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Ettore Garzia
Percorsi Musicali, March 2014

La specialità del compositore cinese Bright Sheng sta tutta nell’abbinamento tra esuberanza ed amalgama. La scrittura di Sheng, ormai diventato da tempo uno dei compositori cinesi guida nell’avanzato processo di integrazione delle culture est/ovest del mondo, paga un debito composito. La parte orientale è supervisionata nei minimi particolari e gli spunti melodici si rifanno ad un ampio range di culture tradizionali (Sheng ha da sempre avvalorata la tesi di Bartok che vede ai confini di un paese una ricchezza musicale per commistione superiore alle zone centrali); la parte occidentale è invece un misto tra l’esuberanza strumentale delle orchestre americane post-moderne (Bernstein è un mentore di Sheng) e la profondità dei momenti orchestrali più incisivi di Mahler e in misura minore di Shostakovich. Queste due ampie e differenti prospettive vengono diluite nella scrittura con una speciale enfasi sulla coloratura, che non segue uno scontato criterio di unione tra culture, ma cerca, attraverso un’equilibrata dosatura delle fasi orchestrali (che passano da delicati momenti lirici a decise sferzate strumentali) di replicare i profumi dei posti descritti.

In quest’ultima ed ulteriore pubblicazione per la Naxos, Sheng presenta tre composizioni orchestrali che non spostano l’ottica compositiva, che è quella di trascinarvi in un turbine pluri-stilistico e pluri-geografico, senza però nessun spostamento fisico consequenziale. Degli archi romantici con l’odore carismatico di Mahler si fondono nell’eclettico impianto orchestrale di una serie di compositori americani del novecento (da Barber a Diamond passando per Berstein), così come mentre si cammina lungo la Silk Road o nei territori più aridi della Cina si può anche avvertire un tremito alla Shostakovic. Ossia un flusso in cui riconoscere la vecchia Vienna e la moderna New York, Shangai e le zone periferiche della Cina fino ad arrivare a Mosca.

“The song of dance and tears” (in cui ci si avvale dell’apporto di strumenti tradizionali, sheng e pipa) e “Colors of crimson” (in cui la marimba assume un vestito cangiante tra oriente ed occidente) sono tra le migliori e più immediate composizioni del cinese. La più recente “The Blazing Mirage” segue un canovaccio più incentrato sull’espressività dello strumento per cui è stata composta, il violoncello, dovendo illustrare in qualche modo l’effetto sorprendente delle particolarità degli affreschi e manoscritti delle Dunhuang Caves.

Leggere le note di Sheng. © 2014 Percorsi Musicali





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