi un poco dove possiam trovarlo:
lo cerco con costor per trucidarlo.

Don Giovanni
(Bagatelle!) Bravissimo Masetto!
Anch’io con voi m’unisco
per fargliela a quel birbo di padrone.
Ma udite un po’ qual è la mia intenzione.

No.17: Aria

Metà di voi qua vadano,
e gli altri vadan là.
E pian pianin lo cerchino,
lontan non fia di qua.
Se un uom e una ragazza
passeggian per la piazza,
se sotto a una finestra
fare all’amor sentite,
ferite pur, ferite:
il mio padron sarà.
In testa egli ha un cappello
con candidi pennacchi,
addosso un gran mantello,
e spada al fianco egli ha, ecc.
Andate, fate presto! (a Masetto, mentre i contadini partono)
Tu sol verrai con me.
Noi far dobbiamo il resto,
e già vedrai cos’è.

(Prende seco Masetto e parte)

Scena V
(Ritorna in scena Don Giovanni, conducendo seco per la mano Masetto.)
 
Recitativo

Zitto! Lascia ch’io senta: ottimamente. Dunque dobbiamo ucciderlo?

Masetto
Sicuro.

Don Giovanni
E non ti basteria rompergli l’ossa, fracassargli le spalle…

Masetto
No, no, voglio ammazzarlo. Vo’ farlo in cento brani…

Don Giovanni
Hai buon’arme?

Masetto
Cospetto!
Ho pria questo moschetto, e poi questa pistola…
(Da il moschetto e la pistola a Don Giovanni)

Don Giovanni
E poi?

Masetto
Non basta?

Don Giovanni
Eh, basta, certo! or prendi:
(battendo Masetto col rovescio della spada)
Questa per la pistola, questa per il moschetto…

Masetto
Ahi! ahi! soccorso!

Don Giovanni
Taci, o t’uccido! Questa per ammazzarlo,
e questa per farlo in brani
villano, mascalzon, ceffo da cani!
(Parte.)
 

Scena VI

Recitativo

Masetto (gridando forte) Ahi! ahi! la testa mia! Ahi! ahi! le spalle, e il petto!

Zerlina (entrando)
Di sentire mi parve la voce di Masetto.

Masetto
Oh Dio! Zerlina, Zerlina mia, soccorso!

Zerlina
Cosa è stato?

Masetto
L’iniquo! lo scellerato mi ruppe l’ossa e i nervi!

Zerlina
Oh, poveretta me! chi?

Masetto
Leporello! o qualche diavol che somiglia a lui.

Zerlina
Crudel! non tel diss’io, che con questa tua pazza gelosia ti ridurresti a qualche brutto passo? Dove ti duole?

Masetto
Qui.

Zerlina
E poi?

Masetto
Qui… e ancora… qui…

Zerlina
E poi non ti duol altro?

Masetto
Duolmi un poco questo piè, questo braccio, e questa mano.

Zerlina
Via, via, non è gran mal, se il resto è sano. Vientene meco a casa: purché tu mi prometta d’essere men geloso, io ti guarirò, caro il mio sposo.

No.18: Aria

Vedrai, carino, se sei buonino,
che bel rimedio ti voglio dar.
È naturale, non dà disgusto,
e lo speziale non lo sa far.
È un certo balsamo che porto addosso:
dare te’l posso, se’l vuoi provar.
Saper vorresti dove mi sta?
Sentilo battere…
(facendogli toccar il core.)
… toccami qua!
(Parte con Masetto.)

Scena VII
Atrio terreno oscuro con tre porte in casa di Donna Anna.

Recitativo

Leporello
Di molte faci il lume s’avvicina o mio ben: stiamci qui ascosi, finché da noi si scosta.

Donna Elvira
Ma che temi, adorato mio sposo?

Leporello
Nulla, nulla… certi riguardi…io vo’ veder se il lume è già lontano. (Ah, come da costei liberarmi!) Rimanti, anima bella.
(S’allontana.)

Donna Elvira
Ah non lasciarmi!

No.19: Sestetto

Donna Elvira
Sola, sola, in buio loco,
palpitar il cor io sento,
e m’assale un tal spavento
che mi sembra di morir.

Leporello (andando a tentone)
(Più che cerco, men ritrovo
questa porta sciagurata!
Piano piano: l’ho trovata,
ecco il tempo di fuggir.)
(Sbaglia la porta.)

(Donna Anna e Don Ottavi entrano.)
 
Don Ottavio
Tergi il ciglio, o vita mia,
e dà calma al tuo dolore:
l’ombra omai del genitore
pena avrà de’ tuoi martir.

Donna Anna
Lascia, almeno alle mie pene
questo picciolo ristoro.
Sol la morte, o mio tesoro,
il mio pianto può finir.

Donna Elvira (senza esser vista)
(Ah! dov’è lo sposo mio?)

Leporello (dalla porta, senza esser visto)
(Se mi trova son perduto!)

Donna Elvira
(Una porta là vegg’io.
Cheta cheta vo’ partir.)

Leporello
(Una porta là vegg’io.
Cheto cheto vo’ partir.)

Nel sortire s’incontrano in Zerlina e Masetto. Leporello s’asconde la faccia.

Scena VIII

Zerlina e Masetto
Ferma, briccone, dove ten vai?

Donna Anna e Don Ottavio
Ecco il fellone! Com’era qua?

Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto
Ah! mora il perfido che m’ha tradito!

Donna Elvira
È mio marito! Pietà, pietà!

Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto
È  Donna Elvira, quella ch’io vedo? Appena il credo!

Donna Elvira
Pietà, pierà!

Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto
No, no, morrà! (Don Ottavio in atto di ucciderlo)

Leporello (si scopre e si mette in ginocchio d’avanti gli altri.)
Perdon, perdono, signori miei. Quello io non sono, sbaglia costei.
Viver lasciatemi per carità!

Gli Altri
Dei! Leporello! Che inganno è questo!
Stupida/o resto! Che mai sarà?

Leporello
(Mille torbidi pensieri ci
mi s’aggiran per la testa:
se mi salvo in tal tempesta,
è un prodigio in verità!)

Gli Altri
Mille torbidi pensieri
mi s’aggiran per la testa:
Che giornata, o stelle, è questa!
Che impensata novità!

(Donna Anna parte coi servi.)

 
Scena IX
 
Recitativo

Zerlina
Dunque quello sei tu che il mio Masetto poco fa crudelmente maltrattasti!

Donna Elvira
Dunque tu m’ingannasti, o scellerato, it spacciandoti con me da Don Giovanni!

Don Ottavio
Dunque tu in questi panni venisti qui per qualche tradimento!

Zerlina
A me tocca punirlo!

Donna Elvira
Anzi a me.

Don Ottavio
No, no, a me.

Masetto
Accoppatelo meco tutti tre.

No.20: Aria

Leporello (a Don Ottavio e Donna Elvira)
Ah, pietà, signori miei,
ah, pietà, pietà di me!
Do ragione a voi, a lei,
ma il delitto mio non è.
Il padron con prepotenza
l’innocenza mi rubò.
(piano a Donna Elvira)
Donna Elvira, compatite!
Già capite come andò.
(a Zerlina)
Di Masetto non so nulla,
(accennando Donna Elvira)
vel dirà questa fanciulla.
È un’oretta circumcirca
che con lei girando vo.
(a Don Ottavio con confusione)
A voi, signore, non dico niente.
Certo timore… certo accidente…
Di fuori chiaro… di dentro oscuro…
Non c’è riparo… la porta… il muro…
lo… il la…
(additando la parta dov’’erasi chiuso per errore)
vo da quel lato… poi qui celato.
l’affar si sa… oh, si sa.
ma s’io sapeva fuggìa per qua.
(S’avvicina con destrezza alla porta e fugge.)
 

Scena X

Recitativo

Donna Elvira
Ferma, perfido, ferma!…

Masetto
Il birbo ha l’ali ai piedi!

Zerlina
Con qual arte si sottrasse l’iniquo!
(Parte con Masetto.)

Don Ottavio
Amici miei, dopo eccessi si enormi
dubitar non possiam che Don Giovanni
non sia l’empio uccisore del padre di Donn’Anna.
In questa casa per poche ore fermatevi.
Un ricorso vo’far a chi si deve,
e in pochi istanti vendicarvi prometto.
Cosi vuole dover, pietade, affetto.

No.21: Aria

Il mio tesoro intanto
andate a consolar,
e del bel ciglio il pianto
cercate di asciugar.
Ditele che i suoi torti
a vendicar io vado
che sol di stragi e morti
nunzio vogl’io tornar

(Partono tutti.)

Scena XI Loco chiuso in forma di sepolcreto.  Diverse statue equestri fra cui la statua del Commendatore Recitativo Don Giovanni (entrando pel muretto, ridendo)
Ah, ah, ah, ah! questa è buona! or lasciala cercar! Che bella notte! E più chiara del giorno; sembra fatta per gir a zonzo a caccia di ragazze. Avrei voglia un po’di saper come è finito l’affar tra Leporello e Donna Elvira. S’egli ha avuto giudizio…

Leporello (in strada)
Alfin vuole ch’io faccia un precipizio!

Don Giovanni
È desso. Ehi, Leporello!

Leporello (dal muretto)
Chi mi chiama?

Don Giovanni
Non conosci il padron?

Leporello
Così nol conoscessi!

Don Giovanni
Come? birbo!

Leporello
Ah, siete voi? scusate!

Don Giovanni
Cosa è stato?

Leporello
Per cagion vostra io fui quasi accoppato.

Don Giovanni
Ebben, non era questo un onore per te?

Leporello
Signor, vel dono!

Don Giovanni
Via, via, vien qua: che belle cose ti deggio dir!

Leporello
Ma cosa fate qui?

Don Giovanni
Vien dentro, e lo saprai.
(Leporello entra; si cangiano d’abito.)
Di tante storielle, che accadute mi son da che artisti, ti dirò un’altra volta: or la più bella ti vo’ solo narrar.

Leporello
Donnesca al certo?

Don Giovanni
C’è dubbio? Una fanciulla bella, giovin, galante, per la strada incontrai; le vado appresso, la prendo per la mano, fuggir mi vuole; dico poche parole, ella mi piglia…
Sai per chi?

Leporello
Non lo so.

Don Giovanni
Per Leporello!

Leporello
Per me?

Don Giovanni
Per te.

Leporello
Va bene.

Don Giovanni
Per la mano essa allor mi prende…

Leporello
Ancora meglio.

Don Giovanni
M’accarezza, mi abbraccia.. ‘Caro il mio Leporello, Leporello, mio caro… ‘Allor m’accorsi ch’era qualche tua bella.

Leporello
(Oh maledetto!)

Don Giovanni
Dell’inganno approfitto; non so come mi riconosce: grida; sento gente; a fuggire mi metto; e pronto pronto, per quel muretto in questo loco io monto.

Leporello
E mi dite la cosa con tanta indifferenza!

Don Giovanni
Perché no?

Leporello
Ma se fosse costei stata mia moglie?

Don Giovanni (ridendo forte)
Meglio ancora!

La Statua del Commendatore
Di rider finirai pria dell’aurora.

Don Giovanni
Chi ha parlato?

Leporello (con atti di paura)
Ah, qualche anima sarà dell’altro mondo
che vi conosce a fondo.

Don Giovanni (mette mano alla spada, cerca qua e là pel sepolcreto, dando diverse percosse alle statue.)
Taci, sciocco! Chi va là?

La Statua del Commendatore
Ribaldo, audace,
lascia a’ morti la pace.

Leporello
Ve l’ho detto!

Don Giovanni (con indifferenza e sprezzo)
Sarà qualcun di fuori che si burla di noi Ehi? del commendatore non è questa la statua?
Leggi un, poco quell’iscrizion.

Leporello
Scusate, non ho imparato a leggere ai raggi della luna.

Don Giovanni
Leggi, dico!

Leporello (legge)
‘Dell’empio che mi trasse al passo estremo
qui attendo la vendetta’. Udiste? Io tremo!

Don Giovanni
O vecchio buffonissimo! Digli che questa sera lo attendo a cenar meco.

Leporello
Che pazzia! Ma vi par… oh Dei, mirate! Che terribili occhiate egli ci dà! Par vivo! Par che senta! E che voglia parlar!

Don Giovanni
Orsù va’ là, o qui t’ammazzo e poi ti seppellisco!

Leporello
Piano piano, signore, ora ubbidisco…

No.22: Duetto
O statua gentilissima
Del gran Commendatore
(a Don Giovanni.)
Padron mi trema il core;
non posso terminar.

Don Giovanni
Finiscila, o nel petto
ti metto questo acciar.

Leporello
Che impiccio, che capriccio!
Io sentomi gelar.

Don Giovanni
Che gusto, che spassetto!
Lo voglio far tremar!

Leporello
O statua gentilissima,
benché di marmo siate…
(a Don Giovanni)
Ah, padron mio, mirate,
che seguita a guardar

Don Giovanni (minacciandolo)
Mori! Mori!

Leporello
No, no, attendete
(alla statua)
Signor, il padron mio.
badate ben, non io…
vorria con voi cenar…
(La statua china la testa)
Ah, ah, ah, che scena è questa!
O ciel, chinò la testa!

Don Giovanni
Va’ !à, che se’ un buffone…

Leporello
Guardate ancor, padrone!

Don Giovanni
E che degg’io guardar?

Leporello
Colla marmorea testa
(imitando la statua)
ei fa così, così.
(La statua china ancora la testa.)

Don Giovanni (vedendo il chino)
Colla marmorea testa
ei fa così, così.
(alla statua)
Parlate se potete: verrete a cena?

La Statua del Commendatore
Sì.

Leporello
Mover mi posso appena…
Mi manca, o dei, la lena.
Per carità, partiamo,
andiamo via di qua!

Don Giovanni
Bizzarra è inver la scena…
Verrà il buon vecchio a cena.
A prepararla andiamo,
partiamo via di qui.
(Partono. )

Scena XII Camera tetra in casa di Donna Anna Recitativo

Don Ottavio
Calmatevi, idol mio: di quel ribaldo vedrem, puniti in breve i gravi eccessi. vendicati sarem.

Donna Anna
Ma il padre, oh Dio!

Don Ottavio
Convien chinare il ciglio ai voleri del ciel; respira, o cara, di tua perdita amara fia domani, se vuoi, dolce compenso questo cor, questa mano, che il mio tenero amor.

Donna Anna
Oh Dei, che dite!…In sì tristi momenti!

Don Ottavio
E che? Vorresti con indugi novelli accrescer le mie pene? Crudele!

No.23a: Recitativo accompagnato

Donna Anna
Crudele? Ah, no, mio bene! Troppo mi spiace allontanarti un ben che lungamente la nostr’alma desia! Ma il mondo, oh Dio!… Non sedur la mia costanza del sensibil mio core! Abbastanza per te mi parla amore.

No.23b: Aria

Non mi dir, bell’idol mio,
che son io crudel con te.
Tu ben sai quant’io t’amai,
tu conosci la mia fé.
Calma, calma il tuo tormento,
se di duol non vuoi ch’io mora!

Forse un giorno il cielo ancora
sentirà pietà di me.
(Parte.)
 
Recitativo

Don Ottavio
Ah, si segua il suo passo: io vo’con lei dividere i martiri; saran meco men gravi i suoi sospiri.
(Parte )

Scena XIII
Sala in casa di Don Giovanni; una mensa preparata per mangiare; alcuni suonatori in disparte.

No.24: Finale

Don Giovanni (ai musicisti)

Già la mensa è preparata; voi suonate, amici cari; già che spendo i miei danari,
io mi voglio divertir. Leporello, presto in tavola!

Leporello
Son prontissimo a servir.
(I servi portano in tavola, mentre Leporello vuol uscire.)
 
Don Giovanni
Già che spendo i miei danari, ecc.
(Mangia. I musicisti cominciano a suonare un’aria da ‘Una
cosa rara’ di Martin y Soler )

Leporello
Bravi! ‘Cosa rara’!

Don Giovanni
Che ti par del bel concerto?

Leporello
È conforme al vostro merto.

Don Giovanni
Ah, che piatto saporito!

Leporello
(Ah, che barbaro appetito! Che bocconi da gigante! Mi par proprio di svenir. )

Don Giovanni
(Nel veder i miei bocconi gli par proprio di svenir!)
Piatto!

Leporello
Servo.
(Viene suonato un brano dell’opera ‘Fra i due litiganti il terzo
Gode’ di Sarti.)
Evvivano i ‘Litiganti’!

Don Giovanni
Versa il vino!
(Leporello versa il vino nel bicchiere lo fa.)
Eccellente marzimino!

(Leporello cangia il piatto a Don Giovanni
e mangia in fretta.)
 

Leporello
(Questo pezzo di fagiano piano piano vo’inghiottir )

Don Giovanni
(Sta mangiando quel marrano: fingerò di non capir.)

(Viene suonato un brano delle ‘Nozze di Figaro’ di Mozart.)

  Leporello
Questa poi la conosco pur troppo…

Don Giovanni (lo chiama senza guardarlo.)
Leporello!

Leporello (col la bocca piena)
Padron mio…

Don Giovanni
Parla schietto, mascalzone!

Leporello
Non mi lascia una flussione le parole proferir.

Don Giovanni
Mentre io mangio, fischia un poco.

Leporello
Non so far!

Don Giovanni
Cos’è?

Leporello
Scusate:
sì eccellente è il vostro cuoco,
che lo volli anch’io provar.

Don Giovanni
(fingendo d’accorgersi solo adesso che mangia)
Si eccellente è il cuoco mio,
che lo volle anch’ei provar!

Scena XIV Donna Elvira (entra disperata)
L’ultima prova dell’amor mio ancor vogl’io fare con te. Più non rammento gl’inganni tuoi, pietade io sento…

Don Giovanni e Leporello
Cos’è? Cos’è?

Donna Elvira (inginocchiandosi)
Da te non chiede quest’alma oppressa della tua fede qualche mercé.

Don Giovanni
Mi maraviglio! Cosa volete? Se non sorgete, non resto in piè!
(S’inginocchia.)

Donna Elvira
Ah! non deridere gli affanni miei!

Leporello
Quasi da piangere mi fa costei.

Don Giovanni
lo te deridere? Cielo! perché?
(sorgendo fa sorgere Donna Elvira:con affettata tenerezza)
Che vuoi, mio bene?

Donna Elvira
Che vita cangi!

Don Giovanni
Brava! Brava!

Donna Elvira e Leporello
Cor perfido!

Don Giovanni (tornando a sedere  a mangiare)
Lascia ch’io mangi. E se ti piace, mangia con me.

Donna Elvira
Restati, barbaro, nel lezzo immondo, esempio orribile d’iniquità!

Don Giovanni (bevendo)
Vivan le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d’umanità!

Leporello
(Se non si muove del suo dolore, di sasso ha il core, o cor non ha!)

(Donna Elvira sorte, poi rientra subito, gridando, e fugge dall’altra parte.)

Don Giovanni e Leporello
Che grido è questo mai?

Don Giovanni
 
Va. a veder che cosa è stato.
(Leporello sorte, e prima di tornare, mette un grido.)
Che grido indiavolato!
Leporello, che cos’è?

Leporello (entra  spaventato e chiude l’uscio.)
Ah, signor… per carità!
Non andate fuor di qua!
L’uom di sasso… l’uomo bianco
ah, padrone! io gelo! io manco!
Se vedeste che figura!
Se sentiste come fa:
ta ta ta ta!

Don Giovanni
Non capisco niente affatto.

Leporello
Ta ta ta ta!

Don Giovanni
Tu sei matto in verità.
(Si sente battere alla porta.)

Leporello
Ah, sentite!

Don Giovanni
Qualcun batte. Apri…

Leporello
Io tremo…

Don Giovanni
Apri, dico!

Leporello
Ah!

Don Giovanni
Matto! Per togliermi d’intrico ad aprir io stesso andrò!
(Piglia lume e va per aprire.)

Leporello
Non vo’ più veder l’amico; pian pianin m’asconderò.

(S’asconde sotto la tavola. Don Giovanni torna seguito dalla
statua del Commendatore.)

Scena XV

La Statua del Commendatore
Don Giovanni, a cenar teco m’invitasti, e son venuto.

Don Giovanni
Non l’avrei giammai creduto. Ma farò quel che potrò!
Leporello, un’altra cena fa’ che subito si porti!

Leporello (da sotto la mensa)
Ah, padron, siam tutti morti!

Don Giovanni
Vanne, dico…

La Statua del Commendatore
Ferma un po’.
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste.
Altre cure più gravi di queste,
altra brama quaggiù mi guidò!

Leporello
La terzana d’avere mi sembra, e le membra fermar più non so.

Don Giovanni
Parla dunque: che chiedi, che vuoi?

La Statua del Commendatore
Parlo, ascolta, più tempo non ho.

Don Giovanni
Parla, parla, ascoltando ti sto.

La Statua del Commendatore
Tu m’invitasti a cena, il tuo dover or sai. Rispondimi: verrai tu a cenar meco?

Leporello (tremando) Oibò, oibò, tempo non ha, scusate.

Don Giovanni
A torto di viltade tacciato mai sarò!

La  Statua del Commendatore
Risolvi!

Don Giovanni
Ho già risolto.

La Statua del Commendatore Verrai?

Leporello
Dite di no, dite di no!

Don Giovanni
Ho fermo il core in petto: non ho timor, verrò!

La Statua del Commendatore
Dammi la mano in pegno!

Don Giovanni (dandogli la mano)
Eccola! ohimè!

La Statua del Commendatore
Cos’hai?

Don Giovanni
Che gelo è questo mai!

La Statua del Commendatore
Pentiti, cangia vita! È l’ultimo momento!

Don Giovanni (vuol sciogliersi, ma invano.)
No, no, ch’io non mi pento! Vanne lontan da me!

La Statua del Commendatore
Pentiti, scellerato!

Don Giovanni
No, vecchio infatuato!

La Statua del Commendatore
Pentiti… Pentiti!

Don Giovanni
No!… No!…

La Statua del Commendatore
Sì!

Don Giovanni
No!

Leporello
Sì, sì!

Don Giovanni
No, no!

La Statua del Commendatore
Ah, tempo più non v’è!
(Parte. Foco da diverse parti, tremuoto.)

Don Giovanni
Da qual tremore insolito sento assalir gli spiriti!
Donde escono quei vortici di fuoco pien d’orror?

Demoni (di sotterra, con voci cupe)
Tutto a tue colpe è poco! Vieni! c’è un mal peggior! ecc.

Don Giovanni
Chi l’anima mi lacera! Chi m’agita le viscere!
Che strazio, ohimè! che smania! che inferno! che terror! ecc.

Leporello
Che ceffo disperato! Che gesti da dannato!
Che gridi! che lamenti! Come mi fa terror! ecc.

Don Giovanni (Il foco cresce; si sprofonda.)
Ah!
(Resta inghiottito dalla terra.)

Leporello
Ah!

Scena Ultima
Donna Elvira, Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto entrano con ministri di giustizia.

Donna Elvira, Donna Anna, Zerlina, Don Ottavio e Masetto

Ah, dov’è il perfido? Dov’è l’indegno? Tutto il mio sdegno sfogar io vo’.

Donna Anna
Solo mirandolo stretto in catene alle mie pene calma darò.

Leporello
Più non sperate di ritrovarlo, più non cercate: lontano andò.

Gli Altri
Cos’è? Favella! Via! presto! sbrigati!

Leporello
Venne un colosso…
Ma se non posso…
Tra fumo e foco…
Badate un poco…
L’uomo di sasso…
Fermate il passo…
Giusto là sotto
Diede il gran botto.
Giusto là il diavolo
Se’l trangugiò.

Gli Altri
Stelle! che sento!

Leporello
Vero è l’evento!

Donna Elvira
Ah, certo è l’ombra che m’incontrò!

Gli Altri
Ah, certo è l’ombra che l’incontrò!

Don Ottavio
Or che tutti o mio tesoro
vendicati siam dal cielo,
porgi, porgi a me un ristoro:
non mi far languire ancor.

Donna Anna
Lascia, o caro, un anno ancora allo sfogo del mio cor.

Don Ottavio
Al desìo chi m’adora ceder deve un fido amor.

Donna Anna
Al desìo chi t’adora ceder deve un fido amor.

Donna Elvira
Io men vado in un ritiro a finir la vita mia.

Zerlina e Masetto
Noi Masetto a casa andiamo, a cenar in compagnia.

Masetto
Noi Zerlina, a casa andiamo, a cenar in compagnia.

Leporello
Ed io vado all’osteria a trovar padron miglior

Zerlina, Masetto e Leporello
Resti dunque quel birbon
con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, o buona gente,
ripetiam allegramente
l’antichissima canzon:

Tutti
Questo è il fin di chi fa mal!
E de’ perfidi la morte
alla vita è sempre ugual, ecc.

Anhang / Appendix

Atto Primo / Act 1
 
Scena XIV
No. 10a: Aria
 
Don Ottavio
Dalla sua pace la mia dipende;
quel che a lei piace vita mi rende,
quel che le incresce morte mi dà
S’ella sospira, sospira anch’io,
è mia quell’ira. quel pianto è mio;
e non ho bene s’ella non l’ha, ecc
(Parte.)

Atto Seconda / Act II
 
Scena Xa
No. 21: Duetto
 
(Zerlina lega Leporella alla sedia.)
 
Leporello
Per queste tue manine,
candide e tenerelle,
per questa fresca pelle,
abbi pietà di me!

Zerlina
Non v’è pietà, briccone,
son una tigre irata,
un aspide, un leone!
No, no, pietà non v’è!

Leporello
Ah, di fuggir si provi!

Zerlina
Sei morto, se ti movi!

Leporello
Barbari, ingiusti Dei,
 in mano di costei chi chapitar me fe’!

Zerlina
Barbaro traditore,
del tuo padrone il core
avessi qui con te! Ecc.

Leporello
Deh! non mi stringer tanto,
l’anima mia sen va!

Zerlina
Sen vada, o resti: intanto
non partirai di qua!

Leporello
Che strette, oh Dei, che botte!
È giorno, ovver è notte?

Zerlina
Di gioia e di diletto
Sento brillarmi in petto 
Così cogl’uomini, così si fa!

Leporello
Che scosse di tremuoto!
Che buia oscurità
Ah, di fuggir si provi!

Zerlina
Sei morto se ti movi!

Leporello
Deh, non mi stringer tanto, ecc.
 
Zerlina
Sen vada, sen vada, ecc.
(Parte.)

Scena Xd

No. 21b Recitativo accompagnato ed Aria

Donna Elvira
In quali eccessi, o Numi, in quai misfatti orribili, tremendi, è avvolto il sciagurato!
Ah no, non puote tardar l’ira del cielo, la giustizia tardar. Sentir già parmi la fatale saetta che gli piomba sul capo! Aterto veggio il baratro mortal. Misera Elvira! Che contrasto d’affetti in sen ti nasce! Perchè questi sospiri, e queste ambascie?

Aria
Mi tradì quell’alma ingrata:
infelice, oh Dio! mi fa .
Ma tradite e abbandonata
provo ancor per lui pietà.
Quando sento il mio tormento,
di vendetta il cor favella;
ma se guardo il suo cimento
palpitando il cor mi va.
(Parte.)

 


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11:14:53 PM, 29 July 2014
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