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Verdi
Falstaff
English
Synopsis
Title Page
Italian
Act 1
Act 2
Act 3

Atto Primo

Parte prima

L’interno dell’Osteria della Giarrettiera. Una tavola. Un gran seggiolone. Una panca. Sulla tavola i resti d’un desinare, parecchie bottiglie e un bicchiere. Calamaio, penne, carta, una candela accesa. Una scopa apoggiata al muro. Uscio nel fondo, porta a sinistra.

Falstaff è occupato a riscaldare la cera di due lettere alla fiamma della candela, poi le suggella con un anello. Dopo averle suggellate, spegne il lume e si mette a bere comodamente sdraiato sul seggiolone.

Dr. Cajus (entrando)
Falstaff!

Falstaff (chiama l’Oste)
Olà!

Dr. Cajus
Sir John Falstaff!

Bardolfo (al Dr. Cajus)
Oh! che vi piglia?!

Dr. Cajus (a Falstaff)
Hai battuto i miei servi!...
 
Falstaff (all’Oste)
Oste! un’altra bottiglia di Xeres.
 
Dr. Cajus
Hai fiaccata la mia giumenta baia,
Sforzata la mia casa.

Falstaff
Ma non la tua massaia.

Dr. Cajus
Troppo grazia! Una vecchia cisposa.
            Ampio Messere.
Se foste venti volte John Falstaff Cavaliere
Vi forzerò a rispondermi.

Falstaff
Ecco la mia riposta:
Ho fatto ciò che hai detto.

Dr. Cajus
E poi?

Falstaff
L’ho fatto apposta.

Dr. Cajus
M’appellerò al Consiglio Real.

Falstaff
Vatti con Dio.
Sta zitto o avrai le beffe; quest’è il consiglio mio.

Dr. Cajus (ripigliando la sfuriata contro Bardolfo)
Non è finita!

Falstaff
Al diavolo!

Dr. Cajus
Bardolfo!

Bardolfo
Ser Dottore.

Dr. Cajus
Tu, ier, m’hai fatto bere.

Bardolfo (Si fa tastare il polso dal Dr. Cajus)
Pur troppo! e che dolore!...
Sto mal. D’un tuo pronostico m’assisti.
Ho l’intestino Guasto.
Malanno agli osti che dan la calce al vino!
(mettendo l’indice sul proprio naso enorme e rubiconde)
Vedi questa meteora?

Dr. Cajus

La vedo.
Bardolfo
Essa si corca rossa così ogni notte.

Dr. Cajus
Pronostico di forca!
M’hai fatto ber, furfante, con lui narrando frasche;
(indicando Pistola)
Poi, quando fui ben ciùschero,
m’hai vuotate le tasche.

Bardolfo (con decoro)
Non io.

Dr. Cajus
Chi fu?

Falstaff
Pistola!

Pistola
Padrone.

Falstaff
Hai tu vuotate
Le tasche a quel Messere?

Dr. Cajus
Certo fu lui. Guardate
Come s’atteggia al niego quel ceffo da bugiardo!
(vuotando una tasca del farsetto)
Qui c’eran due scellini del regno d’Edoardo
E sei mezze-cornone. Non ne riman più segno.

Pistola (a Falstaff, brandendo una scopa)
Padron, chiedo di battermi con quest’arma di legno.
(al Dr. Cajus)
Vi smentisco!

Dr. Cajus
Bifolco! tu parli a un gentiluomo!

Pistola
Gonzo!

Dr. Cajus
Pezzente!
 
Pistola
Bestia!

Dr. Cajus
Can!

Pistola
Vil!

Dr. Cajus
Spauracchio!

Pistola
Gnomo!

Dr. Cajus
Germoglio di mandràgora!

Pistola
Chi?

Dr. Cajus
Tu.

Pistola
Ripeti!

Dr. Cajus
Sì.

Pistola
Saette!

Falstaff
Ehi là! Pistola! Non scaricarti qui.
Bardolfo! Chi ha vuotate le tasche a quel Messere?

Dr. Cajus
Fu l’un dei due.

Bardolfo (indicando il Dr. Cajus)
Costui beve, poi pel gran bere perde i suoi cinque sensi, poi ti narra una favola ch’egli ha sognato mentre dormi sotto la tavola.

Falstaff (al Dr. Cajus)
L’odi? Se ti capaciti, del ver tu sei sicuro. I fatti son negati. Vattene in pace.

Dr. Cajus
Giuro: Che se mai m’ubbriaco ancora all’osteria sarà fra gente onesta, sobria, civile e pia. (esce)

Bardolfo, Pistola
Amen.

Falstaff
Cessi l’antifona. La urlate in contrattempo.
L’arte sta in questa massima:
‘Rubar con garbo e a tempo.’
Siete dei rozzi artisti.

Bardolfo, Pistola
A...

Falstaff
Sss!
(Si mette ad esaminare il conto.)
6 polli: 6 scellini; 30 giare di Xeres: 2 lire; 3 tacchini...
(a Bardolfo)
Fruga nella mia borsa... 2 fagiani. Un’acciuga.

Bardolfo
Un mark, un mark, un penny.

Falstaff
Fruga.

Bardolfo
Ho frugato.

Falstaff
Fruga!

Bardolfo (gettando la borsa sul tavolo)
Qui non c’è più uno spicciolo.

Falstaff
Sei la mia distruzione!
Spendo ogni sette giorni dieci ghinee! Beone!
So che se andiam, la notte, di taverna in taverna,
Quel tuo naso ardentissimo mi serve da lanterna!
Ma quel risparmio d’olio tu lo consumi in vino.
Son trent’anni che abbevero quel fungo porporino!
Costi troppo.
(a Pistola, poi all’Oste)
E tu pure, Oste! un’altra bottiglia.
(a Bardolfo e Pistola)
Mi struggete le carni! Se Falstaff s’assottiglia
Non è più lui, nessun più l’ama; in quest’addome
C’è un migliaio di lingue che annunciano il mio nome!

Pistola
Falstaff immenso!

Bardolfo
Enorme Falstaff!

Falstaff
(guardandosi e toccandosi l’addome)
Quest’è il mio regno. Lo ingrandirò.

Pistola
Immenso Falstaff!

Bardolfo
Enorme Falstaff

Falstaff
Ma è tempo d’assottigliar l’ingegno.

Bardolfo, Pistola
Assottigliam.

Falstaff
V’è noto un tal, qui del paese Che ha nome Ford?

Bardolfo
Sì.

Pistola
Sì.

Falstaff
Quell’uomo è un gran borghese...

Pistola
Più liberal d’un Creso.

Bardolfo
È un Lord!

Falstaff
Sua moglie è bella.

Pistola
E tien lo scrigno.

Falstaff
È quella! O amor! Sguardo di stella!
Collo di cigno! e il labbro? Un fior. Un fior che ride.
Alice è il nome e un giorno come passar mi’vide
Ne’ suoi paraggi, rise. M’ardea l’estro amatorio
Nel cor. La Dea vibrava raggi di specchio ustorio
Su me, su me, sul fianco baldo, sul gran torace,
Sul maschio pie’, sul fusto saldo, erto, capace;
E il suo desir in lei fulgea si al mio congiunto
Che parea dir: ‘Io son di Sir John Falstaff.’

Bardolfo
Punto.

Falstaff
E a capo. Un’altra.

Bardolfo
Un’altra.

Pistola
Un’altra.

Falstaff
E questa ha nome: Margherita.

Pistola
La chiaman Meg.

Falstaff
È anch’essa de’ miei pregi invaghita.
E anch’essa tien le chiavi dello scrigno. Costoro
Saran le mie Golconde e le mie Coste d’oro!
Guardate, Io sono ancora una piacente estate
Di San Martino. A voi, due lettere infuocate.
(dà a Bardolfo una delle due lettere.)
Tu porta questa a Meg; tentiam la sua virtù.
Già vedo che il tuo naso arde di zelo.
(a Pistola)
E tu porta questa ad Alice.

Pistola (ricusando)
Porto una spada al fianco.
Non sono un Messe Pandarus. Ricuso.

Falstaff
Saltimbanco.

Bardolfo (gettando la lettera sul tavolo)
Sir John, in quest’intrigo non posso accontdiscendervi. Lo vieta...

Falstaff
Chi?

Bardolfo
L’Onore.

Falstaff
(vedendo il paggio Robin che entra dal fondo)
Ehi! paggio!
(a Bardolfo e Pistola)
Andate a impendervi, ma non più a me.
(al paggio)
Due lettere, prendi, per due signore. Consegna tosto, corri, via, lesto, va!
(a Pistola e Bardolfo)
L’Onore! Ladri! Voi state ligi all’onor vostro, voi!
Cloache d’ignominia, quando, non, sempre,
Noi possiam star ligi al nostro. Io stesso, si, io, io,
Devo talor da un lato porre il timor di Dio
E, per necessità sviar l’onore,
Usare stratagemmi ed equivoci,
Destreggiar, bordeggiare.
E voi, coi vostri cenci E coll’occhiata torta da gattopardo
E i fetidi sghignazzi avete a scorta Il vostro onor!
Che onore? che onor? che onor! Che ciancia!
Che baja! Può l’onore riempirvi la pancia?
No. Può l’onor rimettervi uno stinco? Non può.
Nè un piede? No. N’è un dito? No. Nè un cappello?  No!
L’onor non è chirurgo. Che è dunque? Una parola.
Che c’è in questa parola? C’è dell’aria che vola.
Bel costrutto! L’onore lo può sentir chi è morto?
No.  Vive sol coi vivi?... Neppure:        perchè a torto
Lo gonfian le lusinghe, lo corrompe l’orgoglio,
L’ammorban le calunnie; e per me non ne voglio, no!
Ma, per tornare a voi, furfanti, ho atteso troppo, E vi discaccio.
(prende la scopa e insegue Bardolfo e Pistola)
Olà! Lesti! al galoppo!
Al galoppo! Il capestro assai bene vi sta.
Ladri! Via di qua!

(Bardolfo fugge dalla porta a sinistra. Pistola fugge dall’uscio del fondo, e Falstaff lo insegue.)

Parte seconda

Giardino. 
A sinistra la casa di Ford. Gruppi d’alberi nel centro della scena.
Meg e Quickly s’avviano verso la casa di Ford, e sulla soglia s’imbattono in Alice e Nannetta che stanno per uscire.

Meg (salutando)
Alice.

Alice
Meg

Meg
Nannetta.

Alice (a Meg)
Escivo appunto per ridere con te.
(a Quickly)
Buon dì, comare.

Quickly
Dio vi doni allegria
(accarrezzando la guancia di Nannetta)
Botton di rosa!

Alice (a Meg)
Giungi a buon punto. M’accade un fatto da trasecolar.

Meg
Anche a me.

Quickly
Che?

Nannetta
Che cosa?

Alice (a Meg)
Narra il tuo caso.

Meg
Narra il tuo.

Nannetta
Narra, narra.

Quickly
Narra, narra.

Alice
Promessa di non ciarlar.

Meg
Ti pare?
 
Quickly
Oibò. Vi pare?!

Alice
Dunque; se m’acconciassi a entrar ne’ rei
Propositi del diavolo, sarei
Promossa al grado di Cavalleressa!

Meg
Anch’io.

Alice
Motteggi.

Meg (Cerca in tasca: estrae una lettera.)
Non più parole,
Ché qui sciupiamo la luce del sole.
Ho una lettera.

Alice (Cerca in tasca.)
Anch’io.

Nannetta, Quickly
Oh!

Alice
Leggi.
(dà la lettera a Meg.)

Meg (scambia la propria lettera con quella di Alice.)
Leggi.
(leggendo la lettera di Alice)
‘Fulgida Alice! amor t’offro...’
Ma come?
Che cosa dice?
Salvo che il nome
La frasa è uguale.

Alice
‘Fulgida Meg! amor t’offro...’

Meg (continuando)
‘... amor bramo.’

Alice
Qua ‘Meg’, là ‘ Alice ’.
 
Meg
È tal e quale.
(come sopra)
‘Non domandar perchè, ma dimmi...’

Alice
‘... t’amo.’ Pur non gli offersi Cagion.

Meg
Il nostro caso è pur strano.

Quickly
Guardiam con flemma.

Meg
Gli stessi versi.

Alice
Lo stesso inchiostro.

Quickly
La stessa mano.

Nannetta
Lo stesso stemma.

Alice, Meg (leggendo insieme.)
‘Sei la gaia comare, il compar gaio
Son io, e fra noi due facciamo il paio.’

Alice
Già.

Nannetta
Lui, lei, te.

Quickly
Un paio in tre.

Alice
‘Facciamo il paio in un amor ridente di donna bella e d’uom...’

Tutte
‘... appariscente...’

Alice
E il viso tuo su me resplenderà come una stella sull’immensità.’

Tutte (ridendo)
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
 
Alice
‘Rispondi al tuo scudiere,
John Falstaff Cavaliere.’

Tutte
Mostro!

Alice
Dobbiam gabbarlo.

Nannetta
E farne chiasso.

Alice
E metterlo in burletta.

Nannetta
Oh! Oh! che spasso!

Quickly
Che allegria!

Meg
Che vendetta!

Alice
Quell’otre! quel tino!
Quel Re delle pance,
Ci ha ancora le ciance
Del bel vagheggino.
Quickly (ad Alice)
Quel’uomo è un cannone!
Se scoppia, ci spaccia.
Meg
Un flutto in tempesta
Gittò sulla rena
Di Windsor codesta
Vorace balena.
Nannetta (ad Alice)
Se ordisci una burla
Vo’anch’io la mia parte.

Alice
Quell’otre! quel tino!
Quel Re delle pance,
Ci ha ancora le ciance
Del bel vagheggino.
E l’olio gli sgocciola
Dall’adipe unticcio
E ancor ei ne snocciola
La strofa e il bisticcio!
Lasciam ch’ei le pronte
Sue ciarle ne spifferi;
Farà come i pifferi
Che sceser dal monte.
Vedrai che, se abbindolo
Quel grosso compar,
Più lesto d’un guindolo
Lo faccio girar.
Meg (ad Alice)
Quell’uomo è un cannone!
Se scoppia, ci spaccia.
Colui, se l’abbraccia,
Ti schiaccia Giunone.
Ma certo si spappola
Quel mostro a un tuo cenno
E corre alla trappola
E perde il suo senno.
Potenza d’un fragil
Sorriso di donna!
Scienza d’un agile
Movenza di gonna!
Se il vischio lo impegola
Lo udremo strillar,
E allor la sua fregola
Vedremo svampar.
Nannetta (ad Alice)
Se ordisci una burla,
Vo’ anch’io la mia parte.
Conviene condurla
Con senno, con arte.
L’agguato ov’ei sdrucciola
Convien ch’ei non scerna;
Già prese una lucciola
Per una lanterna.
Che il gioco riesca
Perciò più non dubito;
Per coglierlo subito
Bisogna offrir l’esca,
E se i scilinguagnoli
Sapremo adoprar,
Vedremo a rigagnoli
Quell’orco sudar.
Quickly (ad Alice, Nannetta e Meg)
Un flutto in tempesta
Gittò sulla rena
Di Windsor codesta
Vorace balena.
Ma qui non ha spazio
Da farsi più pingue;
Ne fecer già strazio
Le vostre tre lingue.
Tre lingue più allegre
D’un trillo di nacchere,
Che spargon più chiacchiere
Di sei cingallegre.
Tal sempre s’esilari
Quel bel cinguettar.
Così soglion l’ilari
Comari ciarlar.

(Mr. Ford, Dr. Cajus, Fenton, Bardolfo, Pistola entrano, tutti in gruppo, parlando a Ford.)

Dr. Cajus (a Ford)
È un ribaldo, un furbo, un ladro,
Un furfante, un turco, un vandalo;
L’altro di mandò a soqquadro
La mia casa e fu uno scandalo.
Se un processo oggi gl’intavolo
Sconterà le sue rapine.
Ma la sua più degna fine
Sia d’andare in man del diavolo.
E quei due che avete accanto
Gente son di sua tribù.
Non son due stinchi di santo
Nè son fiori di virtù.
Bardolfo (a Ford)
Falstaff, sì, ripeto, giuro
(per mia bocca il ciel v’illumina)
Contro voi John Falstaff rumina
Un progetto alquanto impuro.
Son uom d’arme e quell’infame
Più non vo’ che v’impozzangheri;
Non vorrei, no, escir dai gangheri
Dell’onor per un reame!
Messer Ford, l’uomo avvisato
Non è salvo che a metà.
Tocca a voi d’ordir l’agguato
Che l’agguato stornerà.
Pistola (a Ford)
Sir John Falstaff già v’appresta,
Messer Ford, un gran pericolo.
Già vi pende sulla testa
Qualche cosa a perpendicolo.
Messer Ford, fui già un armigero
Di quell’uom dall’ampia cute;
Or mi pento e mi morigero
Per ragioni di salute.
La minaccia or v’è scoperta,
Or v’è noto il ciurmador.
State all’erta, all’erta, all’erta!
Qui si tratta dell’onor.

Fenton (a Ford)
Se volete, io non mi perito
Di ridurlo alla ragione
Colle brusche o colle buone,
E pagarlo al par del merito.
Mi dà core e mi solletica
(E sarà una giostra gaia)
Di sfondar quella ventraia
Iperbolico-apoplettica.
Col consiglio o colla spada
Se lo trovo al tu per tu,
O lui va per la sua strada
O lo assegno a Belzebù.
Ford (da sé, poi agli altri)
Un ronzio di vespe e d’avidi
Calabron brontolamento,
Un rombar di nembi gravidi
D’uragani è quel ch’io sento.
Il cerèbro un ebro allucina
Turbamento di paura;
Ciò che intorno a me si buccina,
È un susurro di congiura.
Parlan quattro ed uno ascolta;
Qual dei quattro ascolterò?
Se parlaste uno alla volta
Forse allor v’intenderò.
Alice, Nannetta, Meg, Quickly (lontane)
Quell’otre! quel tino!

Ford (a Pistola)
Ripeti.

Pistola (a Ford)
In due parole:
L’enorme Falstaff vuole
Entrar nel vostro tetto,
Beccarvi la consorte,
Sfondar la cassa-forte
E sconquassarvi il letto.

Dr. Cajus
Caspita!

Ford
Quanti guai!

Bardolfo (a Ford)
Già le scrisse un biglietto...

Pistola (interrompendolo)
Ma quel messaggio abbietto
Ricusai.

Bardolfo
Ricusai.
 
Pistola
Badate a voi.

Bardolfo
Badate!

Pistola
Falstaff le occhieggia Tutte,
Che siano belle o brutte,
Pulzelle o maritate.

Pistola, Bardolfo
Tutte! Tutte!

Bardolfo
La corona che adorna
D’Atteòn l’irte chiome
Su voi già spunta.

Ford
Come sarebbe a dir?

Bardolfo
Le corna.

Ford
Brutta parola!

Dr. Cajus
Ha voglie voraci il Cavalier.

Ford
Sorveglierò la moglie.
Sorveglierò il messere.
(Rientrano le quattro donne.)
Salvar vo’ i beni miei
Dagli appetiti altrui.

Fenton (vedendo Nannetta)
(È lei.)

Nannetta (vedendo Fenton)
(È lui.)

Ford (vedendo Alice)
(È lei.)
 
Alice (vedendo Ford)
(È lui.)

Dr. Cajus (a Ford, indicando Alice)
(È lei.)
 
Meg (ad Alice, indicando Ford)
(È lui.)

Alice (alle altre, indicando Ford)
(S’egli sapesse!...)

Nannetta
(Guai!)

Alice
(Schiviamo i passi suoi.)

Meg
(Ford è geloso?)

Alice
(Assai.)

Quickly
(Zitto.)

Alice
(Badiamo a noi.)

(Alice, Meg e Quickly escono da sinistra. Resta Nannetta. Ford, Dr. Cajus, Bardolfo e Pistola escono da destra. Resta Fenton.)

Fenton (a Nannetta, fra i cespugli)
Psst, psst, Nannetta.

Nannetta
Ssss.

Fenton
Vien qua.

Nannetta
Taci. Che vuoi?

Fenton
Due baci.

Nannetta
In fretta.

Fenton
In fretta.
(Si baciano rapidamente.)

Nannetta
Labbra di foco!

Fenton
Labbra di fiore!...

Nannetta
Che il vago gioco sanno d’amore.

Fenton
Che spargon ciarle,
Che mostran perle,
Belle a vederle,
Dolci a baciarle!
Labbra leggiadre!

Nannetta
Man malandrine!

Fenton
Ciglia assassine!
Pupille ladre!
T’amo!
(Fa per baciarla ancora.)

Nannetta
Imprudente. No.

Fenton
Sì... Due baci.

Nannetta
Basta.

Fenton
Mi piaci tanto!
 
Nannetta
Vien gente.
(Si allontanano l’una dall’altro, mentre ritornano le donne.)

Fenton
‘Bocca baciata non perde ventura .’

Nannetta
‘Anzi rinnova come fa la luna.’

(Fenton si nasconde dietro gli alberi.)

Alice
Falstaff m’ha canzonata.

Meg
Merito un gran castigo.

Alice
Se gli scrivessi un rigo?...

Nannetta (riunendosi al crocchio)
Val Meglio un’ambasciata.

Alice
Sì.

Nannetta
Sì.

Quickly
Sì.

Nannetta
Sì.

Alice (a Quickly)
Da quel brigante tu andrai. Lo adeschi all’offa D’un ritrovo galante con me.

Quickly
Questa è gaglioffa!

Nannetta
Che bella burla!

Alice
Prima, per attirarlo a noi, lo lusinghiamo...

Nannetta
... e poi...

Alice
... e poi. Gliele cantiamo in rima.

Quickly
Non merita riguardo.

Alice
È un bove.

Meg
È un uomo senza fede.

Alice
È un monte di lardo.

Meg
Non merita clemenza.

Alice
È un ghiotton che scialacqua
Tutto il suo aver nel cuoco.

Nannetta
Lo tufferem nell’acqua.

Alice
Lo arrostiremo al fuoco.

Nannetta
Che gioia!

Alice
Che allegria!

Tutte
Che gioia! che gioia!
 
Meg (a Quickly)
Procaccia di far bene
La tua parte.

Quickly (accorgendosi di Fenton)
Chi viene?

Meg
Là c’è qualcun che spia.

(Escono Alice, Meg, Quickly. Nannett resta.
Fenton le torna accanto.)

Fenton
Torno all’assalto.

Nannetta
Torno alla gara. Ferisci!

Fenton
Para!

Nannetta
La mira è in alto.
L’amor è un agile
Torneo, sua corte
Vuol che il più fragile
Vinca il più forte.

Fenton
M’armo, ti guardo.
T’aspetto al varco.

Nannetta
Il labbro è l’arco.

Fenton
E il bacio è il dardo.
Bada! La freccia
Fatal già scocca
Dalla mia bocca
Sulla tua treccia.
(le baccia la treccia.)

Nannetta
(annodandogli il collo colla treccia,
mentre egli la bacia)
Eccoti avvinto.

Fenton
Chiedo la vita!

Nannetta
Io son ferita, ma tu sei vinto.

Fenton
Pietà! Facciamo la pace e poi...

Nannetta
E poi?

Fenton
Se vuoi, ricominciamo.

Nannetta
Bello è quel gioco che dura poco. Basta.

Fenton
Amor mio!

Nannetta
Vien gente. Addio! (Fugge.)

Fenton
‘Bocca baciata non perde ventura .’

Nannetta (di dentro rispondendo)
‘Anzi rinnova come fa la luna.’

(rientrano Ford, Dr. Cajus, Bardolfo, Pistola; Fenton si unisce al crocchio.)

Bardolfo (a Ford)
Udrai quanti egli sfoggia
Magniloquenza altera.

Ford
Diceste ch’egli alloggia... Dove?

Pistola
Alla Giarrettiera.

Ford
A lui annuncerete,
Ma con un falso nome;
Poscia vedrete come
Lo piglio nella rete.
Ma... non una parole.

Bardolfo
In ciarle non m’ingolfo.
Io mi chiamo Bardolfo.

Pistola
Io mi chiamo Pistola.

Ford
Siam d’accordo.

Bardolfo
L’arcano custodirem

Pistola
Son sordo e muto.

Ford
Siam d’accordo tutti.

Bardolfo, Pistola
Sì.

Ford
Qua la mano.

(si avanzano Alice, Nannetta, Meg e Quickly.)

Dr. Cajus (a Ford)
Del tuo barbaro diagnostico
Forse il male è assai men barbaro.
Ti convien tentar la prova
Molestissima del ver.
Così avvien col sapor ostico
Del ginepro e del rabarbaro;
Il benessere rinnova
L’amarissimo bichier.
Ma quei due che avete accanto
Genti son di sua tribù,
Non son due stinchi di santo,
Nè son fiori di virtù.
Pistola (a Ford)
Voi dovete empirgli il calice,
Tratto tratto, interrogandolo,
Per tentar se vi riesca
Di trovar del nodo il bandolo.
Come all’acqua inclina il salice
Così al vin quel Cavalier.
Scoverete la sua tresca
Scoprirete il suo pensier.
La minaccia or v’è scoperta
E v’è noto il ciurmador,
State all’erta, all’erta, all’erta!
Qui si tratta dell’onor.
Ford (a Pistola)
Tu vedrai se bene adoptera
L’arte mia con quell’infame.
E sarà prezzo dell’opera
S’io discopro le sue trame.
Se da me storno il ridicolo
Non avrem sudato invan.
Se l’attiro nell’inganno
L’angue morde il cerretan.
Bardolfo (a Ford)
Messer Ford, un infortunio
Marital in voi s’incorpora:
Se non siete astuto e cauto
Quel Sir John vi tradirà.
Quel paffuto plenilunio
Che il color del vino imporpora
Troverebbe un pasto lauto
Nella vostra ingenuità.
Messer Ford, l’uom avvisato
Non è salvo che a metà.
Tocca a voi d’ordir l’agguato
Che l’agguato stornerà.
Fenton (fra sé)
Qua borbotta un crocchio d’uomini,
C’è nell’aria una malìa,
Là cinguetta un stuol di femine,
Spira un vento agitator.
Ma colei che in cor mi nomini,
Dolce amor, vuol esser mia!
Noi sarem come due gemine
Stelle unite in un ardor.
Alice (a Meg)
Quell’otre! quel tino!
Quel Re delle pance
Ci ha ancora le ciance
Del bel vagheggino.
Vedrai che, se abbindolo
Quel grosso compar,
Più lesto d’un guindolo
Lo faccio girar.
Meg (ad Alice)
Vedrai che a un tuo cenno
Quel mostro so spappola
E perdi il suo senno
E corre alla trappola.
Se il vischio lo impegola
Lo udremo strillar,
E allor la sua fregola
Vedremo svampar.
Quell’otre! quel tino!
Nannetta (ad Alice)
Se ordisci una burla,
Vo’ anch’io la mia parte
Conviene condurla
Con senno e con arte.
Quell’orte! Quel tino!
E se i scilinguagnoli
Sapremo adoprar,
Vedremo a rigagnoli
Quell’orco sudar.
Quickly
Tre lingue più allegre
D’un trillo di nacchere.
Che spargon più chiacchiere
Di sei cingallegre.
Quell’otre! quel tino!
Tal sempre s’esilari
Quel bel cinguettar.
Così soglion l’ilari
Comari ciarlar.

(Ford, Dr. Cajus, Fenton, Bardolfo e Pistola escono.)

Alice
Qui più non si vagoli...

Nannetta (a Quickly)
Tu corri all’uffizio tuo.

Alice
Vo’ ch’egli miagoli
D’amor come un micio.
(a Quickly)
È intesa?

Quickly
Sì.

Nannetta
È detta.

Alice
Domani.

Quickly
Sì, sì.

Alice
Buon dì, Meg.

Quickly
Nannetta, Buon dì.

Nannetta
Addio.

Meg
Buon dì.

Nannetta
Buon dì.

Meg
Buon dì.

Alice
Vedrai che quell’epa
Terribile e tronfia
Si gonfia...

Alice, Nannetta
Si gonfia...

Alice, Nannetta, Meg
Si gonfia...

Tutte
Si gonfia e poi crepa.

Alice
‘Ma il viso mio su lui risplenderà...’

Tutte
‘... Come una stella sull’immensità.’
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!

(Si accomiatano e s’allontanano.)

 


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6:13:52 AM, 30 July 2014
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