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Album Reviews



 
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Marco Riboni
Amadeus (Italy), September 2018

Ne emerge un’immagine assolutamente inedita, quasi magica, del musicista brasiliano che dimostra una vastità di orizzonti artistici, una vena poetica e una potenza creativa delle quali, forse, non si era presa pienamente coscienza. Complimenti vivissimi ad Andrea Bissoli non solo per le qualità tecniche ed esecutive – di assoluta eccellenza – ma anche per lo sforzo e la certosina pazienza nel ritrovare tutte queste opere nonché nel radunare attorno a sé un gran numero di valenti esecutori (coro, orchestra ed ensemble vari), tutti giustamente convinti della validità di un progetto così complesso e di estremo valore. Ecco uno splendido esempio di ciò che si intende per programma colto e importante. © 2018 Amadeus (Italy)



Piero Viti
dotGuitar.it, July 2017

Segnaliamo ora questa interessantissima incisione, contenuta in tre CD pubblicati dalla Naxos, nei quali il chitarrista Andrea Bissoli, apprezzato e valente interprete, da anni impegnato anche in studi specifici sulla produzione chitarristica del celebre compositore brasiliano, ci presenta un ultimo aggiornamento riguardo le ultime riscoperte.

Nell’insieme si tratta di un’interessante e pregevole incisione, che, nel farci scoprire lavori chitarristici meno noti eseguiti accanto a capolavori del compositore brasiliano, ci restituisce un ritratto a tutto tondo di Villa-Lobos, figura tra le più eclettiche e significative della musica novecentesca, non solo brasiliana.

Un plauso particolare va ad Andrea Bissoli, che con gran disinvoltura e piena aderenza stilistica si muove sempre a proprio agio tra pagine di grande impegno strumentale e musicale: complimenti! © 2017 dotGuitar.it



Carlo Fiore
Classic Voice, March 2017

Il cofanetto Naxos che raccoglie le incisioni di Andrea Bissoli (in parte prime assolute) comprendenti anche ricostruzioni e completamenti, ha il grande pregio dell’ampia documentazione e con qualche altro brano (per esempio i Preludi e la Suite populaire brésilienne) avrebbe potuto presentarsi come integrale chitarristica anziché dei soli manoscritti. La solidità dell’insieme e la rotondità del suono ottenuto nei brani cameristici e con orchestra, fa di questi la parte più interessante del cofanetto (il Concerto, per esempio, rivaleggia con una versione che consideriamo di riferimento come quella Timo Korhonen con la Finnish Radio Symphony Orchestra diretta da Sakari Oramo per Ondine); sul piano espressivo e strumentale, senza scomodare alcuni precedenti storici e alcune particolarissime eccezioni della penultima generazione (gli Studi suonati da Tilman Hoppstock per Christophorus), Bissoli si conferma musicista maturo e solido, iscrivendo il suo nome in un settore particolarmente affollato della discografia chitarristica. © 2016 Cd Classico




Roberto Brusotti
Musica, March 2017

Il progetto discografico che Andrea Bissoli e Naxos sono andati pubblicando tra il 2013 e il 2015, e che viene ora raccolto in cofanetto, è difficilmente catalogabile: non è un’integrale della musica per o con chitarra (mancano i Preludi e la Suite populaire brésilienne) di Heitor Villa-Lobos, ma non è d’altra parte soltanto una raccolta di inediti e versioni alternative. Diciamo che attorno a un nocciolo costituito da questi ultimi il chitarrista, al termine di un lavoro di ricerca durato una decina d’anni, ha raccolto una serie di opere, con chitarra ma non solo, che proiettano una nuova luce sulla visione chitarristica globale di Villa-Lobos. Bissoli infatti parte dallo strumento che il quattordicenne aveva in mano quando componeva le primissime opere, come la canzone con pianoforte Dime perché, primo spartito sopravvissuto del compositore brasiliano, che qui viene « restituita » alla seicorde; e approda alla chitarra che Villa-Lobos aveva in mente mentre concepiva opere che non includono nell’organico lo strumento, ma che ne comprendono l’immagine all’interno di un panteismo sonoro originario, come l’evocativo ed epico Choros No. 6.

Sempre molto interessante, ovviamente, la documentazione delle opere di cui si offrono versioni originali dal manoscritto, tra tutte la prima stesura di quella pietra miliare del repertorio che sono i Dodici Studi (1928); ma l’intero palinsesto (attraverso il quale Bissoli ci guida con note di copertina illuminanti, e proposte anche in italiano!) risulta stimolante anche per l’altezza delle interpretazioni dei tanti artisti coinvolti…a cominciare proprio dal giovane chitarrista, che dimostra di avere profondamente interiorizzato le peculiarità del linguaggio e dell’estetica di Villa-Lobos, traducendole in un fraseggio intenso e ricco di sfumature. Sorprendente anche l’apporto dell’Orquestra Filarmônica de Minas Gerais diretta da Fabio Mechetti (paulista dalle chiare origini italiane), in particolare in una versione del Concerto per chitarra in grado di confrontarsi alla pari con le edizioni di riferimento del capolavoro villalobosiano. © 2017 Musica




Ermanno Brignolo
Seicorde, December 2016

Era il luglio del 2014 quando mi capitò, tra gli ascolti per Seicorde, il primo volume di questo mirabile progetto, e già allora ne fui colpito. Da un lato, l’audacia della ricerca, che si prefiggeva fini ragguardevoli, si manifestava in un sorprendente lavoro di esame delle fonti originali ma anche di significati nascosti che avrebbero condotto a un lungo processo di analisi e trascrizione; dall’altro la volontà e la capacità dello stesso ricercatore di calarsi nei panni dell’interprete e materializzare quell’imponente ricerca in un insieme di interpretazioni di altissima fattura. Oggi il lavoro è completo: un cofanetto di tre dischi che gettano uno sguardo intimo e profondo sulla figura di Heitor Villa-Lobos, andando a (ri)scoprire non solo il suo lascito esplicitamente chitarristico, ma anche un’idea, o un ideale, della chitarra che pervade il suo intero mondo musicale. Questa, dunque, la linea guida seguita dal chitarrista italiano Andrea Bissoli nel suo primo lavoro discografico: un’opera che lo vede interprete centrale e direttore artistico di quello che ogni chitarrista dovrebbe inserire nella lista dei dischi indispensabili.

Voglio lasciare ai lettori il fascino della sorpresa nello scoprire i colori delicati della raccolta Guia prático e l’abile retorica dello schizzo sinfonico O papagaio do moleque; sarà anche delizioso sentire la splendida Canção do Amor, così elegantemente cantata dalla soprano Gabriella Pace. Bissoli si è circondato di collaboratori di primo ordine e ha dato vita a un lavoro che brilla d’eccellenza sotto ogni punto di vista. Chapeau! © 2016 Seicorde




Angelo Formenti
Cd Classico, November 2016

In tre CD, ad opera dell’ottimo chitarrista Andrea Bissoli, vengono presentate tutte le composizioni manoscritte, talora in prima registrazione mondiale, del grande compositore brasiliano.

Andrea Bissoli ha voluto dare un sottotitolo, direi doveroso, a queste incisioni: “capolavori ed opere perdute”, dando così un’impronta programmatica al suo lavoro, che lo conferma come uno dei massimi esegeti della figura di Villa-Lobos. Bissoli non solo esegue, ma arrangia, completa, riporta alla luce prime versioni che si credevano perse o comunque dimenticate, sulla base di un duro e puntuale lavoro filologico di ricerca di nuove fonti.

Abbiamo così il più antico lavoro di Villa-Lobos che ci è rimasto, “Dime perché”, che risale al 1901 (età 14 anni!), la “Valsa Concerto No. 2”, finora incompleta, del 1904, la Tarantela del 1911, e poi le 14 Folksong arrangiate per chitarra dal Guia prático del 1932, per finire con le citazioni ai 12 leggendari Studi per Andrés Segovia, che in realtà gliene aveva chiesto uno!

E last, but not least, la Cantilena della Bachianas Brasileiras no. 5.

Molte altre pagine stupende troviamo nei tre CD, che per parte mia candido a disco del mese.

Buon ascolto! © 2016 Cd Classico





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