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Rossini
Torvaldo e Dorliska
Italian
Title Page
Atto I
Atto II
 

ATTO SECONDO

Sotterraneo del castello. Scala nel fondo.

SCENA PRIMA
Giorgio con lanterna in mano introducendo nel sotterraneo
vari servi del Duca; indi Torvaldo.

5

GIORGIO
Bravi, bravi: qua venite;
Niun ci vede: mi seguite.
Qui senz’ombra di sospetto
Parlerem con libertà.

CORO DI SERVI
Qui senz’ombra di sospetto
Parlerem con libertà!

GIORGIO
Qui si tratta, cari amici,
Di salvar que’ due infelici.

CORO DI SERVI
Due infelici...

GIORGIO
Vendicarci in conclusione
Di quel can, di quel briccone.

CORO DI SERVI
Di quel briccone...

GIORGIO
Che ne dite?...

CORO DI SERVI
Due infelici... un briccone...
Siamo qua.
Padron Giorgio, non temete;
Di noi tutto disponete:
Questa barbara oppressione
Una volta finirà.

GIORGIO
Non temete... Disponete...
Finirà!

CORO DI SERVI
Finirà... finirà!

 

6

GIORGIO
Or ben: già qualche cosa
Vi dissi: il resto or vi dirò;... ma dove
Il nostro prigionier s’è mai cacciato?...
Ah! ah! del nuovo alloggio
Gli appartamenti passerà in rivista:
Eccolo qua.

TORVALDO
(si arresta vedendo i servi)
Amico...

GIORGIO
Parlate pure
Con tutta libertà, senza spavento;
Qui siam tutti per voi d’un sentimento.
(il coro dà segni d’approvazione)

TORVALDO
Dunque...

GIORGIO
In poche parole: la signora
Già di tutto è istruita:
A voi poc’anzi il più feci anche noto;
Attenti dunque al resto:
Sessanta granatieri in nostro aiuto
Qui son tra poco: all’imbrunir del giorno
Dell’arrivo il momento è concertato.
Tutto in armi è d’intorno:
Al comparir di quella brava gente
Un fischio, e immantinente
La campana a martello,
Si spalancan le porte del castello,
I contadini, i granatieri, noi
Insomma, pria di notte il colpo è fatto.
Ah, che ne dite?...

TORVALDO
Il Ciel lo voglia; ma...

GIORGIO
Che ma?...

TORVALDO
Se quel crudele
Attenta alla mia vita?...

GIORGIO
Oh cospettaccio!
Vorrei ben veder questa!
Della prigion le chiavi
Non escon di mie mani; s’ei qui viene
Verrò anch’io, non temete.

TORVALDO
Ah dimmi intanto,
Caro, che fa la dolce mia consorte
In balìa di quell’empio...

GIORGIO
Oh questo poi...
Per bacco! vostra moglie è una donna
Che soggezion non ha di brutti musi.
Or basta; io torno sopra:
Voi state di buon animo.

TORVALDO
Ah, un istante:

7

Odimi; ah tu di me, mio buon amico,
Dalle novella; dille
Che lei sola ho nel core,
Che sol per lei m’affliggo,
Che a nome ognor la chiamo.
Dille...

GIORGIO
Ho inteso.

TORVALDO
No, ascoltami.

GIORGIO
Sentiamo.

TORVALDO
Dille che solo a lei
Rivolto è il pensier mio:
Dille che sol desio
Vederla, e poi morir.
Morire in sua difesa,
Morir con le mie forze...
No, non parlar di morte;
Risparmia il suo martir.

GIORGIO
Dunque, io vado...

TORVALDO
Ah senti!...

GIORGIO
T’acquieta!

TORVALDO
La mia sposa, i giorni miei
Difendete per pietà.
Ah potessi il braccio mio
Oggi anch’io d’un ferro armar!
Mi vedreste su quell’empio
La vendetta fulminar.

CORO DI SERVI
Non temete; noi quell’empio
Noi saprem per voi domar.

TORVALDO
(a Giorgio)
Dille che l’amo...
Dille che temo...
Dille che bramo...
Vederla e poi morir.

CORO DI SERVI
Non temete; noi quell’empio
Noi saprem per voi domar.

(Partono.)

Appartamento del castello.

 

 

SCENA SECONDA
Duca, indi Giorgio, infine Dorliska dalle stanze a sinistra.
Il Duca viene alla porta di prospetto; indi siede.

 

8

DUCA
No, pentirsi non giova: il dado è tratto.
Ella sì, sarà mia. A’ miei disegni
A miei disegni chi resister potrà?
Ah no; sia lungi
Ogni inutil timor: colpe, rimorsi,
Nomi vuoti di senso io non vi curo;
Mi chiami il volgo insano
Vile, tiranno, scellerato ed empio:
Vago son io se il mio desir adempio!
Ehi.

GIORGIO
(dalla porta di prospetto)
Pronto a’ suoi comandi.

DUCA
Dorliska a me.

GIORGIO
(in atto di entrare nelle camere a sinistra)
La servo.

DUCA
(richiamandolo)
Ehi. - Bada bene!
Della prigion la porta
Sia chiusa a tutti... intendi?...
O la tua testa...

GIORGIO
Non serve altro; ho capito.
Non dubiti, signor: sarà servito.

DUCA
(verso Giorgio che torna a incamminarsi verso le camere di Dorliska)
Balordo!

GIORGIO
(tornando indietro)
Dice a me?...

DUCA
Bestia!... hai ragione
Ch’ei cadde in mio poter... Se ciò non fosse
Povero te!... ma come al suolo estinto
Io crederlo potei! e come io stesso
Nol riconobbi!...

GIORGIO
(riprendendo coraggio)
Oh certo: io non ne ho colpa.
Mai non l’avea veduto, e poi per bacco
Ad abbordar mi venne
Con certa aria patetica
Con un certo discorso inzuccherato
Che i primi furbi avrebbe intrappolato.

DUCA
Non più: venga costei.
(Giorgio entra nelle camere di Dorliska)
Sì, questo mezzo
È il più spedito: ove dolcezza è vana
Giovi il timor.
(Esce Dorliska accompagnata da Giorgio e da
Carlotta. Il Duca accenna a questi due di partire.
Giorgio parte per la porta di prospetto; Carlotta rientra
nelle camere di Dorliska.)

DUCA
Dorliska; di Torvaldo
È cara a voi la vita?

DORLISKA
(Empio!)

DUCA
Tacete?
Io parlerò per voi.
M’udite, in brevi detti
Chiaro favellerò. Mezzo possente
A me non manca onde ottener disciolto
Il nodo marital, che a mio dispetto
A Torvaldo vi strinse. Ove Dorliska
Consenta ad esser mia
Torvaldo è salvo: ove ricusi, ei muore.
In mia mano riposta è la sua sorte:
Da voi dipende: o dargli vita o morte.

DORLISKA
Che sento mai!
Qual nuovo eccesso! ah iniquo.
Anima rea, più rea di quante al mondo
Anime scellerate...

DUCA
Ad altro tempo
I rimproveri acerbi;
Il tempo è questo
Di risolver.

DORLISKA
Non più: di mie sventure
Tu fosti il primo autor: compi, crudele,
L’opra nefanda, e colpe a colpe aggiungi.
Cada sull’innocente,
Cada, se vuoi, la tua vendetta atroce!
Odio eterno, feroce
Io ti giuro...

DUCA
Rifletti;
Ti pentirai...

DORLISKA
Pentirmi?... ah no!... giammai!

DUCA
Senti...

DORLISKA
Taci, non più, t’intesi assai.

9

Ferma, costante, immobile
Nel mio pensier son io.
Sempre dell’odio mio,
Sempre sarai l’oggetto!
Quel tuo feroce aspetto
Spavento, orror mi fa.
O Numi clementi,
Che il cor mi vedete,
Fra tanti cimenti
Deh voi mi reggete,
Mi date valor.

DUCA
Dunque?

DORLISKA
Invano.

DUCA
Sconsigliata!
Tu resisti?... Ah tu non sai
Qual t’attende infausta sorte!...

DORLISKA
Parla.

DUCA
Trema!

DORLISKA
E qual?

DUCA
La morte.

DORLISKA
Ah venga una volta,
La morte sol bramo:
La chiedo, la chiamo;
Che tarda? che fa?...
Ah!... morir per caro sposo,
Per serbargli fedeltà!...
Della vita, più gradita
Questa morte a me sarà.
Un istante a un’alma amante
Più felice amor non dà.

DUCA
Pensa!

DORLISKA
Non temo!

DUCA
Rifletti!

DORLISKA
È vano
La morte sol bramo,
Per serbagli fedeltà...

DUCA
Pensa...

DORLISKA
La morte sol bramo,
Che tarda? che fa?
Ah!... morir per caro sposo, ecc.

(Parte.)

 

 

SCENA TERZA
Duca, indi Giorgio.

 

10

DUCA
Insensata!... e non vede
Che a me resiste invan!...
(passeggia pensieroso)
Giorgio!

GIORGIO
Signore.

DUCA
Al suo ritorno,
Ormondo venga a me.
Nelle mie stanze
L’attendo. Ehi, tel ripeto:
Della prigion le chiavi
Non escan di tue mani.

GIORGIO
Oh, sia tranquillo:
Eccole qua.
(le mostra alla sua cintola)

DUCA
Bada: se il cenno mio
Da te d’un punto solo è trasgredito
La tua testa va in aria.

GIORGIO
Eh! ho già capito.

(Il Duca parte.)

 

  SCENA QUARTA
Giorgio, indi Carlotta.
GIORGIO
Va’ là, che vuoi star fresco!
Ah se il colpo riesce
La via da veder è bella!
(Giunge Carlotta.)
CARLOTTA
Giorgio!... Giorgio!...
GIORGIO
Sorella.
CARLOTTA
Deh, per pietà
Tu che lo puoi
Consola la povera signora.
GIORGIO
In qual maniera?
CARLOTTA
Lascia che ella parli
Un sol momento
Al prigionier.
GIORGIO
Sei matta?... Ah, questo poi!...
CARLOTTA
Dunque,
Morta, o crudel
Vederla vuoi?
GIORGIO
Morta no...
CARLOTTA
Dunque cedi, ella si muore
Se un istante
Delle carceri le chiavi
Tu non le dai...
GIORGIO
Ah se per caso,
Il Duca...
CARLOTTA
Non saprà nulla.
Odi, per pietà...
GIORGIO
Non vorrei...
CARLOTTA
Presto! presto!
GIORGIO
Eccole qua.
Ma bada!...
CARLOTTA
Tel ripeto: tutto andrà bene.
Spero che finiran le nostre pene.
11

Una voce lusinghiera
Risuonar m’intesi in core,
Che diceva: “spera, spera,
Il destin si cangerà”.
Ogni affanno, ogni dolore
Presto, presto passerà.
Via! Via, non temere - Ci sbrigheremo
Non parleremo - Non si saprà.
(a Giorgio)
Non dubitare - Presto torniamo.
(a Dorliska)
Facciamo un’opera di carità.
(Mi vien da piangere - Non posso reggere,
Povera diavola - Mi fa pietà.
Son troppo tenera - Troppo sensibile
Verso la misera - Umanità.)

 

  SCENA QUINTA
Giorgio, indi il Duca.
12

GIORGIO
Non so se ho fatto bene,
Non so se ho fatto male: orsù; che serve?...
Or pentirsi non giova; alfin tra poco
Sarem tutti felici.
Non v’è più che temer.
Tutto è disposto;
La notte s’avvicina:
Da bravo generale
Ho tutti ispezionati
I miei posti avanzati:
Sentinelle per tutto: ah se il gran colpo,
Se il gran colpo riesce, in verità
Duca mio caro... oh diavolo! egli è qua.

(Il Duca sarà entrato senza che Giorgio se ne avvedesse
e si sarà posto a sedere pensieroso.)

 

 

DUCA
(alzandosi)

Ah non posso! invan lo spero!
Non m’inganna il mio pensiero.
Finché ei vive, tento invano
Un istante respirar.
Tutto è pronto: ferro e mano;
Saria colpa il dubitar.

GIORGIO
Ah che cera d’uomo tetro!
La burrasca pian pianino
Io già sento borbottar.
Tace... freme... o, Dei, che occhiate!
Sarà meglio piano piano
Con prudenza il tacco alzar.
(In atto d’andarsene.)

DUCA
Così si faccia.
...Giorgio.

GIORGIO
Signore.

DUCA
Della prigione
Le chiavi a me.

GIORGIO
Le chiavi?... (o diavolo!) - Ecco... ah ci sono!
(Ah, chi mi salva?... - Povero me!)

DUCA
Ebben?...

GIORGIO
(imbarazzato)
Le cerco.
(fingendosi ricordarsi)
Ve’ che balordo.
Nella mia camera - Or mi ricordo
Dentro un armadio - Chiuse le avrò.
Ma non temete... -
(sforzandosi mostrar franchezza)
Oh ve lo giuro,
Nelle mie mani - Sono sicuro:
Nemmeno il diavolo - Trovar le può.

DUCA
Presto. Le voglio.

GIORGIO
Vado. (Che imbroglio!
Ah se potessi - Fuggir di qua!)
(Incamminandosi verso il fondo della scena.)

DUCA
(avvedendosene)
Ma tu cospetto - Or là che fai?...
Alla tua camera
(additando la destra)
Di qui si và.

GIORGIO
Ah è ver! che bestia - Vado e ritorno.
(Qui non v’è uscita - Come si fà?)

DUCA
Ebben? Le chiavi!

GIORGIO
(Fortuna aiutami - Per carità.)
(Entra. Il Duca resta pensoso per qualche momento:
indi rivolto di spalle alla camera dove entrò Giorgio.)

DUCA
Sì, ch’ei muoia. Ormondo, Ormondo
Vibri il colpo in mia presenza
Sì, ho deciso.

GIORGIO
(gettandosi ai piedi all’improvviso)
Ah Eccellenza...
Compatite... perdonate...
(rialzandosi)
Ah pettegola... fraschetta...
Non ne ho colpa... ah maledetta!...

DUCA
Tu che dici?... io non t’intendo!

GIORGIO
Ah!... le chiavi... ahimé... perdono!...

DUCA
(sdegnato)
Che?... le chiavi?...

GIORGIO
...Non ci sono.

DUCA
Chi le ha prese?...

GIORGIO
Mia sorella...

DUCA
(fiero)
Non ci sono!... tua sorella?...
(afferrandolo)
Ah canaglia, mascalzone,
Traditore, vien con me.
Se s’avvera il mio sospetto
Ti vo’ far sotto un bastone
Accoppato, disossato,
Stritolato; all’altro mondo
Per le poste galoppar.

GIORGIO
Ma sentite... (maledetto!)
Me meschin! un bastone?
Accoppato? disossato?
(Ah da questo furibondo
Chi mi viene ora a salvar?)
(Partono per la porta di prospetto. Il Duca trascinerà
Giorgio con violenza.)
Carcere.

 

SCENA SESTA
Torvaldo e Dorliska, in atto di dividersi, e Carlotta.

 

13

DORLISKA
Dunque tu vuoi ch’io parta?

TORVALDO
Sì, l’esige
La tua, la mia salvezza.

DORLISKA
Ah che in lasciarti
Sento squarciarmi il core: in questo stato,
In dubbio di tua sorte,
Fra speranza e timor, pena e desio,
Ah spiegarti non so l’affanno mio.
Quest’ultimo addio
Ti parli per me.

TORVALDO
Ah taci, ben mio
Io tremo per te.

DORLISKA
Che istante funesto!

TORVALDO
Che affanno è mai questo!

DORLISKA e TORVALDO
L’affanno di morte
Più crudo non è...

 

14

CARLOTTA
Ma via, signori miei
Finiamola una volta: affé, se il Duca
Sa che quivi vi ho condotta
E il diavol qua lo porta in sua malora,
Povera me! quell’orco mi divora.
(Sempre in atto di spiare verso la porta.)

DORLISKA
Dunque...

TORVALDO
Non più, coraggio.
L’amico Giorgio pria che il sol tramonti
Ne promette salvezza. Al Ciel si lasci
Di noi la cura. Il Ciel clemente e giusto...

CARLOTTA
(da lontano)
Ah disgraziata me!

TORVALDO
Che?...

CARLOTTA
(spaventata)
Il Duca!... ah ch’io lo dissi!

TORVALDO
Che sento!

DORLISKA
Giusto Cielo!
Miseri noi!

TORVALDO
Coraggio.

CARLOTTA
Io son di gelo.

 

 

SCENA SETTIMA
Il Duca, trascinando con violenza Giorgio ed entrando
impetuosamente, indi Ormondo con armati.

 

 

DUCA
Alme ree!... tremate!... invano
Di fuggirmi omai voi tentate;
Sciagurati, traditori,
Vi raggiunse il mio furor.
(a Dorliska)
Voi signora, in queste porte?
(a Torvaldo)
Tu fuggirmi?...
(a Giorgio e Carlotta)
Voi tradirmi?
Miei nemici tutti siete,
Qui morir tutti dovrete:
Sazierete il mio furor.

DORLISKA
Ah signor, la rea son io,
Tutto il fallo, ah tutto è mio:
Mi credete, vi calmate,
Non per me, per lui pietà.

TORVALDO
Non è ver,
Mi credete, m’ascoltate,
Non per me, per lei pietà.

DUCA
(a Dorliska)
Con que’ pianti lusinghieri
Di sedurmi invan tu speri;
Alme inique, scellerate
No, per voi non v’è pietà.

GIORGIO
Ah di me non vi scordate,
Ah signor, per me pietà.
Ah l’affar per me s’imbroglia!
Tremo già come una foglia!

CARLOTTA
Ah sentite! vi calmate!
Ah signor, per noi pietà!
Che impensato avvenimento!
Che paura! che spavento!

DUCA
(a Dorliska)
Vieni... vieni!

DORLISKA
O, numi!

TORVALDO
Ferma.... ferma!

DUCA
Invano.

TORVALDO
(fiero)
Indietro!...

DUCA
(avventandosi, a Torvaldo)
Tu resisti?... indegno.

GLI ALTRI
Ferma.
(S’ode il suono d’una campana a martello.)

DUCA
Qual suono è mai questo!...

GIORGIO
(con eccesso d’allegria e fuor di sé)
Evviva!... ci siamo! Gli amici son qua!
(a Torvaldo)
Il gioco fra poco finito sarà.

DUCA
(avvedendosi dell’allegria di Giorgio)
Gioisci?... e d’onde?... oh rabbia!
Mori, iniquo traditor.
(investe Giorgio con la spada nuda)
(In questo esce il coro con Ormondo.)

ORMONDO e CORO D’ARMATI
Presto, signore, - Presto, correte,
Vi difendete - Per carità.

DORLISKA e TORVALDO
Ecco il momento! - Che smania io sento!
Quai colpi orribili - Suonan d’intorno!
Ah dalla sorte - Di questo giorno
La nostra sorte - Dipenderà.

DUCA
Che avvenne mai?

ORMONDO
Ah vi son guai!
Tutto il villaggio - Vi chiede a morte;
I vostri servi - Apron le porte,
Cento soldati - Già sono entrati
E si combatte - Senza pietà.

DUCA
Che sento!... oh rabbia!... -
(strappando dalle mani di Carlotta le chiavi, e dandole
a Ormondo.)
Tu prendi. Io volo.
(a Ormondo)
Tu resta in guardia - Di queste porte:
Salvami, o sorte, - O mio valor.
Non giubilate - Di me tremate,
Fra pochi istanti - Farò ritorno,
Il vostro sangue - In questo giorno
La mia vendetta - Saziar dovrà.
(Parte il Duca con Ormondo e gli armati.)

 

 

SCENA OTTAVA
Torvaldo, Dorliska, Giorgio, Carlotta, indi Ormondo.

 

15

DORLISKA
Ah di noi che sarà?...

TORVALDO
Mia cara, omai io più non temo.

GIORGIO
Oh anch’io:
Ma ancor non dico quattro; eccoci intanto
Nella trappola tutti.

ORMONDO
(inginocchiandosi innanzi a Torvaldo presentando le
chiavi e la sua sciabola)
Ah miei signori,
Salvatemi la vita: ecco le chiavi,
Ecco armi se volete;
Difendetevi pur; ma...

TORVALDO
Sì, le chiavi;
Quell’armi a me.

DORLISKA, CARLOTTA e GIORGIO
Ma dove?...

TORVALDO
In un istante
Qui son fra voi; finch’io ritorno...
(Accenna a Giorgio di assister Dorliska, e parte.)

DORLISKA
Oh cielo!

GIORGIO
Non serve altro.

DORLISKA
Ahi Torvaldo!

CARLOTTA
Oh che paura!...

DORLISKA
Cresce il romore.

CARLOTTA
Ah dove ci salviamo?...

CORO DI CONTADINI
(di dentro)
Dagli, dagli.

GIORGIO
Cospetto!...

DORLISKA
Ahimè!...

ORMONDO
Ci siamo.

SCENA ULTIMA
Il Duca entra precipitosamente difendendosi da
Torvaldo e da gran numero di contadini e soldati, che
l’inseguono armati.

 

17

TORVALDO
Cedi, cedi!
DUCA
Indietro, indietro!

TORVALDO
(disarma il Duca)
T’arrendi; sei vinto.

CORO DI CONTADINI
Morte, morte al crudele, al tiranno;
Morte, morte a quel vil traditor.

DUCA
Oh furor!...

TORVALDO
Di catene sia cinto.

CORO DI CONTADINI
Morte, morte!

DUCA
Ah qual voce d’intorno rimbomba?...
Che m’accadde?... ove son?... chi m’aita?...
Ah qual gelo sull’alma mi piomba,
Che mi agghiaccia d’insolito orror?...
Io fra’ ceppi!... ah spietata mia sorte!
Né m’uccide la rabbia, il furor?...
Per pietà, mi traete alla morte,
Del mio fato compite il rigor.
Cento larve già intorno mi stanno;
Mille furie straziando mi vanno,
Ah, la cruda spietata mia sorte
D’ogni morte mi sembra peggior.

CORO DI CONTADINI
Morte, morte al crudele, al tiranno
Morte, morte a quel vil traditor.

DUCA
Cento larve già intorno mi stanno;
Mille furie straziando mi vanno,
Ah la cruda spietata mia sorte
D’ogni morte mi sembra peggior.

CORO DI CONTADINI
Traditor!... Traditor!
Morte, morte al crudele, al tiranno
Morte, morte a quel vil traditor.
(Il Duca parte circondato da’ soldati.)

GIORGIO
(ai soldati che lo conducono)
Per bacco, seguitatelo, tenetelo
Legatelo ben stretto:
Non lo fate scappare!
Poter del mondo:
Ancor mi fa tremar.

 

18

DORLISKA e TORVALDO
Grazie al destin pietoso
Noi siam felici appieno,
Deh vieni a questo seno,
Ah, cessa di palpitar.
Ah, dal contento
Mi brilla il core
Dolce momento
Giorno di giubilo,
Giorno d’amore.

GIORGIO
Or son contento
Mi brilla il core
Più bel momento
Piacer più nobile,
Non v’é più ancor!

TUTTI
Ah, dal contento
Mi brilla il core.
Giorno di giubilo,
Giorno d’amore.


F I N E

 


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