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Stefano Pagliantini
Musica, February 2015

Con questo secondo volume il duo Bernecoli-Bianchi porta a compimento l’integrale della produzione per violino e pianoforte di Ottorino Respighi: due Sonate e una manciata di pagine brevi che esauriscono l’interesse del musicista italiano per questo duo strumentale. Eppure, nonostante l’esguità del lascito, Respighi ci dà con la seconda Sonata in si minore, incisa sel presente CD Naxos, se non un cpaolavoro, certo una partitura di grande impegno e fascino. Portata a termine ne 1917, un anno dopo il celebre poema sinfonico Le fontane di Roma, la Sonata venne eseguita nel gennaio del 1918 a Napolui con Arrigo Serato al violino e Alessandro Longo al pianoforte, riscuotendo un notevole successo tanto da convincere l’editore Ricordi a pubblicarla.

Divisa in tre movimenti (Moderato, Andante espressivo, Passacaglia), mostra una scrittura di notevole complesità tecnica, specie nella parte del piano forte che concorrespesso ad anticipare i temi e ad offrire un denso tessuto armonico, mentre al violino è affidato un ruolo cantabile, in gran parte giocato nel registro acuto dello strumento. L’assimilazione del linguaggio della grande musica europea, ampiamente dimostrata dal coevo poema sinfonico, è evidente anche in questo lavoro, nel quale i modelli sembrano essere quelli francesi, in particolare Franck per la ciclità tematica che caratterizza i tre movimenti, unitamente alla compattezza costruttiva di derivazione brahmsiana. Nell’ultimo movimento, forse il più originale della composizione, sembrano riecheggiare anche i richiami a certi andamenti ritmici della musica russa di fine Ottocento, ben conosciutta dal musicista italiano grazie all’apprendistato con Rimski-Korsakov.

A completare il programma inciso la scelta è caduta su un altro compositore della generazione dell’80, il dimenticato Riccardo Pick-Mangiagalli, di cui vengono registrati in prima mondiale tutti i brani da lui compsti per violino e pianoforte: due pagine d’album e una transcrizione dell’Agadio di Giovanbattista Grazioli risalenti al 1908 e la Sonata in si minore op. 8 del 1906. Nato in Boemia ma vissuto fin dall’infanzia a Milano, allievo del locale Conservatorio di cui dal 1936 diverrà diretore, succedendo ad Ildebrando Pizzetti, fino alla morte avvenuta nel 1949, compì brevi studi anche a Praga e a vienna, dove fu allievo di Richard Strauss. Noto come pianista, concertrò successivamente i propri interessi nella composizione scrivendo alcune opere liriche, balletti, musica da camera, composizioni per pianoforte (la sua Dance de Olaf op. 33 n. 2 fu nel repertorio concertistico di pianisti come Backhaus, Magaloff, Eileen Joyce, Aldo Ciccolini) e musica per film. Tra le prime composizioni si contano proprio quelle qui incise, per violino e pianoforte. Se le pagine più brevi rivelano i tratti di un musicista elegante e salottiero, sensibile alla tornitura della frase, non immune da influenze pucciniane e del teatro lirico in genere, nella pagina più ampia, la tripartita Sonata, Pick-Mangiagalli dà prova di notevoli, per quanto ancora acerbe, doti compositive di derivazione chiaramente tardoromanica, unite ad una ondivaga caratterizzazzione armonica oscillante per tutta la composizione tra la tonalità d’impianto (si minore), la relativa maggiore (re maggiore) e si maggiore, così come continuamente cangiante e la scansione ritmica all’interno degli stessi movimenti. Certo, siamo lontani dalle audaci sperimentazioni linguistiche d’oltralpe, tuttavia non dispiace aver scoperto con questa registrazione delle pagine che a buon diritto portrebbero entrare nei repertorio violinistci per la piavolezza d’ascolto e per la soddisfazione esecutiva degli interpreti.

Ancora una volta non si può non lodare l’intelligente propposta del duo italiano, composto dalla violinista Emy bernecoli e dal pianista Massimo Guiseppe bianchi, che ci fanno apprezzare per l’esecuzione accattivante, giustamente densa nella parte pianistica, lirica, elegante e dal suono penetrante nella parte violinistica. © 2015 Musica




Michel Fleury
Classica, February 2015

Emy Bernecoli e Massimo Bianchi hanno istintivamente trovato l’ampia eloquenza e il lirismo sostenuto richiesti, e il loro approccio generoso eclissa quello di Fabio Paggioro e Massimiliano Ferrati (Brilliant), mentre corrisponde, in termini di brio e di perfezione tecnica, alla performance di riferimento assoluto di Tasmin Piccolo e Piers Lane (Chandos). © 2015 Classica





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