Classical Music Home

Welcome to Naxos Records

Email Password  
Not a subscriber yet?  
Keyword Search
 in   
 Classical Music Home > Naxos Album Reviews

Album Reviews



 
See latest reviews of other albums...

Ettore Garzia
Percorsi Musicali, February 2014

Lyell Cresswell è un compositore neozelandese stabilitosi da tempo in Scozia. Molto conosciuto negli ambienti classici per le sue composizioni orchestrali, Cresswell è stilisticamente molto più contemporaneo di quanto si pensi. Cresswell è innamorato di quegli effetti sospensivi che furono di Messiaen e soprattutto di Feldman, ma le fasi della scrittura sono accompagnate anche da momenti più capricciosi, convulsi.

Dopo un primo cd incentrato sulla vocalità (“The voice inside”), la Naxos pubblica il suo primo degno profilo strumentale: sono presenti tre composizioni in cui viene eretta tutta la sua filosofia musicale; soprattutto per “Landscapes of the soul” è possibile rintracciare quegli aspetti figurativi che la musica può solo far intuire. “Landscapes of the soul” è programmatica, è stata composta per un progetto che coinvolgeva il pittore italiano Maurizio Bottarelli in cui lo scopo era trovare punti in comune tra musica e pittura; la corrispondenza tra i dipinti di Bottarelli e la musica di Cresswell non è forse proprio omogenea, ma su un punto converge: l’impatto che si ricava dalla vista dei quadri di Bottarelli è quella di una torbida rappresentazione dei paesaggi, modificazione stilisticamente appropriata dei campi di colore di Rotko, in cui scorgiamo dei carichi, delle “macchie”, che sono deputate ad esprimere il malessere palese delle nostre anime. Creswell, a ben vedere, crede fermamente che sia possibile fornire alla musica angolature diverse che possano esplorare le stesse sensazioni di un dipinto di Bottarelli. In tal senso gli si può attribuire una qualità composita, inserita in una moderna scrittura, che riproduce lo stato d’animo dello Shostakovic neoclassico o dei quartetti d’archi, in cui, con mezzi naturalmente diversi, si riusciva ad ottenere la vivibilità di tutte le sfumature delle vicende dell’interiore. Persino il funesto può apparire riflessivo e mistico con questo sistema, così come riscontrabile nel “Concerto per piano ed orchestra” dedicato ad Edward Harper (l’amico scomparso nel 2009), in cui il piano stesso non assume quel ruolo di predominanza che di solito è riservato ad un concerto in suo favore, ma cerca il suo ruolo, i suoi confini reali. Un percorso genuinamente diverso. © 2014 Percorsi Musicali





Naxos Records, a member of the Naxos Music Group