Classical Music Home

The World's Leading Classical Music Group

Email Password  
Not a subscriber yet?
Keyword Search
in
 
  Classical Music Home > Opera Libretti

Opera Libretti




Beethoven | Bellini | Berg | Berlioz | Bizet | Cavalieri | Cavalli | Clerambault | Debussy | Donizetti | Falla | Gluck | Gounod | Granados | Hallstrom | Handel | Hartke | Haydn | Kalman | Leoncavallo | Mascagni | Massenet | Mercadante | Meyerbeer | Monteverdi | Mozart | Pacius | Petitgirard | Portugal | Puccini | Purcell | Rachmaninov | Rossini | Sacchini | Strauss Johann II | Verdi | Wagner Richard | Wagner Siegfried | Walton | Weber
 
Verdi
Rigoletto
English
Synopsis
Italian
Introduction
Atto Primo
Atto Secondo
Atto Terzo
Atto Quarto

ATTO SECONDO

Scena Prima

(L'estremità più deserta d'una via

cieca. A sinistra una casa di discreta

apparenza con una piccola corte

circondata da muro. Nella corte un

grosso ed alto albero ed un sedile di

marmo; nel muro, una porta che mette

alla strada; sopra il muro un terrazzo

praticabile, sostenuto da arcate. La

porta del primo piano dà sul detto

terrazzo, a cui si ascende per una scala

di fronte. A destra della via è il muro

altissimo del giardino, e un fianco del

palazzo di Ceprano. È notte. Rigoletto

chiuso nel suo mantello. Sparafucile lo

segue, portando sotto il mantello una

lunga spada.)

RIGOLETTO

(Fra sè)

Quel vecchio maledivami!

SPARAFUCILE

Signor?

RIGOLETTO

Va, non ho niente.

SPARAFUCILE

Né il chiesi a voi presente

Un uom di spada sta.

RIGOLETTO

Un ladro?

SPARAFUCILE

Un uom che libera

Per poco da un rivale,

E voi ne avete

RIGOLETTO

Quale?

SPARAFUCILE

La vostra donna è là.

RIGOLETTO

(Fra sè)

Che sento!

(A Sparafucile)

E quanto spendere

Per un signor dovrei?

SPARAFUCILE

Prezzo maggior vorrei

RIGOLETTO

Com'usassi pagar?

SPARAFUCILE

Una metà s'anticipa,

Il resto si dà poi

RIGOLETTO

(Fra sè)

Demonio!

(A Sparafucile)

E come puoi tanto securo oprar?

SPARAFUCILE

Soglio in cittade uccidere,

Oppure nel mio tetto.

L'uomo di sera aspetto

Una stoccata e muor.

RIGOLETTO

(Fra sè)

Demonio!

(A Sparafucile)

E come in casa?

SPARAFUCILE

È facile

M'aiuta mia sorella

Per le vie danza è bella

Chi voglio attira e allor

RIGOLETTO

Comprendo.

SPARAFUCILE

Senza strepito

È questo il mio strumento,

(Mostra la spada.)

Vi serve?

RIGOLETTO

No al momento.

SPARAFUCILE

Peggio per voi

RIGOLETTO

Chi sa?

SPARAFUCILE

Sparafucile mi nomino

RIGOLETTO

Straniero?

SPARAFUCILE

Borgognone

RIGOLETTO

E dove all'occasione?

SPARAFUCILE

Qui sempre a sera.

RIGOLETTO

Va.

SPARAFUCILE

Sparafucile.

(Sparafucile parte.)

Scena Seconda

RIGOLETTO

(guardando dietro a Sparafucile)

Pari siamo!

io la lingua, egli ha il pugnale;

L'uomo son io che ride,

ei quel che spegne!

Quel vecchio maledivami!

O uomini! o natura!

Vil scellerato mi faceste voi!

Oh rabbia! esser difforme!

esser buffone!

Non dover, non poter altro che ridere!

Il retaggio d'ogni uom m'è tolto

il pianto!

Questo padrone mio,

Giovin, giocondo, sì possente, bello,

Sonnecchiando mi dice:

Fa' ch'io rida, buffone

Forzarmi deggio e farlo!

Oh, dannazione!

Odio a voi, cortigiani schernitori!

Quanta in mordervi ho gioia!

Se iniquo son, per cagion vostra è solo

Ma in altr'uomo qui mi cangio!

Quel vecchio maledivami tal pensiero

Perché conturba ognor la mente mia?

Mi coglierà sventura?

Ah, no, è follia

(Apre con chiave ed entra nel cortile.)

ACTO SEGUNDO

Escena Primera

(una calle desierta sin salida. A la

izquierda una casa modesta, con

patio, rodeada de muros. En el patio

un árbol grande y un banco de

mármol. Una puerta en la tapia da

a la calle, encima del muro una

terraza. La puerta del primer piso

da a la terraza, con arcada, a la

que se accede por una escalera

situada en la parte delantera. A

la derecha de la calle una tapia

muy alta, la del jardín del palacio

del conde Ceprano. Es de noche.

Rigoletto, arropado en su capa, le

sigue Sparafucile, llevando una larga

espada bajo la capa.)

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Aquel viejo me maldijo!

SPARAFUCILE

¿Señor?....

RIGOLETTO

¡Vete, no tengo nada!

SPARAFUCILE

Ni te lo he pedido. Ante vos tenéis

a un hombre de espada.

RIGOLETTO

¿Un ladrón?

SPARAFUCILE

Un hombre que por pocas monedas

os puede librar de un rival

y vos los tenéis...

RIGOLETTO

¿Quién?

SPARAFUCILE

Vuestra mujer vive ahí.

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Qué oigo!

(A Sparafucile)

¿y cuanto me costaría...

un caballero?

SPARAFUCILE

Os pediría un precio más elevado

RIGOLETTO

¿cómo se acostumbra a pagar?

SPARAFUCILE.

La mitad por adelantado,

y el resto después...

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Demonio!

(A Sparafucile)

Y, ¿cómo actúas tan seguro?

SPARAFUCILE

Suelo a matar en la ciudad,

o bien bajo mi techo.

Acecho al hombre por la noche...

una estocada y muere.

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Demonio!

(A Sparafucile)

Y en tu casa, ¿como?

SPARAFUCILE

Es fácil...

me ayuda mi hermana.

Baila por la calle..., es guapa....

Atrae a quien quiero..... y entonces...

RIGOLETTO

Comprendo.

SPARAFUCILE

Sin estrépito....

Este es mi instrumento,

(Muestra la espada)

¿os sirve?

RIGOLETTO

No...por ahora...

SPARAFUCILE

Peor para vos...

RIGOLETTO

¿Quién sabe?

SPARAFUCILE

Me llamo Sparafucile.

RIGOLETTO

¿Extranjero?

SPARAFUCILE

Borgoñón

RIGOLETTO

Si llega la ocasión ¿cómo encontrarte?

SPARAFUCILE

Aquí, todas las noche.

RIGOLETTO

Vete.

SPARAFUCILE

Sparafucile.

(Sparafucile se va)

Escena Segunda

RIGOLETTO

(Siguiendo a Sparafucile con la vista)

¡Somos iguales!

Yo con la lengua y él con el puñal;

¡Yo soy el hombre que ríe,

él, el que mata!

¡Aquel viejo me maldijo!

¡Oh hombres!... ¡Oh, naturaleza!...

¡Me habéis hecho un vil malvado!...

¡Que rabia, ser deforme!...

¡qué rabia ser bufón!...

¡No deber, no poder hacer otra cosa

mas que reír!

Me está prohibido el patrimonio

de cualquier hombre... ¡el llanto!

Y mi amo joven y alegre,

tan poderoso, adormilándose me dice:

¡bufón hazme reír!...

Y debo esforzarme y conseguirlo.

¡Qué condena!

¡Os odio, cortesanos repugnantes!

¡Que alegría me da el zaheriros!

Si soy perverso, es por vuestra culpa.

¡Pero aquí soy otro hombre!

¡Aquel viejo me maldijo!

¿por qué este pensamiento me turba?

¿me sucederá alguna desgracia?

No, ¡es una locura!

(entra en el patio)

 

Scena Terza

(Detto e Gilda ch'esce dalla casa e si

getta nelle sue braccia.)

RIGOLETTO

Figlia!

GILDA

Mio padre!

RIGOLETTO

A te d'appresso

Trova sol gioia il core oppresso.

GILDA

Oh, quanto amore!

Padre mio!

RIGOLETTO

Mia vita sei!

Senza te in terra qual bene avrei?

O figlia mia!

(Sospira.)

GILDA

Voi sospirate! che v'ange tanto?

Lo dite a questa povera figlia

Se v'ha mistero per lei sia franto

Ch'ella conosca la sua famiglia.

RIGOLETTO

Tu non ne hai

GILDA

Qual nome avete?

RIGOLETTO

A te che importa?

GILDA

Se non volete

Di voi parlarmi

RIGOLETTO

(interrompendola)

Non uscir mai.

GILDA

Non vo che al tempio.

RIGOLETTO

Oh, ben tu fai.

GILDA

Se non di voi, almen chi sia

Fate ch'io sappia la madre mia.

RIGOLETTO

Deh, non parlare al misero

Del suo perduto bene

Ella sentia, quell'angelo,

Pietà delle mie pene

Solo, difforme, povero,

Per compassion mi amò.

Moria le zolle coprano

Lievi quel capo amato

Sola or tu resti al misero

O Dio, sii ringraziato!

GILDA

(singhiozzando)

Quanto dolor!

Che spremere

Sì amaro pianto può?

Padre, non più, calmatevi

Mi lacera tal vista

Il nome vostro ditemi,

Il duol che sì v'attrista

RIGOLETTO

A che nomarmi? è inutile!

Padre ti sono, e basti

Me forse al mondo temono,

D'alcuno ho forse gli asti

Altri mi maledicono

GILDA

Patria, parenti, amici

Voi dunque non avete?

RIGOLETTO

Patria! parenti! dici?

(con effusione)

Culto, famiglia, patria,

Il mio universo è in te!

GILDA

Ah, se può lieto rendervi,

Gioia è la vita a me!

Già da tre lune son qui venuta,

Né la cittade ho ancor veduta;

Se il concedete, farlo or potrei

RIGOLETTO

Mai! mai!

Uscita, dimmi unqua sei?

GILDA

No.

RIGOLETTO

Guai!

GILDA

(Fra sè)

Che dissi!

RIGOLETTO

Ben te ne guarda!

(Fra sè)

Potrien seguirla, rapirla ancora!

Qui d'un buffone si disonora

La figlia, e ridesi

Orror!

(verso la casa)

Olà?

Scena Quarta

(Detti e Giovanna dalla casa.)

GIOVANNA

Signor?

RIGOLETTO

Venendo mi vide alcuno?

Bada, di' il vero

GIOVANNA

Ah, no, nessuno.

RIGOLETTO

Sta ben

la porta che dà al bastione

È sempre chiusa?

GIOVANNA

Ognor si sta

RIGOLETTO

(a Giovanna)

Veglia, o donna, questo fiore

Che a te puro confidai;

Veglia attenta, e non sia mai

Che s'offuschi il suo candor.

Tu dei venti dal furore

Ch'altri fiori hanno piegato,

Lo difendi, e immacolato

Lo ridona al genitor.

GILDA

Quanto affetto! Quali cure!

Che temete, padre mio?

Lassù in cielo, presso Dio,

Veglia un angiol protettor.

Da noi toglie le sventure

Di mia madre il priego santo;

Non fia mai divelto o infranto

Questo a voi diletto fior.

Scena Quinta

(Detti e il duca in costume borghese

dalla strada.)

RIGOLETTO

Alcuno v'è fuori

(Apre la porta della corte e, mentre

esce a guardar sulla strada, il Duca

guizza furtivo nella corte e si nasconde

dietro l'albero gettando a Giovanna

una borsa la fa tacere.)

GILDA

Cielo!

Sempre novel sospetto

RIGOLETTO

(a Gilda, tornando)

Alla chiesa vi seguiva

mai nessuno?

GILDA

Mai.

DUCA

(Fra sè)

Rigoletto!

RIGOLETTO

Se talor qui picchiano

Guardatevi da aprir

GIOVANNA

Nemmeno al duca

RIGOLETTO

Meno che a tutti a lui

Mia figlia, addio.

DUCA

(Fra sè)

Sua figlia!

GILDA

Addio, mio padre.

RIGOLETTO

(a Giovanna)

Veglia, o donna, questo fiore

Che a te puro confidai;

Veglia attenta, e non sia mai

Che s'offuschi il suo candor.

Tu dei venti dal furore

Ch'altri fiori hanno piegato,

Lo difendi, e immacolato

Lo ridona al genitor.

Figlia, mia figlia. Addio!

GILDA

Quanto affetto! Quali cure!

Che temete, padre mio?

Lassù in cielo, presso Dio,

Veglia un angiol protettor.

Padre, mi padre. Addio!

(S'abbracciano e Rigoletto parte

chiudendosi dietro la porta.)

 

Escena Tercera

(Rigoletto y Gilda que sale de la casa

y se precipita a sus brazos)

RIGOLETTO

¡Hija!

GILDA

¡Padre!

RIGOLETTO

Sólo a tu lado,

encuentra alegría mi corazón.

GILDA

¡Oh, Cuánto te quiero!

¡Padre mío!

RIGOLETTO

¡Tú eres toda mi vida!

Sin ti, ¿que bien tendría en esta tierra?

¡Hija mía!

(Suspira)

GILDA

¡Suspiráis!... ¿Que os aflige?

Decídselo a vuestra pobre hija.

Si hay algún misterio... Dímelo...

para que conozca a su familia.

RIGOLETTO

Tú no la tienes.

GILDA

¿Cuál es vuestro nombre?

RIGOLETTO

¿Qué te importa?

GILDA

Si no queréis

hablarme de vos...

RIGOLETTO

(Interrumpiéndola)

¡No salgas nunca!

GILDA

Sólo voy a la iglesia .

RIGOLETTO

¡Haces bien!

GILDA

Si no queréis hablarme de vos

decidme al menos, quién es mi madre.

RIGOLETTO

Ah! No le hables al desgraciado

de su bien perdido....

Aquel ángel sentía

piedad de mis penas....

Solo, deforme, pobre,

me amó por compasión.

Murió...que la tierra

cubra dulcemente

aquella cabeza amada.

Sólo me quedas tú...

GILDA

(Sollozando)

¡Oh, Cuanto dolor!

¿Qué puede expresar

un llanto tan amargo?

¡Padre, basta, calmaos;

Veros así me hiere...

Decidme vuestro nombre

y el dolor que os entristece.

RIGOLETTO

Mi nombre... ¿para qué?

¡Soy tu padre y basta!...

Quizás muchos me temen

Otros me aborrecen...

Y acaso otros me maldicen.

GILDA

¿No tenéis pues patria,

familia, amigos?

RIGOLETTO

¡Patria, parientes!... ¿dices?

(Con emoción)

¡Religión, familia, patria,

tú eres todo mí universo!

GILDA

¡Si pudiera haceros feliz

mi vida se colmaría de felicidad!

Hace tres meses que vine aquí

y aún no he visto la ciudad

si me das permiso, podría conocerla.

RIGOLETTO

Jamás...jamás, dime:

¿has salido de casa alguna vez?

GILDA

¡No!

RIGOLETTO

¡Ay de ti!

GILDA

(Para sí)

¿Qué he dicho?

RIGOLETTO

¡Guárdate de ello!

(aparte)

¡Podrían seguirla y raptarla!

Deshonrar a la hija de un bufón

y luego burlarse de él...

¡Qué horror!

(Vuelto hacia la casa)

¿Quién va ahí?

Escena Cuarta

(Giovanna saliendo de la casa)

GIOVANNA

¿Señor?

RIGOLETTO

¿Has dicho a alguien que vengo aquí?

Cuidado, no me mientas.

GIOVANNA

No, a nadie.

RIGOLETTO

Está bien...

La puerta que da al muro

¿está siempre cerrada?

GIOVANNA

Siempre....

RIGOLETTO

(A Giovanna)

¡Oh mujer, vela por esta flor pura

que te confié!

Vigila atenta para que nunca

se apague su candor.

Defiéndela con furor de los vientos,

que han doblegado a otras flores,

defiéndela e inmaculada,

devuélvela a su padre.

GILDA

¡Cuánto cariño! ¡Cuantos cuidados!

¿Qué teméis padre mío?

Allá en el cielo, cerca de Dios,

vela por mí un ángel protector.

Las santas plegarias de mi madre

nos protegen de las desventuras.

La flor que adoráis nunca

será tronchada o arrancada.

Escena Quinta

(Los mismos y el duque, de incógnito,

en la calle)

RIGOLETTO

¡Hay alguien ahí fuera!...

(Abre la puerta del patio, y, mientras

sale para mirar a la calle, el duque

se desliza en el patio y se esconde

detrás del árbol; hace callar a

Giovanna arrojándole una bolsa)

GILDA

¡Cielos,

siempre con nuevas sospechas!

RIGOLETTO

(a Gilda, volviendo)

¿Alguna vez ten ha seguido

a la iglesia?

GILDA

¡Nunca!

DUQUE

(para si)

¡Rigoletto!

RIGOLETTO

Aunque llamen,

guardaos de abrir...

GIOVANNA

¿Ni si quiera al duque?

RIGOLETTO

¡A él menos que a nadie!

¡Adiós, hija mía!

DUQUE

(Para sí)

¡Su hija!

GILDA

¡Adiós padre mío!

RIGOLETTO

(A Giovanna)

¡Oh mujer, vela por esta flor pura

que te confié!

Vigila atenta para que nunca

se apague su candor.

Defiéndela con furor de los vientos,

que han doblegado a otras flores,

defiéndela e inmaculada,

devuélvela a su padre.

Hija, hija mía. ¡Adiós!

GILDA

¡Cuánto cariño! ¡Cuantos cuidados!

¿Qué teméis padre mío?

Allá en el cielo, cerca de Dios,

vela por mí un ángel protector.

Padre, padre mío. ¡Adiós!

(Se abrazan y Rigoletto sale,

cerrando la puerta tras de sí)

 

Scena Sesta

(Gilda, Giovanna, il Duca nella

corte, poi Ceprano e Borsa a tempo

sulla via.)

GILDA

Giovanna, ho dei rimorsi

GIOVANNA

E perché mai?

GILDA

Tacqui che un giovin

ne seguiva al tempio.

GIOVANNA

Perché ciò dirgli?

L'odiate dunque cotesto giovin voi?

GILDA

No, no, ché troppo è bello

e spira amore

GIOVANNA

E magnanimo sembra e gran signore.

GILDA

Signor né principe io lo vorrei;

Sento che povero più l'amerei.

Sognando o vigile sempre lo chiamo,

E l'alma in estasi gli dice: t'a

DUCA

(Esce improvviso, fa cenno a Giovanna

d'andarsene, e inginocchiandosi ai piedi

di Gilda termina la frase.)

T'amo!

T'amo, ripetilo sì caro accento

Un puro schiudimi ciel di contento!

GILDA

Giovanna? Ahi, misera! ­

non v'è più alcuno

Che qui rispondami!

Oh Dio! nessuno!

DUCA

Son io coll'anima che ti rispondo

Ah, due che s'amano

son tutto un mondo!

GILDA

Chi mai, chi giungere vi fece a me?

DUCA

Se angelo o demone che importa a te?

Io t'amo

GILDA

Uscitene.

DUCA

Uscire! Adesso!

Ora che accendene un fuoco istesso!

Ah, inseparabile d'amore il Dio

Stringeva, o vergine, tuo fato al mio!

È il sol dell'anima, la vita è amore,

Sua voce è il palpito del nostro core

E fama e gloria, potenza e trono.

Terrene, fragili cose qui sono.

Una pur avvene sola, divina,

È amor che agli angeli più ne avvicina!

Adunque amiamoci, donna celeste,

D'invidia agli uomini sarò per te.

GILDA

(Fra sè)

Ah, de' miei vergini sogni son queste

Le voci tenere sì care a me!

DUCA

Che m'ami, deh, ripetimi.

GILDA

L'udiste.

DUCA

Oh, me felice!

GILDA

Il nome vostro ditemi

Saperlo non mi lice?

CEPRANO

(a Borsa dalla via)

Il loco è qui

DUCA

(pensando)

Mi nomino

BORSA

(a Ceprano e partono)

Sta ben

DUCA

Gualtier Maldè

Studente sono povero

GIOVANNA

(tornando spaventata)

Romor di passi è fuore

GILDA

Forse mio padre

DUCA

(Fra sè)

Ah, cogliere

Potessi il traditore

Che sì mi sturba!

GILDA

(a Giovanna)

Adducilo di qua al bastione ite

DUCA

Di', m'amerai tu?

GILDA

E voi?

DUCA

L'intera vita poi

GILDA

Non più non più partite.

GILDA, DUCA

Addio speranza ed anima

Sol tu sarai per me.

Addio vivrà immutabile

L'affetto mio per te.

(Il Duca entra in casa scortato da

Giovanna. Gilda resta fissando la

porta ond'è partito.)

Scena Settima

GILDA

Gualtier Maldè nome di lui sì amato,

Ti scolpisci nel core innamorato!

Caro nome che il mio cor

Festi primo palpitar,

Le delizie dell'amor

Mi dei sempre rammentar!

Col pensiero il mio desir

A te sempre volerà,

E fin l'ultimo sospir,

Caro nome, tuo sarà.

(Entra in casa e comparisce sul terrazzo

con una lucerna per vedere anco una

volta il creduto Gualtiero, che si

suppone partito dall'altra parte.)

Scena Ottava

(Marullo, Ceprano, Borsa, Cortigiani,

armati e mascherati, dalla via. Sul

terrazzo Gilda che tosto rientra.)

GILDA

Gualtier Maldè

E fin l'ultimo sospir,

Caro nome, tuo sarà

BORSA

(indicando Gilda al Coro)

È là

CEPRANO

Miratela.

CORO

Oh, quanto è bella!

MARULLO

Par fata od angiol.

CORO

L'amante è quella di Rigoletto!

 

Escena Sexta

(Gilda, Giovanna y el Duque en

el patio, después Ceprano y Borsa

en la calle)

GILDA

Giovanna, tengo remordimientos.

GIOVANNA

Y, ¿por qué?

GILDA

No le dije que un joven

me sigue a la iglesia...

GIOVANNA

¿Y por qué decírselo?

¿Acaso odiáis a ese joven?

GILDA

No, no es muy bello

y me inspira amor

GIOVANNA

Y parece generoso y un caballero.

GILDA

No quisiera ni señor ni príncipe;

si fuera pobre le amaría más.

Soñando o despierta siempre lo llamo,

y el alma en éxtasis le dice te a...

DUQUE

(Saliendo hace señas a Giovanna

para que se vaya, se arrodilla a los

pies de Gilda y termina la frase)

¡Te amo! ¡Te amo!

Repítelo con esa voz tan querida.

¡Dame un cielo de felicidad!

GILDA

¿Giovanna?...

¡Ay, pobre de mí!

¡No hay nadie que responda!

¡Nadie!... ¡Dios mío!...

DUQUE

Soy yo que te respondo con mi alma...

¡Cuando dos se aman

son todo uno!...

GILDA

¿Cómo habéis llegado hasta mí?

DUQUE

¿Sea ángel o demonio qué importa?

¡Te amo!...

GILDA

¡Marchaos!

DUQUE

¿Marcharme?... ¿Ahora?...

¡Cuando me invade tan intenso fuego!

¡Ah, el dios del amor, oh virgen,

unió por siempre nuestra suerte.

Él es el sol del alma, la vida es amor,

su voz es el latido de nuestro corazón.

La fama, la gloria, el poder y el trono,

son cosas frágiles y pasajeras:

¡solo existe una cosa divina,

el amor que nos asemeja a los ángeles!

Amémonos pues, alma celestial,

¡seré la envidia de todos los hombres!

GILDA

(Para sí)

¡Estas las palabras tiernas

son las que escucho en mis sueños!...

DUQUE

¡Dime, repíteme que me amas!

GILDA

Ya lo habéis oído.

DUQUE

¡Oh, soy tan feliz!.

GILDA

Decidme vuestro nombre...

¿puedo conocerlo?

CEPRANO

(A Borsa, en la calle)

Es aquí...

DUQUE

(Reflexionando)

Me llamo...

BORSA.

(A Ceprano. Salen)

Todo va bien...

DUQUE

... Gualtier Maldé...

soy estudiante...y pobre.

GIOVANNA

(volviendo asustada)

¡Hay rumor de pasos fuera!...

GILDA

Quizás sea mi padre...

DUQUE

(Para sí)

¡Si pudiera

coger al inoportuno

que me molesta!

GILDA

(A Giovanna).

Condúcelo a la muralla... marchaos.

DUQUE

Dime, ¿me quieres?.

GILDA

¿Y vos?

DUQUE

La vida entera... y...

GILDA

Basta, basta... marchaos...

DUQUE, GILDA

¡Adiós, alma mía!...

Tu eres mi única alegría.

¡Adiós!... mi amor por ti

no morirá jamás...

(El Duque sale con Giovanna;

Gilda se queda con los ojos fijos en

la puerta por donde él ha salido)

Escena Séptima

GILDA

Gualtier Maldé....

¡Nombre mi amado quédate gravado

en mi corazón enamorado!

¡Nombre querido que por primera vez

ha hecho palpitar mi corazón,

y que me recordará siempre

las delicias del amor!

Mi deseo volará siempre hacia ti,

y mi último suspiro,

nombre querido, será para ti.

(Entra en la casa y aparece en la

terraza con una linterna para ver

una vez más a Gualtier que supone

ha salido por la otra parte)

Escena Octava

(Marullo, Ceprano, Borsa, cortesanos

armados y enmascarados, en la calle.

En la terraza, Gilda entra en la casa)

GILDA

Gualtier Maldé....

Y al fin mi último suspiro,

nombre querido, será para ti.

BORSA

(Indicando a Gilda al coro)

¡Ahí está!...

CEPRANO

¡Miradla!

CORO

¡Qué hermosa es!

MARULLO

¡Parece un hada o un ángel!.

CORO

¡Es la amante de Rigoletto!.

 

Scena Nona

(Detti e Rigoletto concentrato.)

RIGOLETTO

(Fra sè)

Riedo! perché?

BORSA

Silenzio all'opra

badate a me.

RIGOLETTO

(Fra sè)

Ah, da quel vecchio fui maledetto!!

(Urta in Borsa.)

Chi è là?

BORSA

(ai compagni)

Tacete c'è Rigoletto.

CEPRANO

Vittoria doppia! l'uccideremo.

BORSA

No, ché domani più rideremo.

MARULLO

Or tutto aggiusto

RIGOLETTO

Chi parla qua?

MARULLO

Ehi, Rigoletto? Di'?

RIGOLETTO

(con voce terribile)

Chi va là?

MARULLO

Eh, non mangiarci Son

RIGOLETTO

Chi?

MARULLO

Marullo.

RIGOLETTO

In tanto bujo lo sguardo è nullo.

MARULLO

Qui ne condusse ridevol cosa

Tôrre a Ceprano vogliam la sposa

RIGOLETTO

(Fra sè)

Ohimè respiro!

(Ai Marullo)

Ma come entrare?

MARULLO

(piano a Ceprano)

La vostra chiave?

(a Rigoletto)

Non dubitare.

Non dee mancarci lo stratagemma

(Gli dà la chiave avuta da Ceprano)

Ecco le chiavi

RIGOLETTO

(palpando)

Sento il suo stemma.

(Fra sè)

Ah, terror vano fu dunque il mio!

(respirando)

N'è là il palazzo

con voi son io.

MARULLO

Siam mascherati

RIGOLETTO

Ch'io pur mi mascheri!

A me una larva

MARULLO

Sì, pronta è già.

(Gli mette una maschera e nello stesso

tempo lo benda con un fazzoletto, e lo

pone a reggere una scala, che avranno

appostata al terrazzo.)

Terrai la scala

RIGOLETTO

Fitta è la tenebra.

MARULLO

(piano, ai compagni)

La benda cieco e sordo il fa.

TUTTI

Zitti, zitti, muoviamo a vendetta,

Ne sia colto or che meno l'aspetta.

Derisore sì audace costante

A sua volta schernito sarà!

Cheti, cheti, rubiamgli l'amante

E la Corte doman riderà.

Attenti all'opra!

(Alcuni salgono al terrazzo, rompono la

porta del primo piano, scendono, aprono

ad altri che entrano dalla strada e

riescono trascinando Gilda, la quale

avrà la bocca chiusa da un fazzoletto.

Nel traversare la scena ella perde una

sciarpa.)

GILDA

(da lontano)

Soccorso, padre mio!

CORO

(da lontano)

Vittoria!

GILDA

(più lontano)

Aita!

RIGOLETTO

Non han finito ancor!

qual derisione!

(Si tocca gli occhi.)

Sono bendato!

(Si strappa impetuosamente la benda e

la maschera  ed al chiarore d'una

lanterna scordata riconosce la sciarpa,

vede la porta aperta: entra, ne trae

Giovanna spaventata; la fissa con

istupore, si strappa i capelli senza

poter gridare; finalmente dopo molti

sforzi esclama)

Ah! la maledizione!!

(Sviene.)

Escena Novena

(Los mismos, Rigoletto pensativo)

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Regreso!... ¿por qué?

BORSA

Silencio...comencemos...

¡estad atentos!

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Ah aquel viejo me maldijo!

(Tropieza con Borsa)

¿Quién anda ahí?.

BORSA

(A sus compañeros)

¡Callad!... está aquí Rigoletto.

CEPRANO

¡Doble victoria! ¡lo mataremos!...

BORSA

No, pues mañana nos reiremos más...

MARULLO

Todo está a punto.

RIGOLETTO

¿Quién habla ahí?

MARULLO

¡Hola! Rigoletto... ¿eres tú?

RIGOLETTO

(Con voz terrible)

¡Quién anda ahí?

MARULLO

¡Eh! ¡No nos comas! Soy...

RIGOLETTO

¿Quién?...

MARULLO

Marullo...

RIGOLETTO

Con tanta oscuridad no veo nada.

MARULLO

Algo divertido nos ha traído aquí...

Raptaremos a la esposa de Ceprano...

RIGOLETTO

(Para sí)

¡Que alivio!

(A Marullo)

¿pero como entraréis?...

MARULLO

(en voz baja a Ceprano)

¿dame tu llave?

(A Rigoletto)

No os inquietéis

la estratagema no fallará...

(Le da la llave de Ceprano)

Aquí está la llave...

RIGOLETTO

(tocando la llave)

Noto su blasón.

(Para sí)

¡Mi temor era infundado!

(Respirando)

¡Ahí está el palacio!...

voy con vosotros

MARULLO

Estamos enmascarados.

RIGOLETTO

¡Yo también me pondré una máscara!

¡Dadme un antifaz para mí!

MARULLO

Entonces si ya estás preparado...

(Le pone una máscara y al tiempo

que le venda los ojos con un pañuelo.

Lo coloca bajo una escalera que han

colocado contra la terraza)

...aguantarás la escalera.

RIGOLETTO

La oscuridad es total.

MARULLO

(Bajo, a sus compañeros)

La venda lo deja ciego y sordo.

TODOS

¡Chitón, chitón! Vamos a vengarnos

cuando menos lo espera.

¡Tan audaz burlador,

a su vez será burlado!

Con cuidado, raptémosle la amante,

y mañana toda la corte reirá.

¡Vamos!

(Algunos suben a la terraza y

descienden para abrir a los otros

que llegan desde la calle y salen de

nuevo, arrastrando a Gilda que ellos

han amordazado con un pañuelo. Al

atravesar la escena ella pierde un

echarpe)

GILDA

(A lo lejos)

¡Socorro padre mío!

CORO

(A lo lejos)

¡Victoria!

GILDA

(más lejos)

¡Ayuda!

RIGOLETTO

Todavía no han terminado...

¡qué burla!...

(Se lleva las manos a los ojos)

¡Estoy vendado!...

(Con ímpetu se arranca la venda, y

a la luz de una linterna olvidada,

reconoce el echarpe, ve la puerta

abierta, entra y vuelve con Giovanna

aterrada; él la mira fijamente, con

aire huraño, se mesa los pelos sin

poder decir palabra; al final, tras

muchos esfuerzos grita:)

¡Ah, La maldición!.

(Se desmaya)

 


Famous Composers Quick Link:
Bach | Beethoven | Chopin | Dowland | Handel | Haydn | Mozart | Glazunov | Schumann | R Strauss | Vivaldi
12:48:50 PM, 23 September 2014
All Naxos Historical, Naxos Classical Archives, Naxos Jazz, Folk and Rock Legends and Naxos Nostalgia titles are not available in the United States and some titles may not be available in Australia and Singapore because these countries have copyright laws that provide or may provide for terms of protection for sound recordings that differ from the rest of the world.
Copyright © 2014 Naxos Digital Services Ltd. All rights reserved.     Terms of Use     Privacy Policy
-208-
Classical Music Home
NOTICE: This site was unavailable for several hours on Saturday, June 25th 2011 due to some unexpected but essential maintenance work. We apologize for any inconvenience.