Classical Music Home

Welcome to Naxos Records

Email Password  
Not a subscriber yet?  
Keyword Search
 in   
 Classical Music Home > Naxos Album Reviews

Album Reviews



 
See latest reviews of other albums...

Ettore Garzia
Percorsi Musicali, September 2014

Quello che scorre nei siti musicali a proposito del pianista e compositore Nils Vigelund è il fatto di essere stato un sostenitore del movimento newyorchese di rottura post-guerra appartenente a Cage, Feldman, Brown e Wolff. L’appartenenza all’entourage dei grandi americani del novecento si materializzò in alcune note registrazioni per la svizzera hat Hut R., in cui si cimentava in molti classici di quei compositori dandone delle interpretazioni definitive.

Tuttavia l’impianto stilistico di Vigelund non può soltanto ascriversi alle pensose ed intellettuali trovate della scuola di New York guidata da Cage e soci in quegli anni, ma anzi parte da più lontano. Senza disdegnare lezioni di tocco chopiniane od atmosfere incantate debussiniane, il più vicino retaggio stilistico che più sembra calzare al compositore (e che viene giustamente da lui rivendicato) è quello di Charles Ives, a cui ha dedicato parecchi sforzi (uno discograficamente disponibile è quello inserito in Scythian Suite dei pianisti David Pearl e Rubi Miyachi che s’intitola “Ives Music no. 3”). Poi nel 2007 si ebbe anche la possibilità di ascoltarlo (naturalmente nella veste del comporre) con una serie di composizioni da camera che presentavano istinti operatici vicini alle lezioni di Foss.

La Naxos pubblica in versione solo digitale quello che è, allo stato attuale, il miglior biglietto di presentazione di Vigelund, specie per chi non lo conosce musicalmente: incentrato solo sul pianoforte, vero punto di forza, raccoglie la metà delle sue composizioni al piano, presentate però in ordine cronologico decrescente. Le sue virtù pianistiche vengono trattate grazie alla preziosa collaborazione della pianista di Shangai, Jenny Q Chai, alla quale idealmente sembra consegnare il testimone.

Piano Music (Life Sketches)” contiene molte anime della musica americana moderna, e per quanto concerne nello specifico Vigeland, mostra anche dei percorsi differenziati: ascoltando le composizioni per piano più recenti si ha la sensazione di essere comunque distanti da quelle del passato, soprattutto la iniziale, splendida All in due time del 1973, che mostrava il suo interessamento alla musica intesa nei suoi processi di costruzione; la derivazione in sonorità più brevi, a mò di character pieces, è diventata la costante nel proseguio della carriera del compositore americano, che è scelta parzialmente condivisibile se vista in funzione dei risultati. La sensazione è che la scrittura europea abbia affiancato le vibrazioni di Feldman o Brown, senza accogliere nessuna novità. Cionondimeno, l’interesse calamitato che suscita questo genere di musica, è foriero di accogliere densità musicali vicine all’armonizzazione jazzistica che affievoliscono il pensiero negativo, specie quando si vogliono rappresentare musicalmente personaggi con personalità tali da scatenare l’ispirazione, come succede in Life Sketches dedicata al suo maestro Yvar Mikhashoff, che presenta anche un suggestivo ultimo movimento ottenuto con una preparazione leggera del piano (Barcarolle). © 2014 Percorsi Musicali





Naxos Records, a member of the Naxos Music Group