Classical Music Home

Welcome to Naxos Records

Email Password  
Not a subscriber yet?  
Keyword Search
 in   
 Classical Music Home > Naxos Album Reviews

Album Reviews



 
See latest reviews of other albums...


Andrea Bedetti
Cd Classico, January 2015

Negli ultimi decenni, il fenomeno musicale della cosiddetta “Entartete Musik”, ossia “musica degenerata”, termine con il quale vennero etichettati quegli autori e le loro opere non allineati con le concezioni estetiche del regime nazionalsocialista, è divenuto fortunatamente meno nebuloso e sempre più conosciuto.

Il destino di questi compositori tedeschi e austriaci, molti dei quali di origine ebraica, fu l’esilio verso l’America (si pensi a Schönberg), oppure vivendo di stenti all’ombra del potere nazista (si pensi a Webern) o ancora, nei casi più tragici, deportati e morti nei campi di sterminio, proprio come successe a un grande musicista austriaco, Viktor Ullmann, scomparso nelle camere a gas di Auschwitz nell’ottobre del 1944, a soli quarantasei anni. Allievo di Alexander Zemlinsky, raffinato e sagace direttore d’orchestra, Ullmann si avvicinò progressivamente ai nuovi linguaggi sperimentati dalla Seconda scuola di Vienna, pur senza mai aderire compiutamente alla dodecafonia, ma concentrandosi invece, seguendo il sistema microtonale di un altro compositore, il ceco Alois Hába, suo fraterno amico, sui quarti di tono. Trasferitosi da tempo a Praga, Ullmann fu deportato nel settembre del 1942, con la seconda moglie Elisabeth, in un campo di transito, quello di Theresienstadt, dove ebbe modo di creare alcune delle sue opere più importanti e profonde, prima di essere trasferito nell’inferno di Auschwitz dove trovò la morte. Per capire la grandezza di questo geniale musicista basti ascoltare le sette sonate per pianoforte registrate in questo doppio CD e che rappresentano, idealmente, l’universo artistico di Ullmann. Attraverso una progressiva padronanza del materiale musicale, il linguaggio pianistico di questo compositore diventa sempre più votato a una dimensione creativa nella quale la grande lezione del tardoromanticismo si coniuga con le necessità formali del suo tempo ed è proprio con le ultime tre sonate (composte a Theresienstadt) che questa visione si rende più rarefatta, più circoscritta a una velata sperimentazione mai disgiunta da una mirabile comunicabilità. Ottima l’interpretazione da parte del pianista israeliano Michael Tsalka (si veda l’intervista da lui concessa nella quale spiega anche i motivi che lo hanno spinto a registrare queste opere), capace di evidenziare esemplarmente questa progressiva mutazione stilistica e permettendoci di avere finalmente un quadro completo, esaustivo, del percorso pianistico di un musicista che merita di essere conosciuto e valutato in tutta la sua grandezza. © 2015 CD Classico





Naxos Records, a member of the Naxos Music Group