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8.572690 - Clarinet Recital: Bosi, Sergio - BONNARD, G. / CAPPETTI, G. / STADIO, C. / De LORENZO, L. / GABUCCI, A. / Di DONATO, V. (Italian Clarinet Gems)
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Composizioni italiane per clarinetto del XIX e XX secolo

 

Dopo gli ottocenteschi fasti del melodramma, la rinascita della musica strumentale italiana fu particolarmente significativa agli inizi del Novecento, raggiungendo il suo culmine durante il ventennio fascista (1923–1943): “Assistiamo in questo periodo di tempo ad un indubbio e magnifico risveglio dell’interessamento del pubblico italiano per la musica da concerto. Nuove Società musicali sorgono anche nei centri più piccoli del nostro paese, nuove iniziative si propongono di illustrare ai pubblici la più moderna produzione italiana” («Ufficio Concerti, Bollettino mensile», Anno VI, 15 marzo 1928, p. 1).

Anche negli annuali saggi di studio dati nei principali Conservatori e Licei musicali italiani, bandite quasi del tutto le ottocentesche parafrasi operistiche, vengono proposte nuove composizioni per clarinetto, scritte da strumentisti e giovani. Accanto alle Sonate di Giacomo Setaccioli (1868–1925), Mario Castelnuovo-Tedesco (1895–1968) e Nino Rota (1911–1979), sconosciute fino a qualche decennio fa e oggi considerate tra le composizioni più interessanti del repertorio clarinettistico internazionale, in questo periodo vedono la luce una miriade di autentiche gemme musicali, alcune delle quali incise per la prima volta in questo sorprendente ed accattivante compact. Si tratta di una letteratura particolarmente interessante per la ricchezza di idee musicali, per le raffinate armonie e per il nuovo ed originale utilizzo del clarinetto in ambito cameristico.

Giulio Bonnard (Roma, 1885–ivi, 1972)
Per la modernità delle sue musiche, fu tra i più apprezzati giovani compositori italiani del primo Novecento. Dagli anni ’30, si dedicò quasi esclusivamente alla composizione di colonne sonore per film diretti dal fratello regista Mario Bonnard (1889–1965). Al 1937 risalgono tre sue straordinarie composizione per clarinetto e pianoforte (Valzer da concerto, Notturno e Rondò), più volte eseguite al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma dagli allievi del M° Carlo Luberti (1885–post. 1945), per il quale probabilmente furono scritte.

Guglielmo Cappetti (Arezzo, 1875–Firenze, 1918)
Studiò all’Istituto Musicale di Firenze, diplomandosi in clarinetto (1891) e organo (1896). Apprezzato concertista, direttore d’orchestra e professore all’Istituto Musicale “C. Pollini” di Padova (1899–1901), fu tra i primi clarinettisti italiani a suonare con i denti superiori appoggiati sull’imboccatura. Scrisse alcune interessanti composizioni per clarinetto in stile tardo-romantico, tra le quali il sognante Notturno e l’originale e virtuosistica Suite, qui riproposte.

Agostino Gabucci (Castelfranco di Sotto, Pisa, 1896–Roma, 1976)
Diplomatosi in clarinetto al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano (1920), suonò nelle orchestre del Teatro alla Scala di Milano, dell’EIAR di Roma e all’estero (Egitto e Brasile). Contestualmente, fu professore di clarinetto nei Conservatori di Cagliari, Firenze e Roma. Scrisse un cospicuo numero di studi e composizioni per il suo strumento che ebbero ampia diffusione in Europa e nelle Americhe. Originariamente scritta nel 1935 per clarinetto e pianoforte, l’Aria e Scherzo fu rivista e orchestrata con accompagnamento d’archi nel 1968.

Ciro Stadio (Napoli, 1882–post. 1938)
Tra i maggiori fagottisti italiani del primo Novecento, fu primo fagotto al Teatro S. Carlo di Napoli (1910–1925) e contestualmente tenne concerti solistici nelle principali città europee ed americane. Negli anni ’30 fu professore di fagotto al Conservatorio di Musica di Cagliari, dove le sue Serenata e Burlesca furono più volte eseguite durante gli annuali saggi scolastici.

Leonardo De Lorenzo (Viggiano, Potenza, 1875–Santa Barbara, U.S.A., 1962)
Attivo principalmente negli U.S.A., dove si era trasferito all’età di 16 anni, suonò come primo flauto nelle Orchestre di New York, Minneapolis e Los Angeles. Apprezzato anche come compositore, al clarinetto dedicò il presente e virtuosistico Saltarello Op. 27, evidente omaggio dell’autore alle sonorità tipiche della musica popolare dell’Italia Meridionale.

Vincenzo Di Donato (Roma, 1887–Sassoferrato, Ancona, 1967)
Allievo di Ottorino Respighi, fu direttore dell’Accademia Filarmonica Romana (1923–1925) e della Rassegna Doria (1929–1942), una delle maggiori riviste musicali italiane in epoca fascista. Al 1920 risale la presente e delicata Pastorale, pervasa da raffinate sonorità di debussiana memoria.

Gilfredo Cattolica (Civitanova Marche, Macerata, 1882–Bologna, 1962)
Allievo, tra gli altri, di Pietro Mascagni (1863–1945), fu attivo come compositore, didatta e Direttore del Liceo Musicale “G. Frescobaldi” di Ferrara (1910–1951). Nella sua vasta produzione di musiche strumentali, spicca l’eccellente Duo (1959), nel quale, sulle raffinate sonorità pianistiche, emerge la virtuosistica e brillante parte del clarinetto, strumento a lui ben noto, avendone conseguito il diploma nel 1904 al Liceo Musicale “G. Rossini” di Pesaro.

Giovanni Bellone (Genova, XX sec.)
Diplomatosi in clarinetto al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano (1930), fu poi professore ai Licei Musicali di Genova (dal 1940 circa) e Savona (1968 circa). Negli anni ’60, brevettò il barilotto regolabile “Weber” che offriva al clarinetto “il vantaggio di regolare l’intonazione dello strumento senza soluzione di continuità, con una semplice rotazione nell’uno e nell’altro senso”. Per il suo strumento, nel 1939 pubblicò 6 Studi brillanti e la presente Serenata per clarinetto e pianoforte.

Anthony Louis (Antonio Luigi) Scarmolin (Schio, Vicenza, 1890–Union City, U.S.A., 1969)
Compositore italo-americano particolarmente prolifico, per oltre 30 anni fu attivo come didatta a Union City, negli U.S.A., dove giovanissimo si era trasferito con tutta la famiglia. Di derivazione tardo-romantica, il Nocturne e l’Introduction and Tarantella rappresentano un delizioso esempio del virtuosismo e del “bel canto” italiano.


Adriano Amore


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