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8.572333 - DI VITTORIO, S.: Sinfonias Nos. 1 "Isolation" and 2, "Lost Innocence" (Chamber Orchesta of New York - Ottorino Respighi, Di Vittorio)
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Salvatore Di Vittorio (1967–)
Overtura Respighiana • Sinfonia No. 2 ‘Lost Innocence’ Ave Maria, per coro femminile • Sinfonia No. 1 ‘Isolation’ • Sonata No. 1, per clarinetto

 

L’Overtura Respighiana è stata composta in omaggio a Ottorino Respighi e come gesto di ringraziamento alla famiglia Respighi che ha incoraggiato la Chamber Orchestra di New York ad onorare il nome del grande compositore e a promuoverne la musica.

Il progetto musicale di questo “omaggio” prende il via da una rielaborazione delle trascrizioni di Respighi (la suite Rossiniana e La boutique fantasque, basata sulla musica di Les riens per pianoforte di Rossini) e realizza un collegamento musicale tra la Sinfonia No. 2 di Di Vittorio e I pini di Roma di Respighi. Nello specifico, Di Vittorio stabilisce un forte legame tra la melodia infantile nell’ultimo movimento della sua Sinfonia No. 2 e “il tema dei bambini” respighiano posto all’inizio dei Pini di Roma.

L’Overtura inizia con una meditazione sui Pini di Roma e con una reinvenzione dei motivi principali della suite Rossiniana e del finale della Sinfonia No. 2. L’obiettivo di Di Vittorio in questa introduzione è quello di cogliere l’estetica orchestrale respighiana dell’inizio dei Pini di Roma, ma con melodie completamente diverse e originali. Questo effetto di fanfara si sviluppa in una variazione della Marcia dalla Boutique fantasque. Segue improvvisamente un interludio sarabanda, ispirato al movimento Valse lente de La Boutique, che si evolve in una tarantella “alla Rossini”, con ornamentazioni in stile, che concludono in un crescendo rossiniano. La melodia originale per questa tarantella è basata sul primo motivo che inizia l’Overtura. Questa pagina quindi fonde l’influenza di Rossini su Respighi con entrambe le loro influenze sulla propria lingua musicale del nostro.

L’Overtura Respighiana è stata eseguita per la prima volta con la direzione di Salvatore Di Vittorio e la Chamber Orchestra di New York ‘Ottorino Respighi’ il 13 febbraio 2010 nella Church of St. Jean Baptiste di New York. In tale occasione è stato anche promosso il nuovo concorso internazionale “The Respighi Prize for young composers and soloists”, col patrocinio dalla città di Bologna (città natale di Respighi).

La Sinfonia No. 2 “Lost Innocence” è stata composta nel 1997 e, nel 2000, riveduta per la pubblicazione. La versione originale del 1997 (disponibile su CD Panastudio, “le Prime Sinfonie”) è stata eseguita per la prima volta nel 1998, nella Chiesa Della Catena a Palermo, dall’Orchestra del Teatro Massimo sotto la direzione di Gaetano Colajanni.

La Sinfonia No. 2 è un lavoro “a programma” (o poema sinfonico “filosofico”) ed è ispirata alla tragedia delle guerre civili in Jugoslavia alla fine degli anni ’90. In quanto riflessione sul tema della guerra e della pace, il lavoro descrive la costante tensione alla ricerca della verità da parte dell’umanità, che viene scoperta e successivamente abbandonata. Nonostante il lavoro si concluda drammaticamente, lo spirito generale della musica esprime una speranza incrollabile nella verità guidata dall’innocenza.

La sezione “Requiem for a Child” inizia con una preghiera per la morte delle anime innocenti. La marcia “On Lost Innocence” chiude il primo movimento con una descrizione musicale della guerra, o del male in sé. Nel secondo movimento, “Dance of Tears” si ode il levarsi di un grido di redenzione nella ricerca della verità da parte dell’intera umanità.

Infine una simbolica riscoperta della verità è espressa all’inizio del terzo movimento, “Child-heart, Song of Truth”, che evoca l’innocenza e i sentimenti di un bambino. Come succede nella Storia, l’umanità abbandona l’innocenza e torna al male e alla guerra (“Revelation: The Abandoned Cradle”, che termina il terzo movimento). Il quarto e ultimo movimento, “Elegy” è una marcia funebre, ma esprime la speranza di una rinascita spirituale dell’umanità verso la pace.

Ciascuno dei quattro movimenti si basa su diverse filastrocche (jugoslava, tedesca, inglese, americana, francese, austriaca, italiana), che nel loro insieme rappresentano la speranza del mondo. La Seconda sinfonia mette in evidenza gli influssi tedeschi e austriaci sulla musica di Di Vittorio, con autori come Brahms, Richard Strauss e Mahler.

L’Ave Maria per coro femminile è stata composta nel 1995 e riveduta nel 1998. È uno dei primi lavori di Di Vittorio, composto durante i suoi studi di composizione alla Manhattan School of Music, ed è anche una delle sue prime opere corali “a cappella”. La musica evidenzia la varietà di influssi musicali sul compositore, dal Rinascimento al tardo XIX secolo, da Palestrina e Monteverdi a Verdi. In particolare, si possono notare somiglianze con il lavoro per coro femminile Ave Maria di Giuseppe Verdi Attraverso la meditazione della preghiera dell’Ave Maria, la musica cerca di esprimere l’essenza e lo spirito della femminilità. Terminata nel 1998, l’opera è stata dedicata alla madre del compositore, Caterina Chiello Di Vittorio.

La Sinfonia No. 1 “Isolation”, per orchestra d’archi, è stata scritta nel 1994 e successivamente riveduta nel 1999. La versione originale del 1994 è stata eseguita per la prima volta dalla Filarmonica dell’Accademia Musicale Siciliana a Palermo nel 1998, sotto la direzione di Gaetano Colajanni (disponibile su CD Panastudio, “Le Prime Sinfonie”). La versione del 1999 è stata eseguita a Roma dal Chamber Ensemble di Roma nel 2002, sotto la direzione di Francesco Carotenuto. La prima americana è stata eseguita dalla San José Chamber Orchestra nel 2003, sotto la direzione di Barbara Day Turner.

Secondo l’opinione dei critici, questa Prima sinfonia è “sulle orme di Respighi”, ed evoca di proposito l’antica scrittura strumentale di Antonio Vivaldi e, a ritroso, Alessandro Scarlatti. Gli influssi su queste pagine di Di Vittorio derivano, in certa misura, dalla Sinfonia Al Santo Sepolcro di Vivaldi, un lavoro questo purtroppo non molto eseguito (come molti altri di Vivaldi) nei concerti.

Come sinfonia a programma, la Sinfonia No. 1 descrive l’isolamento o alienazione dell’uomo da se stesso (dal suo essere interiore e spirituale) e, ancor più importante, dal suo prossimo e dal mondo che lo circonda. La composizione si basa su musica originale di carattere popolare, scritta da Di Vittorio nei suoi anni giovanili. Con la Sinfonia No. 1, Di Vittorio intende esprimere l’aspirazione dell’uomo verso l’illuminazione spirituale interiore. La musica descrive, in modo programmatico, l’anelito emotivo e la forza spirituale che lega l’individuo a quell’universo al quale aspira.

La Sonata No. 1 per clarinetto è stata composta, come l’Ave Maria, nel 1995, e riveduta nel 1998. Anch’essa è rappresentativa delle opere accademiche di Di Vittorio, scritta durante i suoi studi di composizione, ed è (nel suo catalogo) una delle due sole sonate completate in conservatorio.

Nel comporre la Sonata, Di Vittorio si è ispirato al padre clarinettista Giuseppe Di Vittorio, che gli aveva insegnato la musica fin da bambino. Quest’opera mostra che gli influssi sul compositore non derivano solo da Verdi, ma anche da Brahms, da Berlioz e da elementi della danza barocca francese. La composizione si sviluppa attraverso una serie continua di melodie, che consentono sempre nuove—e talora inaspettate—soluzioni musicali.


Salvatore Di Vittorio and Kim J. Hartswick

 

Traduzione di Luigi Verdi e Salvatore Di Vittorio Per ricevere informazioni più dettagliate su questi lavori e queste partiture è possibile contattare:
Francesco Panasci, Edizioni Panastudio Corso Via La Mantia, 72, 90138 Palermo, Italy
011.39.091.325.284
panasci@panastudio.it
www.panastudio.it


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