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Marco del Vaglio
Sedicinoni, April 2002

Secondo appuntamento con la collana Cinema Classics della Marco Polo. Questa volta parleremo di Max Steiner e della colonna sonora, composta nel 1948 per il film Il tesoro della Sierra Madre, recentemente restituita alla partitura originale dallo splendido lavoro portato avanti dall'arrangiatore e musicologo John Morgan.

Partiamo, quindi, dalla biografia di uno dei più prolifici autori di musiche per film che, nella sua lunga carriera ottenne, tra l'altro, 19 nominations e 3 premi Oscar.

Maximilian (Max) Raoul Walter Steiner nacque a Vienna nel 1888 in un ambiente dove musica e spettacolo erano di casa. Il nonno, infatti, per conto del Teatro di Vienna, produceva le operette di Johann Strauss padre e di Offenbach, mentre il padre era impresario teatrale e curava l'allestimento delle operette di Johann Strauss figlio. Fin da piccolo mostrò un grande talento artistico, che la famiglia assecondò, indirizzandolo in tenera età verso l'Accademia Imperiale della Musica, dove fu allievo di Fuchs (composizione), Weingartner (direzione d'orchestra) e Mahler (pianoforte). Lì ebbe il primo dei numerosi riconoscimenti della sua vita, una medaglia d'oro per aver completato il corso di studi quadriennali in appena un anno. A sedici anni scrisse un'operetta intitolata La bella ragazza Greca e la propose al padre che si rifiutò di allestirla. Steiner non si perse d'animo e contattò Carl Tuschl, un impresario concorrente, responsabile del Teatro Orfeo, che la produsse e ne ricavò un successo strepitoso testimoniato da un intero anno di repliche. Ancora giovanissimo intraprese una tournée in Russia come direttore di una compagnia di operetta, ma i problemi finanziari della sua famiglia lo costrinsero ad un precipitoso ritorno in patria. Nel 1906 si recò in Inghilterra e lì rimase fino al 1914, alternando l'attività di compositore con quella di direttore d'orchestra Allo scoppio della prima guerra mondiale, in quanto cittadino di un paese nemico e di conseguenza ospite indesiderato, fu costretto a fuggire in America, aiutato dal Duca di Westminster. Giunto negli USA con pochissimi soldi ma con enorme voglia di emergere, nei primi tempi del suo soggiorno statunitense frequentò, come copista, la casa editrice che stampava gli spartiti di Gershwin, Herbert e Kern. Ben presto finì per collaborare con loro come orchestratore di brani e diresse numerosi musical a Broadway. Il suo ingresso nel mondo del cinema risale al 1929, quando la RKO comprò i diritti del musical Rio Rita di Tierney. Quest'ultimo pretese che Steiner, orchestratore dell'allestimento teatrale, curasse anche la versione musicale del film. Da quel momento iniziò per l'autore austriaco una nuova straordinaria carriera che lo vide in forza alla RKO fino al 1936 e, dal 1937 al 1953, il suo periodo più fecondo, stella della Warner Bros., per la quale compose anche più di dieci colonne sonore l'anno. Lasciò la Warner quando si rese conto che il cinema stava cambiando e, parallelamente, anche la sua vena era vicina all'esaurimento e, fino al 1965, data alla quale corrisponde l'ultimo lavoro completato, proseguì la carriera come compositore indipendente. Steiner morì nel 1971, dopo una lunga malattia, lasciando un'eredità costituita da più di 300 colonne sonore, relative a film che hanno fatto epoca come Casablanca e Via col vento.

Per quanto riguarda il cd della Marco Polo, esso presenta, come accennato inizialmente, la colonna sonora del film Il tesoro della Sierra Madre nella versione curata da John Morgan sulla base della partitura originale. Numerose sono le considerazioni relative al lavoro, concernenti lo stile di Steiner e la complessità dell'orchestrazione. Per quanto riguarda il primo punto, i brani dell'autore austriaco sono caratterizzati da una continua interazione e sovrapposizione tra melodie legate al repertorio "leggero" e musiche di chiara derivazione "classica". Il lato "leggero" fa capo sia alle operette viennesi, pane quotidiano di Steiner ragazzino, che a quelle britanniche, assimilate durante il lungo soggiorno inglese. Ad esse vanno aggiunte le esperienze maturate in America nel campo del musical, lavorando con musicisti del calibro di Gershwin, Herbert e Kern e, nella colonna sonora del film in esame, va inoltre segnalata l'utilizzazione di elementi di musica popolare ispano-americana e di musica country. Oltremodo interessante anche il lato "classico", dove riscontriamo sonorita bartokiane, qualche cenno ad Hindemith e, nei momenti particolarmente solenni, richiami a compositori britannici quali Elgar, Walton, Vaughan Williams e Holst.

Relativamente all'orchestrazione, essa è arricchita dalla presenza di strumenti inusuali, giustificati sia dal luogo di ambientazione, il Messico, che collegati alla vicenda intorno alla quale ruota il film. Da una parte, quindi, fanno capolino fisarmonica, armonica, marimba, chitarra e mandolino e, dall'altra, un insieme costituito da due pianoforti, due arpe, due vibrafoni, una celesta, un glockenspiel e cimbali di varie dimensioni, utilizzati per indicare il luccichio dell'oro. Il risultato finale è rappresentato da una musica drammatica e trascinante che cattura immediatamente l'ascoltatore e puo essere eseguita al meglio solo da compagini solide ed affiatate. A tal proposito la scelta di affidare l'esecuzione all'Orchestra Sinfonica di Mosca ed al suo coro, diretti da William T. Stromberg, appare vincente in quanto il complesso sovietico si rende protagonista di una memorabile interpretazione, che fissa con straordinaria efficacia i molteplici colori ed umori della partitura. In conclusione siamo di fronte ad un disco di elevatissimo livello, che offre un piccolo assaggio della musica di un compositore considerato uno dei padri fondatori della colonna sonora moderna.



John J. Puccio
Sensible Sound, February 2002

"Marco Polo has been doing more to revive interest in old movie musical tracks than anyone, and this is the best of the lot."



John Puccio
Sensible Sound, September 2001

"This may be the best movie music recorded in the last decade, it's that good, and it's an album I have fallen in love with...I loved every minute of it."



Arthur B. Lintgen
The Absolute Sound, September 2001

"Steiner is shockingly under-represented in modern sound. This recording of one of his more popular scores successfully recreates the fat, luscious, Steiner sound."



Koldys
American Record Guide, June 2001

"... Stromberg's Muscovites play brilliantly, and the sound couldn't be better.

The score is probably as archetypal of Max Steiner as any-emotional, direct, with an infallible ear for the dramatic, and not exactly subtle. This is a sweeping wallow in music that makes a responsive connection and doesn't let go. Excellent, detailed notes, as we've come to expect from Marco Polo."



David Hurwitz
ClassicsToday.com, January 2001

"Max Steiner's score to The Treasure of the Sierra Madre consists of numerous small cues that need to be carefully stitched together to provide thematic continuity. John Morgan accomplishes this very skillfully. Check out track six, which contains several episodes ranging from a quiet moment around the campfire to a mining cave-in and rescue, and you'll immediately hear how well the music hangs together. There's some fine invention here, including entertaining arrangements of Mexican folksongs that sit somewhat oddly beside Steiner's typically lush, late-Romantic basic idiom and the shimmering, percussive 'gold' music that anticipates the cold sonorities of Vaughan Williams' Sinfonia Antartica (derived, of course, from his own film score to Scott of the Antarctic). Stromberg and his Moscow forces play these colorful cues with their usual aplomb, and they're vividly recorded too. If you're into movie music, this latest issue recommends itself."



Chris Stavrakis
Film Score Monthly

"In 1848, the same year he wrote the score for Don Juan, Max Steiner composed a magnificent opus for John Huston's epic tale of greed and redemption, The Treasure of the Sierra Madre. After many years of suites and excerpts, this rousing masterpiece is finally available in substantially expanded form, once again thanks to the dynamic duo of John Morgan and William T. Stromberg. Along with the excellent Moscow Symphony Orchestra, they have recreated one of the greatest adventure scores ever written, with the same painstaking attention to detail that characterizes their earlier efforts.

"From the thunderous brass and cymbals of the main title, to the ripe Mexican strains of 'El Desayuno,' to the jolting rhythms of 'Attack on the Train,' Steiner's versatility and flawless dramatic instincts are on full display; motifs merge into a seamless, wall-to-wall tapestry of music...

"As usual, the recording is impeccable with regard to sound quality. As with their re-recording of the King Kong score, Stromberg and Morgan have taken the main title at a slower tempo than the frenetic pace of its cinematic counterpart, lending a more majestic quality to the piece. Booklet notes include Rudy Behlmer's comments upon the production of the film; interesting background information on Steiner and his orchestrator, Murray Cutter; and a cue-by-cue analysis... Long overdue, Sierra Madre is a true classic that will be treasured by many a collector. I'll proudly place this superlative disc right next to my favorite of its many descendants...Raiders of the Lost Ark."



Roger Hall
Soundtrack Magazine

"This is an outstanding release with exceptional sound, and a must for any serious film collector's library."






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3:59:44 PM, 3 September 2014
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